In Italia la raccolta dei rifiuti elettronici aumenta, ma non abbastanza per rispettare gli obiettivi europei. Il "Rapporto Annuale 2011 sul sistema di ritiro e trattamento dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche in Italia", realizzato dal Centro di Coordinamento RAEE, ha confermato un incremento della raccolta del 6% rispetto al 2010 - abbiamo raggiunto quota 260mila tonnellate.
Il problema è che la media pro-capite è di 4,3 kg, ed entro il 2016 dovrà raggiungere i 10 kg per rispettare i parametri imposti dall'Europarlamento. "È quindi necessario un ulteriore sforzo da parte di tutti gli addetti ai lavori, dei cittadini e delle istituzioni per il raggiungimento di traguardi futuri e la conferma del sistema Italia come modello all'avanguardia e di efficienza anche all'estero", ha dichiarato Danilo Bonato, Presidente del Centro di Coordinamento RAEE.
RAEE
Come avviene spesso, siamo di fronte a un paese a diverse velocità. "Le regioni del Nord ancora una volta hanno raggiunto risultati migliori, soprattutto in termini di raccolta media pro-capite. La Valle d'Aosta è la Regione più virtuosa con 7,41 kg/ab. mentre la Lombardia raccoglie più RAEE in termini assoluti con 50.410.852 kg ed è anche la regione italiana che ospita il più alto numero di Centri di Raccolta, 805. Il Trentino Alto Adige, con poco più di 20 Centri di Conferimento ogni 100.000 abitanti, registra il valore più alto in Italia", sottolinea il comunicato ufficiale.
Nel Centro Italia la raccolta media pro-capite si attesta a 3,69 kg/ab. Nel Lazio, in particolare, si registra un decremento di oltre il 15% mentre la Toscana è la prima Regione del Centro con 5,38 kg di RAEE raccolti per abitante. "Nelle regioni del Mezzogiorno resta ancora molto da fare. La raccolta pro-capite infatti è inferiore della media nazionale (2,80 kg/ab.). Da evidenziare, tuttavia, i positivi risultati della Sardegna, con una raccolta nettamente al di sopra della media nazionale (5,68 kg/ab.), e il caso della Sicilia, che negli ultimi 3 anni è passata da fanalino di coda in Italia alla seconda Regione più virtuosa del Sud", sottolinea il documento.
Tra le tipologie di RAEE raccolti, 1 su 3 appartiene al Raggruppamento R3 (tv e monitor), 1 su 4 a R1 (apparecchiature refrigeranti), 1 su 4 a R2 (grandi elettrodomestici) e 1 su 6 al Raggruppamento R4 (piccoli elettrodomestici e ICT). Incoraggiante l'incremento della raccolta delle sorgenti luminose (R5), con un più 20% nell'ultimo anno e quasi il 50% in più rispetto al 2009.
"Per ulteriori miglioramenti sono necessari investimenti infrastrutturali, sul fronte della sensibilizzazione dei cittadini e, in alcuni contesti, per realizzare una più efficace organizzazione dei servizi e delle modalità di raccolta", ha concluso Bonatti. "Sappiamo bene però quanto pesano su questo fronte i vincoli di spesa, che determinano in molti casi l'impossibilità oggettiva per i Comuni di intervenire con nuovi investimenti".
Una soluzione vincente secondo gli esperti potrebbe essere quella di favorire il ritiro "uno contro uno" da parte della distribuzione.

Commenti dei lettori (28)
centro e sud, SVEGLIAAA!!
Sono 10 anni che faccio la raccolta differenziata e sono 10 anni che loro prendono tutto, lo mischiano e lo buttano nell'inceneritore....che razzo dovrei fare? A calci in ciulo non li posso prendere, a bastonate neppure anche se ce la stanno mettendo tutta a sciparcele dalle mani.
quindi i televisori di cui parla castiel83 ce li mette la nettezza urbana?
Sono vicentino e qui dimostri che i "terroni" (perdona il termine) non sono una "razza" di nullafacenti tripponi, anzi, tanto di cappello a te che ci metti impegno nel far girare le cose nel modo giusto, quando poi ci sono gli illegali che ci speculano rovinando il buon nome di centro e sud..
Si spera sempre in qualcosa di migliore..
P.s. in campania ci sono 2 paesi con bilancio rifiuti in ATTIVO! Da me a vicenza ci fanno su di quei giri.. l'assessore ai rifiuti entra con la panda e esce col bmw serie5 nuovo..
Sicché, poco vicino napoli ci sono ste realtà.. si vergognino gli speculatori!
non è certo dei poveri cittadini la colpa, ma di chi "gestisce"