Il processo italiano contro Google per la pubblicazione di un filmato su Google Video in cui, in una scuola torinese, un ragazzo down era schernito e umiliato, subisce un nuovo intoppo. L'udienza che si doveva tenere oggi presso la Procura di Milano, infatti, è stata rinviata al 29 settembre, a causa della mancanza dell'interprete, ammalato, che doveva tradurre una deposizione di un ingegnere di Google.

Il processo con rito abbreviato vede Google alla sbarra con l'accusa di diffamazione e violazione della privacy. I genitori del ragazzo, all'inizio di quest'anno, hanno ritirato la denuncia, invece l'associazione ViviDown ha deciso di andare avanti.
Particolare attenzione ha suscitato la richiesta di Google di non ammettere in aula la stampa, su domanda del giudice Oscar Magi. I pm Alfredo Robledo e Francesco Cajani, invece, avevano dato parere favorevole. "Prendiamo atto della trasparenza di Google", ha detto Robledo in aula.

Commenti dei lettori (17)
Sono senza parole...la parte offesa ritira la denuncia, mentre l'associazione ancora ha da rompere le palle....
Ma se invece di usare google video avessero appeso foto ai lampioni di una città, facevano causa al comune?
grazie a Google si scopre un reato ...
era meglio quando l'handicappato le prendeva e stava zitto ???
IMHO è grazie a google che è emerso il bullismo e la pedofilia
e oggi siamo in grado di punirne qualcuno
altrimenti rimangono fenomeni sommersi e difficili da scoprire e perseguire.
Hai perfettamente ragione...
è ridicolo che si accusi youtube di favoreggiamento, senza youtube l'handicappato starebbe ancora lì a prendere legnate
ah già, in Italia l'importante è nascondere la polvere sotto il tappeto, mica far trionfare la giustizia