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Raccolta e riciclo delle batterie, in Italia è caos

11:09 - 4 febbraio 2010 di Dario D'Elia

La gestione delle batterie esauste è diventata un problema dopo la liberalizzazione del settore.

In Italia la raccolta e lo smaltimento delle batterie usate è nel caos più totale. Lo sostiene il consorzio senza scopo di lucro Cobat, che si è occupato del problema negli ultimi 20 anni - ovvero fino a quando il settore non è stato liberalizzato. "Riteniamo che la gestione dei rifiuti delle pile e degli accumulatori, soprattutto quelle portatili, sia governata dal caos", la valutazione secca del consorzio.

Batterie da buttare

Effettivamente, dopo il recepimento nel 2008 della direttiva europea, la proliferazione di società specializzate ha sconvolto ogni equilibrio di gestione e di mercato. Il problema di fondo è che le batterie delle auto (1600 euro a tonnellata) sono economicamente redditizie, mentre quelle piccole per dispositivi elettronici solo un fastidio. Come ricorda La Stampa, gli impianti per il riciclo delle piccole batterie non esistono in Italia: si è costretti a spedirle in Svizzera o in Francia. La motivazione di questa mancanza è probabilmente dovuta al fatto che si riesce a recuperare meno del 50% dei materiali.

Secondo Francesco Panerai, presidente dell’Associazione commercianti radio, la situazione è peggiorata perché di fatto le municipalizzate sono state sollevate da questa responsabilità. La normativa europea prevede che i costi della raccolta e lo smaltimento delle pile siano a carico dei produttori; questi ultimi si occupano in autonomia della questione spesso avvalendosi dei servizi dei consorzi.

Già, ma alla fine dove bisogna buttare le batterie esauste?  L'ultima parola al nuovo Centro di Coordinamento del Ministero dell’Ambiente, che si occuperà anche di gestire i finanziamenti…

Si accettano scommesse per l'epilogo.
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Commenti

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1/2 avanti    
R.Raskolnikov 04/02/2010 11:26
 
In Italia c'è caos su parecchie cose, non solo sulle batterie.
E la colpa di chi è se in Italia le cose non funzionano? Forse è degli italiani???? Nooooooooooo, ma figuriamoci, è colpa dei marziani travestiti da politici.
Feanaaro 04/02/2010 11:32
 
exhausted |igˈzôstid|
adjective
1 drained of one's physical or mental resources; very tired : I was cold and exhausted | she returned home, exhausted from her day in the city. See note at tired .
2 (of resources or reserves) completely used up : Karl spat, his patience suddenly exhausted.

In italiano, le persone sono esauste, quando sono molto stanche. Le batterie sono scariche, o al più esaurite, non esauste.
Blip 04/02/2010 11:38
 
La gestione dei rifiuti elettronici in genere è scandalosa: i vari governi che si sono susseguiti negli anni e le varie amministrazioni locali hanno solo saputo introdurre nuove tasse e sanzioni, senza un reale e funzionale servizio e una normativa chiara e semplice.

Basterebbe permettere ai rivenditori e tecnici riparatori di ritirare il vecchio in cambio del nuovo/rigenerato e ritirare presso le sedi di questi ultimi i rifiuti speciali (o basterebbe fornire delle piazzole ecologiche dove conferire i rifiuti).
Teoricamente dovrebbe essere già così (normativa europea RAEE), ma in realtà non è possibile farlo pena sanzioni anche penali per deposito abusivo di rifiuti. Se si mette in conto la burocrazia che c'è dietro lo scandalo è ancora peggiore: si produce tanta inutile carta che rifiuti (MUD, moduli vari, etc).

Chi ha giovato di un tale sistema sono solo la miriade di aziende e consulenti che si occupano di gestione rifiuti. La "cacca" (o meglio l'ecologia) è diventato il nuovo business da sfruttare... senza contare la potente lobby degli ambientalisti

Ultimo appunto personale (poi non vi stresso più ): pensate che il comune ove ha sede l'azienda per cui lavoro non ci ritira i rifiuti e non ha fornito nemmeno il bidoni per la raccolta differenziata dei normali rifiuti (carta, plastica, umido...). Alla richiesta del materiale per la raccolta la risposta è stata semplice: ARRANGIATEVI. Morale: oltre che pagare la TARSU (anche se il comune non ci ritira i rifiuti) l'azienda deve pagare per lo smaltimento dei rifiuti normali a un'azienda specializzata.
Dario D'Elia 04/02/2010 11:49
 

 Originariamente inviata da Feanaaro

exhausted |igˈzôstid|
adjective
1 drained of one's physical or mental resources; very tired : I was cold and exhausted | she returned home, exhausted from her day in the city. See note at tired .
2 (of resources or reserves) completely used up : Karl spat, his patience suddenly exhausted.

