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Provider: se Telecom fissa i prezzi della fibra è finita

08:48 - 7 dicembre 2011 di Dario d'Elia

L'Associazione Italiana Internet Provider ha presentato una petizione per bloccare la prossima delibera AGCOM che regolamenterà il mercato della fibra. Non piace l'idea che possa essere rimosso l'obbligo per Telecom Italia di aprire la propria rete, ad operatori terzi a prezzi orientati ai costi su tutto il territorio italiano, tramite l'offerta all'ingrosso bitstream.

L'Associazione Italiana Internet Provider (AIIP) è preoccupata per la deriva monopolistica che sta prendendo il mercato della rete in fibra. L'Autorità Garante delle Comunicazioni (AGCOM) sta esaminando infatti, in questi giorni, una delibera che si propone di rimuovere l'obbligo da parte di Telecom Italia di aprire la propria rete, ad operatori terzi a prezzi orientati ai costi su tutto il territorio italiano, tramite l'offerta all'ingrosso bitstream.

Il rischio è che possa soffrirne la concorrenza, con limitazioni per la scelta dei consumatori e delle aziende. "Inoltre la mancata applicazione delle regole EU causerebbe chiusura indebita di operatori del settore con la perdita di migliaia di posti di lavoro, in un momento in cui la priorità delle Istituzioni dovrebbe essere quella di salvaguardare la concorrenza ed i posti di lavoro ed opporsi alle posizioni di rendita", sottolinea il documento AIIP.

Mercato TLC come una partita a Monopoly

In pratica i provider indipendenti, con una vera e propria petizione online, chiedono che anche per le reti di nuova generazione, com'è già per il rame, sia possibile la libertà di scelta dei fornitori di accesso e dei servizi. Già, perché un conto è un tariffario orientato ai costi (rame), un conto è un tariffario di mercato. 

"Auspichiamo che AGCOM non deregolamenti l'offerta solo a fronte della mera esistenza o addirittura previsione di infrastrutture alternative, cosa che peraltro ad oggi non ha mai portato alla concorrenza nei servizi Bitstream", continua il documento AIIP. "La decisione di deregolamentare in assenza di comprovata concorrenza anziché a valle di una analisi di mercato condotta su dati storici e reali sarebbe in palese contrasto con le condizioni disposte dalla Raccomandazione della Commissione Europea sulle reti NGAN e porterebbe inevitabilmente allari-monopolizzazione del mercato".

La richiesta dell'associazione è semplice, ovvero che l'accesso Bitstream sia mantenuto, come previsto dalla regolamentazione comunitaria, anche per reti e servizi NGAN (Next Generation Access Network), e fornito a condizioni economiche orientate ai costi e condizioni tecniche non discriminatorie su tutto il territorio nazionale sino a quando non si riscontri una reale ed effettiva concorrenza nella fornitura dei servizi Bitstream.

Telecom Italia sempre protagonista

In verità la storia non è nuova e ce ne siamo già occupati a maggio, quando Stefano Mannoni, relatore del provvedimento AGCOM insieme con Nicola D'Angelo aveva svelato alla stampa i primi dettagli. Già allora era chiaro che l'Unione Europea avrebbe avuto l'ultima parola sulla questione.

"La premessa da fare è proprio di tipo procedurale e cioè che la Commissione europea sarà arbitro della compatibilità comunitaria delle misure nazionali e quindi l'AGCOM non intende assumersi più responsabilità di quelle che le competono. Detto in soldoni: Roma propone, Bruxelles dispone", sosteneva Mannoni. 

Nello specifico l'idea dell'AGCOM è di mediare tra le richieste degli OLO (operatori alternativi, NdR) e di Telecom Italia, obbligando l'incumbent a fornire un prodotto attivo bitstream di seconda generazione, "in condizioni di piena replicabilità che lasci notevole autonomia agli operatori concorrenti sulla configurazione delle offerte e senza obbligarli a investimenti infrastrutturali".

E poi "consentire agli OLO di prenotare un unbundling à la carte, flessibile e modulabile, che Telecom deve offrire mettendo a disposizione la fibra spenta e tutto ciò che serve per un accesso end-to-end".

Insomma, si tratterebbe di un approccio vecchio stile dove Telecom stabilisce le tariffe e l'AGCOM valuta se siano o meno adeguate. AIIP non è d'accordo e probabilmente non lo sarà neanche l'Unione Europea, considerando che Telecom Italia agisce in regime di monopolio con 112 milioni di km di rame e 4,3 milioni di km di fibra.

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Commenti

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1/2 avanti    
Nofe92 07/12/2011 09:07
 
Italians do it better...
wwwgefaz 07/12/2011 09:28
 
-3 
Della serie facciamo spendere i soldi alla telecom per portare la fibra e poi vogliamo affittarla al prezzo che noi vogliamo.Non mi sembra molto corretto.Ok per il rame che telecom deve si mantenere ma che ha ereditato dalla sua precedente posizione di monopolio,ma qui stiamo parlando di una infrastruttura tutta da creare.
Moderatore: Dario D'Elia 07/12/2011 09:47

 Originariamente inviata da wwwgefaz

Della serie facciamo spendere i soldi alla telecom per portare la fibra e poi vogliamo affittarla al prezzo che noi vogliamo.Non mi sembra molto corretto.Ok per il rame che telecom deve si mantenere ma che ha ereditato dalla sua precedente posizione di monopolio,ma qui stiamo parlando di una infrastruttura tutta da creare.



Telecom Italia ha già una rete in fibra da 4,3 milioni di km di fibra.

d.
Seraph84 07/12/2011 10:00
 

 Originariamente inviata da Nofe92

Italians do it worse...




edit
Cayman26 07/12/2011 10:02
 
+11 
Muori telecom!!
wwwgefaz 07/12/2011 10:34
 

 Originariamente inviata da Dario D'elia

Telecom Italia ha già una rete in fibra da 4,3 milioni di km di fibra



I 4,3 milioni di fibra si riferiscono in buona parte alle interconnessioni di centrali,credo che qui si parla di ultimo miglio
axoduss 07/12/2011 10:34
 
Vediamo se il nuovo ministro dello sviluppo economico si interesserà della vicenda.

Comunque devo spezzare una lancia a favore di telecom (mio malgrado ): sarebbe anche ora che gli olo si uniscano per investire sulla fibra , e non stiano uniti solo per dare contro alla telecom (giustamente )
Moderatore: Dario D'Elia 07/12/2011 11:22

 Originariamente inviata da wwwgefaz

I 4,3 milioni di fibra si riferiscono in buona parte alle interconnessioni di centrali,credo che qui si parla di ultimo miglio



No, qui si parla del fatto che Telecom domani potrà stabilire il prezzo di interconnessione che preferirà - forte del suo monopolio sulla fibra ottica del paese.

quando invece l'Unione Europea ha spiegato più volte che dovrebbero essere stabilite tariffe orientate al costo come si fa con il rame.

d.
psychok9 07/12/2011 13:02
 
+1 
@Dario D'Elia: IMHO resta una pessima soluzione.
Meglio un infrastruttura con onori e oneri condivisi...
ma1212 07/12/2011 14:15
 
Meglio costosa che mai!
1/2 avanti    
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