
Svolta nello smaltimento dei rifiuti elettronici (RAEE). Il principio del ritiro "uno contro uno" è diventato realtà con il Decreto n.65 dell'otto marzo 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.102 del 4 maggio.
Secondo tale principio, in occasione di un nuovo acquisto di un'apparecchiatura elettrica o elettronica destinata a un nucleo domestico, il distributore avrà l'obbligo di ritirare gratuitamente l'apparecchiatura a fine vita - purché sia equivalente alla prima - e di predisporne il trasporto presso i centri di raccolta autorizzati.
A partire dal prossimo 19 maggio entrerà effettivamente in vigore il regolamento dell'uno contro uno; da questa data i distributori avranno 30 giorni per iscriversi nell'apposita sezione dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali e organizzare il ritiro; dal 18 giugno il consumatore potrà quindi conferire gratuitamente il vecchio apparecchio elettronico anche presso il punto di vendita (o al momento della consegna a domicilio), a fronte dell'acquisto di un prodotto analogo.
I distributori, compresi coloro che effettuano televendite o vendite online, sono tenuti ad informare i consumatori sulla gratuità del ritiro in modo chiaro e d'immediata percezione, avvalendosi anche di avvisi ben leggibili situati nei punti vendita. I distributori hanno inoltre l'obbligo di tenere uno schedario numerato progressivamente che deve essere conservato per tre anni dalla data dell’ultima registrazione. Questo modus operandi può rappresentare una soluzione concreta al problema dello smaltimento illecito di rifiuti elettrici ed elettronici, in quanto viene lasciata traccia del percorso del RAEE dismesso.
Infatti, una volta riconsegnato al negozio, il rivenditore ha l'obbligo di trasportare il vecchio apparecchio fuori uso fino ai centri di raccolta autorizzati. Da qui verranno poi presi in consegna dai Sistemi Collettivi, che ne garantiranno il trasferimento presso gli impianti di trattamento e il successivo riciclo.
In Italia si stima che i punti vendita coinvolti dalla norma saranno alcune decine di migliaia.
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Originariamente inviata da thelittlesniper
E per chi si fa il pc "fatto in casa"???? Vale la stessa cosa?
E poi comunque "<...>a fronte dell'acquisto di un prodotto analogo." cita il testo; nel caso di un elettrodomestico ci potrebbe anche stare ma sfido chiunque a buttare un pc, ad esempio: AthlonXP 1800+ del 2001, una nVidia MX400 e 512Mb di ram, per poi riprendersene un altro tale e quale dopo 9 anni!!!
Originariamente inviata da DeepEye
Ma chi paga in tutto ciò?
Io una volta ho tentato di portare dei monitor ad un centro di raccolta differenziata. Mi dissero: 'lei come esercizio commerciale, deve contattare società di smaltimento specializzate, a sue spese'.
Ma mi prendono per il culo o cosa? Con tutte le tasse sui rifiuti che paghiamo per la nostra attività, non posso nemmeno buttare dei c@zzo di monitor in un isola ecologica?
Finì che dissi al tizio: se non li vuole, li butto nel primo cassonetto che trovo fuori di qui; a quel punto me li fece lasciare....
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