In italiano, le persone sono esauste, quando sono molto stanche. Le batterie sono scariche, o al più esaurite, non esauste.



esausto: esaurito, scarico es. batteria esausta (Devoto Oli - 2008)

d.
Tresh 04/02/2010 11:52
 

 Originariamente inviata da R.Raskolnikov

In Italia c'è caos su parecchie cose, non solo sulle batterie.
E la colpa di chi è se in Italia le cose non funzionano? Forse è degli italiani???? Nooooooooooo, ma figuriamoci, è colpa dei marziani travestiti da politici.



Ehm, anche se a sentirli parlare c'è da pensare a qualche tribù semianalfabeta, i politici sono Italiani.
Comunque non capisco il tuo pensiero, se mancano i centri di smaltimento ed una politica di riciclo, è colpa di noi cittadini?
Vero che noi Italiani siamo delle bestie sotto molti aspetti ma anche il nostro sistema politico è parecchio lacunoso. Si mobilitano di corsa solo quando c'è da preservare i loro interessi, vedi la riforma della giustizia.
O forse ho capito male il tuo discorso?
sofficinifindus 04/02/2010 11:54
 

 Originariamente inviata da Feanaaro

exhausted |igˈzôstid|
adjective
1 drained of one's physical or mental resources; very tired : I was cold and exhausted | she returned home, exhausted from her day in the city. See note at tired .
2 (of resources or reserves) completely used up : Karl spat, his patience suddenly exhausted.

In italiano, le persone sono esauste, quando sono molto stanche. Le batterie sono scariche, o al più esaurite, non esauste.



i soliti cagacaxxo...

purtroppo l'italia è la repubblica delle banane...
batterie, o rifiuti in genere, inclusi.
bennydj 04/02/2010 12:31
 
al di là dell'inutile diatriba sull'utilizzo di esausto, che per inciso si applica anche a "risorse e riserve" e quindi alle batterie (lo dice la stessa definizione in inglese usata per sostenere il contrario), questo è uno dei tanti problemi "minori" che in Italia non vengono quasi mai discussi. Vorrei proprio vedere quanto costa mandare all'estero le nostre pile scariche...oltretutto i bidoni di raccolta mi sembrano sempre più rari...
Tsaeb 04/02/2010 12:47
 
Il più grosso problema dell'Italia sono gli italiani.
Ricky99 04/02/2010 13:15
 
E ci si sorprende pure?
Ma come potete pensare che delle societa' nate per LUCRARE possano comportarsi in modo ETICO e CORRETTO!?
Cosa gliene frega dell'ambiente?Del reciclo comunque e ovunque per questioni di vivibilita'?
C'e' un solo modo per disciplinare i privati che vogliono il profitto, colpirli proprio nel portafigli se non si comportano nel modo corretto.
Cyber-Boy 04/02/2010 14:24
 

 Originariamente inviata da Blip

La gestione dei rifiuti elettronici in genere è scandalosa: i vari governi che si sono susseguiti negli anni e le varie amministrazioni locali hanno solo saputo introdurre nuove tasse e sanzioni, senza un reale e funzionale servizio e una normativa chiara e semplice.

Basterebbe permettere ai rivenditori e tecnici riparatori di ritirare il vecchio in cambio del nuovo/rigenerato e ritirare presso le sedi di questi ultimi i rifiuti speciali (o basterebbe fornire delle piazzole ecologiche dove conferire i rifiuti).
Teoricamente dovrebbe essere già così (normativa europea RAEE), ma in realtà non è possibile farlo pena sanzioni anche penali per deposito abusivo di rifiuti. Se si mette in conto la burocrazia che c'è dietro lo scandalo è ancora peggiore: si produce tanta inutile carta che rifiuti (MUD, moduli vari, etc).

Chi ha giovato di un tale sistema sono solo la miriade di aziende e consulenti che si occupano di gestione rifiuti. La "cacca" (o meglio l'ecologia) è diventato il nuovo business da sfruttare... senza contare la potente lobby degli ambientalisti

Ultimo appunto personale (poi non vi stresso più ): pensate che il comune ove ha sede l'azienda per cui lavoro non ci ritira i rifiuti e non ha fornito nemmeno il bidoni per la raccolta differenziata dei normali rifiuti (carta, plastica, umido...). Alla richiesta del materiale per la raccolta la risposta è stata semplice: ARRANGIATEVI. Morale: oltre che pagare la TARSU (anche se il comune non ci ritira i rifiuti) l'azienda deve pagare per lo smaltimento dei rifiuti normali a un'azienda specializzata.

Solo la gestione dei rifiuti elettronici? (sono di Napoli)
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  Categoria: Nuove Tecnologie