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Privacy sospesa per i dati bancari? Sì, ma solo per pochino

11:18 - 18 gennaio 2012 di Dario d'Elia

Il controllo da parte dell'Agenzia delle Entrate delle transazioni finanziarie e operazioni bancarie dei cittadini è ai limiti delle norme sulla privacy. Secondo il presidente Pizzetti dopo l'emergenza bisognerà ritornare a una forma meno invasiva di controllo. Intanto il gran capo dell'Agenzia delle Entrate svela che nessuno ha capito una mazza.

Il diritto alla privacy di fatto sarà sospeso quando le banche e gli istituti di credito inizieranno a trasmettere i dati finanziari degli italiani all'Agenzia delle Entrate. Questo il parere del Garante Francesco Pizzetti, che in una lunga intervista con Il Sole 24 Ore ha espresso la sua opinione (ufficiale?) sull'articolo 11 del decreto salva-Italia.

"Una volta terminata l'emergenza, che spero sia breve e di successo, si deve però fare un passo indietro e tornare a una forma meno invasiva di controllo", ha esordito Pizzetti. Così scopriamo che il diritto alla privacy, sempre più centrale nel dibattito sullo scambio di dati digitali, è una materia malleabile che si adatta alle circostanze e alle stagioni. La sicurezza delle banche dati e la tipologia di informazioni sembrano contare relativamente, se il fine è "nobile". Il dibattito appare secondario.

Francesco Pizzetti

"Potenzialmente la norma chiede agli operatori di trasferire all'Agenzia tutti i movimenti registrati. Anche l'acquisto di 30 euro effettuato al supermercato con carta di credito", ha continuato il Presidente. "Una massa di notizie in grado di attuare un controllo comportamentale dinamico, perché realizzato periodicamente. Per chi deve tutelare la riservatezza si tratta di un salto notevole. L'Agenzia non saprà soltanto che ho un conto corrente, ma anche quali movimenti effettuo. È la stessa differenza che passa tra il sapere che possiedo un'automobile e conoscere come e quando la guido".

Insomma, una bomba sporca, che però sembra non destare preoccupazione perché si attende ancora il provvedimento del direttore dell'Agenzia, Attilio Befera, da presentare al Garante. "Al momento non ci sono stati contatti su questo specifico punto. Si tratta di una valutazione articolata, perché l'Agenzia dovrà stabilire che tipo e quante informazioni acquisire (e su tale base andranno poi tarate le misure di sicurezza), con quali modalità, chi vi potrà accedere. Ritengo, però, che si debba lavorare non solo sul destinatario dei dati, ma anche sui mittenti. Si dovrà, per esempio, stabilire se l'invio va effettuato a livello centrale o se devono provvedervi le varie filiali degli istituti di credito, con quali modalità trasferire le informazioni, con che sistemi sistemi proteggerle".

Si chiude una stagione

Anche se il decreto ha stabilito la data della rivoluzione per il primo gennaio, il trasferimento delle informazioni dagli operatori finanziari all'Agenzia inizierà solo quando saranno stabilite le regole. Già, ma c'è da pensare che una volta trovato l'accordo l'applicazione sarà retroattiva. 

Per Pizzetti siamo in emergenza, un po' come negli anni di Piombo, quando inquirenti e magistratura poterono approfittare di margini di manovra più ampi. "[...] una situazione eccezionale, che poi ebbe un termine. Altrettanto auspico, come Garante e come costituzionalista, che accada nella lotta all'evasione", ha concluso.

Tempi bui insomma, ma anche in questi momenti è importante saper cogliere un lampo di Sole. Divertentissima la battuta finale al Fatto Quotidiano di Luigi Magistro, il direttore centrale dell'accertamento all'Agenzia delle Entrate

Gli uomini dell'Agenzia - Clicca per ingrandire

"L'estratto conto non ci serve a niente. A noi servono le movimentazioni accorpate, il totale di dare e avere dell'anno. Le banche ci vogliono mandare gli estratti conto perché sono già pronti, ma io voglio il dato elaborato per andare a incrociarlo con il reddito dichiarato". 

"Se c'è discrepanza per me si accende la lampadina. Ma io non vado a curiosare nell'estratto conto. Tutti i discorsi sulla privacy che si sono sentiti non hanno fondamento. Io sono napoletano, a Napoli si dice: Si parla a schiovere, cioè ognuno parla senza sapere una mazza e senza chiederci spiegazioni".

Ricordo ancora un incontro con il Dottor Pizzetti qualche anno fa a Torino, presso la sede dell'Ordine dei Giornalisti del Piemonte. Alla domanda sul rapporto tra la privacy e il Web, nonché i dati digitali, rispose volgendo gli occhi al cielo. "Ah, lasci stare. È complicatissimo. Stiamo ancora valutando".

