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Pulitzer 2011 a un sito di informazione online!

12:25 - 19 aprile 2011 di Dario d'Elia

Il sito ProPublica ha ricevuto per la prima volta nella storia del Pulitzer un premio nella categoria National Reporting. Non solo gli approfondimenti finanziari, riguardanti le responsabilità di Wall Street, si sono dimostrati precisi ma l'uso di strumenti digitali ha reso più comprensibile il messaggio.

I premi Pulitzer del 2011 hanno finalmente sdoganato l'informazione online: per la prima volta un sito Web ha vinto la sfida con i media tradizionali. ProPublica, grazie a una serie di approfondimenti finanziari pubblicati esclusivamente su Internet (The Wall Street Money Machine), è stato premiato per la categoria "National Reporting". 

Pulitzer

"Per un esempio distintivo di servizio sugli affari nazionali, utilizzando ogni strumento giornalistico disponibile inclusi rendiconti, video, database, multimedia o presentazioni interattive o qualsiasi combinazione di questi, stampati o online o entrambi", si legge nella descrizione del premio di 10mila dollari assegnato a Jesse Eisinger e Jake Bernstein.

C'è da esserne senza dubbio fieri non solo per aver rotto un tabù ma anche per aver sconfitto le corazzate Bloomberg News e The Wall Street Journal Staff, rispettivamente con storie che avevano a che fare con le assicurazioni dei veterani militari e il disastro della piattaforma Deepwater Horizon.

"Il premio va a Jesse Eisinger e Jake Bernstein di ProPublica per l'esposizione delle discutibili pratiche di Wall Street che hanno contribuito alla crisi economica, facendo uso di strumenti digitali che hanno aiutato a spiegare la complessità dell'argomento a lettori inesperti", continua il documento del premio Pulitzer.

I riconoscimenti che ogni anno assegna la Columbia University a chi si è distinto nell'attività giornalistica lasciano sempre un segno: se non altro a dimostrazione che la soglia di attenzione dei "cani da guardia" della Democrazia statunitense è sempre alta.

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Commenti

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ZEB-DEMON 19/04/2011 12:42
 
+1 
un ottimo passo in avanti. ormai gli editori cartacei sanno solo chiedere sovvenzioni allo stato per i loro errori invece di innovarsi e fare bene il loro lavoro.
invasore 19/04/2011 12:55
 
+2 

 Originariamente inviata da ZEB-DEMON

un ottimo passo in avanti. ormai gli editori cartacei sanno solo chiedere sovvenzioni allo stato per i loro errori invece di innovarsi e fare bene il loro lavoro.



Anche a me fa piacere il risultato, ma non confondiamo gli editori nostrani con quelli oltre oceano. Questi ultimi sanno ancora fare benissimo il loro lavoro e sopratutto hanno un pubblico che ancora legge e cerca l'approfondimento.
danyele81 19/04/2011 13:29
 
-2 

 Originariamente inviata da invasore

Anche a me fa piacere il risultato, ma non confondiamo gli editori nostrani con quelli oltre oceano. Questi ultimi sanno ancora fare benissimo il loro lavoro e sopratutto hanno un pubblico che ancora legge e cerca l'approfondimento.



questa fa molto leggenda metropolitana,anzi era vero tempo fa,come d'altronde in italia,ma ormai anche oltreoceano hanno intrapreso la strada dell'impecoronimento ad oltranza
qwertyno 19/04/2011 14:50
 
+1 
Scusate ma il Pulizer non è stato conferito solo "all'organizzazione no-profit ProPublica" ma anche ad altri più grossi e famosi. Se leggete l'articolo dell'ANSA si capisce la motivazione degli altri Pulizer, che di certo non sono stati dati per cavolate. Non confondiamo la stampa statunitense con quella italiana, loro, con quello che scrivono mandano in galera le persone, da noi nella maggior parte delle volte riportiamo le notizie e basta. Tra l'altro la categoria National Reporting non è neanche tra le più prestigiose.

http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/primopiano/2011/04/18/visualizza_new.html_899759040.html
Dario D'Elia 19/04/2011 16:38
 

 Originariamente inviata da qwertyno

Scusate ma il Pulizer non è stato conferito solo "all'organizzazione no-profit ProPublica" ma anche ad altri più grossi e famosi. Se leggete l'articolo dell'ANSA si capisce la motivazione degli altri Pulizer, che di certo non sono stati dati per cavolate. Non confondiamo la stampa statunitense con quella italiana, loro, con quello che scrivono mandano in galera le persone, da noi nella maggior parte delle volte riportiamo le notizie e basta. Tra l'altro la categoria National Reporting non è neanche tra le più prestigiose.

http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/primopiano/2011/04/18/visualizza_new.html_899759040.html



scusa ma chi ha detto che ProPublica è l'unica che ha ricevuto il premio... si parla di premI non a caso, e National Reporting è uno dei tanti

d.
Andretti60 19/04/2011 23:06
 

 Originariamente inviata da danyele81

questa fa molto leggenda metropolitana,anzi era vero tempo fa,come d'altronde in italia,ma ormai anche oltreoceano hanno intrapreso la strada dell'impecoronimento ad oltranza


Mi piacerebbe sapere quanti giornali americani hai letto negli ultimi dieci anni, o almeno finche' Bush era al potere (so soooorry, volevo dire al governo)

Mentre il canale televisivo conservatore FoxNews faceva il lavaggio del cervello ai suoi telespettatori, testate come il Los Angeles Times, il San Francisco Chronicle, il San Jose Mercury News, il Chicago Tribune, il New York Times, il Washington Post, la rivista settimanale The New Yorker, il sito internet Huffington Post e vari canali televisivi tra cui la CNN e PBS (tanto per citare le fonti che conosco io) non hanno mai smesso di condannare i misfatti della amministrazione G.W.Bush
E chi altri ha pubblicato il dossier wikileaks se non il New York Times stesso?

Negli States e in altre nazioni dove la liberta' di parola e' rispettata si trova di tutto, basta cercare (e neanche troppo) e il buono si trova.
In Italia (purtroppo) si trova solo monnezza.
qwertyno 20/04/2011 01:01
 

 Originariamente inviata da Dario D'Elia

scusa ma chi ha detto che ProPublica è l'unica che ha ricevuto il premio... si parla di premI non a caso, e National Reporting è uno dei tanti

d.



non era riferito a chi ha scritto l'articolo, ma ad alcuni utenti che hanno commentato come se fosse l'unico premio dato ed interessante (solo perchè si sono ricordati che esiste l'informazione su internet?) e soprattutto chi critica le testate straniere (e non solo made in usa), senza averne mai letta una.
   
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