Vorrei concludere con una viva preoccupazione che esula da questo specifico contesto. Se la privacy può essere trattata come una banderuola, è possibile che si possa arrivare un giorno a giustificare leggi come la SOPA, oppure qualsiasi tipo di sopruso per la lotta alla pirateria?

Ledere un diritto oggi su una cosa che magari ha implicazioni presumibilmente giuste non è comunque un rischio per il domani?

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Commenti

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1/10 avanti    
g.dragon 18/01/2012 11:42
 
+7 
facessero un passo indietro anche riguardo alla questione TASSE
Human_Sorrow 18/01/2012 11:45
 
+36 

 Originariamente inviata da g.dragon

facessero un passo indietro anche riguardo alla questione TASSE



Giusto meglio un bel default, dopo si che stiamo tutti meglio, vero ?!
-_-"
Tsaeb 18/01/2012 11:48
 
+48 
guardino pure nel mio conto corrente, sono lavoratore dipendente e le tasse le pago tutte. Inizino invece a tremare quelli che le tasse non le hanno mai pagate e i soliti furbetti che vanno in giro col Cayenne e dichiarano 15 mila euro all'anno. Negli USA il fisco può non solo guardare nei conti correnti ma addirittura prelevare direttamente soldi quando necessario, per me ci stanno andando fin troppo leggeri con sta manovra.
Alex666 18/01/2012 11:49
 
+2 
sarà...ma a me sembra che in nome della giustizia è prporpio quest'ultima che che stiamo mandando a p.tt..e.

Come iniziava quel film:ricorda il V novembre..

anche io lo farei saltare ma con loro dentro.
mizar79 18/01/2012 11:49
 
+30 
Ma io mi chiedo se si sa veramente quello di cui si parla. Quale violazione della privacy c'è nel dare questa vagonata di dati "sensibili" in pasto ad un cervellone per incrociare i dati con le dichiarazioni dei redditi, segnalare le anomalie e solo dopo andare a spulciare fisicamente queste movimentazioni bancarie? Che diritto alla privacy hanno gli orafi, dentisti, ristoratori, gestori di stabilimenti balneari, ecc ecc ecc che dichiarano meno di un'operaio?
"Una volta terminata l'emergenza, che spero sia breve e di successo, si deve però fare un passo indietro e tornare a una forma meno invasiva di controllo", ha esordito Pizzetti, SBAGLIATISSIMO!! E poi cosa facciamo? Se per miracolo riusciamo ad uscire da questo pantano, possiamo credere che l'italiano medio capisca quello che abbiamo miracolosamente evitato, rinsavisca e si mette a pagare regolarmente le tasse? Ma figuriamoci, l'italiano medio rispetta le regole solo se viene tenuto d'occhio 24h/24, appena ti distrai un attimo cerca di fare il furbo, è nel suo DNA. Sto generalizzando ovviamente...
luca cabiati 18/01/2012 11:50
 
+6 
si, meglio un bel default
The Dark Melon 18/01/2012 11:50
 
+24 
per chi è pulito questo non è un problema, che guardino pure il mio estratto conto!!
R4z3R 18/01/2012 11:52
 
+16 
Perfettamente daccordo sul controllo dei movimenti bancari, qua non si sta parlando di dare in mano le proprie informazioni a google, qua si sta parlando di superare (gradualmente e in un futuro) il denaro cartaceo, per passare al molto più sicuro dal punto di vista di frodi, riciclaggio, contraffazione e soprattutto evasione, denaro digitale.

La privacy non centra nulla. Se vogliamo essere sicuri che le nostre informazioni restino confidenziali tra noi e l'agenzia delle entrate è un conto e sono daccordo. Ma chiedere privacy come sostanzialmente diritto ad evadere NO! è ora di finirla in questo paese di fare i furbi e furbetti.

Basterebbe passare a pagare tutto interamente con bancomat e carte di credito per dare un giro di vite enorme all'infedeltà fiscale.

Certe panzane tipo i 40,000€ medi lordi annui dei dentisti proprio non si possono sentire
Alex666 18/01/2012 11:52
 
+2 

 Originariamente inviata da Tsaeb

guardino pure nel mio conto corrente, sono lavoratore dipendente e le tasse le pago tutte. Inizino invece a tremare quelli che le tasse non le hanno mai pagate e i soliti furbetti che vanno in giro col Cayenne e dichiarano 15 mila euro all'anno.




la penso come te,però con la crisi e il terrore mediatico che tutto ciò crea secondo me si stanno allargando un po' troppo.
La prossima volta cosa decidono di controllare in nome di sani principi?


voglio vedera quanti politici verranno sottoposti a questo trattamento e salteranno fuori.
g.dragon 18/01/2012 11:54
 
+2 

 Originariamente inviata da Human_Sorrow

Giusto meglio un bel default, dopo si che stiamo tutti meglio, vero ?!
-_-"


intendevo una volta che il momento difficile fosse passato.
1/10 avanti    
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