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Rapporto Assinform 2010: in Italia non si innova

12:38 - 11 marzo 2010 di Dario D'Elia

I primi dati sul Rapporto Assinform 2010 delineano uno scenario IT da incubo. Tutti i parametri di mercato sono arretrati: hardware -14,8%, software - 3,6%, servizi - 6,5%; grandi imprese -10,3%, medie - 7,3%, piccole -8,0%. Bisogna assolutamente ritornare a investire in innovazione per non rischiare il cucchiaio di legno.

Le prime anticipazioni sul Rapporto Assinform 2010 sono impressionanti: sembra che l'Italia abbia totalmente rinunciato all'Information Technology. Va bene che il modernariato impazza, ma rispolverare vecchi pallottolieri non sembra essere così strategico.

"Tra i paesi avanzati, il nostro è quello che, nel 2009, ha più aumentato il gap tra PIL (-5%) e investimenti IT (-8,1%), rivelando un paese ripiegato su se stesso che, salvo eccezioni, sembra aver perso coraggio, che ha paura di investire e rischiare. Il disinvestimento italiano in Information Technology, pari a 1.657 milioni di euro, è un segnale allarmante di arretramento del Paese verso assetti strutturali di basso profilo competitivo, che rischiano di condannarci alla stagnazione", ha dichiarato Paolo Angelucci, Presidente di Assinform, durante l'evento stampa di presentazione a Milano.

Matite colorate e gessetti o tastiera?


"Le istituzioni pubbliche, le imprese, appaiono intrappolate da un approccio dal respiro troppo corto, che non riesce a superare l'orizzonte contingente dell'emergenza. Sono, infatti, arretrati tutti i parametri del mercato: hardware -14,8%, software - 3,6%, servizi - 6,5%; grandi imprese -10,3%, medie - 7,3%, piccole -8,0%. L'innovazione, strumento indispensabile per lo sviluppo, sembra sparita dal vocabolario della politica economica e delle misure anticrisi. Con queste premesse anche il 2010 sarà un anno molto difficile. Le nostre stime indicano per il settore un trend negativo di -3,1%, che allargherà la forbice con il Pil (1%)".

Tutta questa negatività potrebbe essere considerata poco salutare, ma in verità si tratta semplicemente di un campanello di allarme. "Dobbiamo credere nel futuro e investire in innovazione! È urgente dotare il Paese di una politica strategica per la crescita, con progetti e investimenti a lungo termine. Incentivare la rottamazione dei software obsoleti, da sostituire con applicazioni evolute tarate sulle esigenze delle imprese del Made in Italy, sarebbe un segnale nella direzione giusta", ha sottolineato Angelucci.

E dire che l'IT italiano è composto da 400mila addetti e 97mila imprese: di fatto rappresenta il quarto settore industriale del paese. "[…] non solo non riscuote dalla politica la giusta attenzione, ma il suo impatto economico e occupazionale, nonché le sue potenzialità nei processi di sviluppo del Paese sono largamente sottovalutati dalle istituzioni", ha aggiunto laconicamente il Presidente di Assinform.

Ecco quindi almeno tre importanti iniziative di Assinform, per scuotere il settore. Si parte con "un primo accordo innovativo con un importante istituto bancario che prevede finanziamenti a medio termine per le aziende che investono in IT comprendendo, per la prima volta, anche le componenti immateriali (software e servizi)".

"Al contempo abbiamo attivato un gruppo di lavoro per affrontare in modo concreto e pragmatico il tema del downpricing delle tariffe IT. La tendenza al ribasso delle tariffe professionali, infatti, è un'anomalia tutta italiana, che mortifica gli investimenti in capitale umano delle imprese IT, che rappresenta ben il 26% dei ricavi aziendali, mentre penalizza i clienti e la qualità dei loro progetti e servizi. C'è il rischio di impoverimento professionale dell'informatica italiana".

Ultimo imprescindibile punto: promuovere una politica di aggregazione delle imprese del settore. "L'obiettivo è produrre soluzioni innovative condivise che aiutino domanda e offerta a crescere, anche in una prospettiva di internazionalizzazione delle imprese IT italiane, portatrici di made in Italy tecnologico".

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Commenti

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1/3 avanti    
Tom182 11/03/2010 13:07
 
mamma mia..
EpoX 11/03/2010 13:11
 
MA COME VI PERMETTETE??? CHI SONO COSTORO DELLA ASSINFORM CHE DIFFONDONO FALSO VERBO CONTRO LA NOSTRA AMATA PATRIA CHE VERSO IL FUTURO COSI' ARDENTEMENTE SI STAGLIA? ORA SPEDISCO UN BEL PICCIONE VIAGGIATORE A CODESTI BIFOLCHI PER SFIDARLI A SINGOLAR TENZONE...
torello 11/03/2010 13:12
 
Non c'è niente di cui meravigliarsi. Era tutto previsto dato che abbiamo politici di 70 e 80 anni che vanno in giro con il catetere e non sanno nemmeno accendere un PC!
makrov 11/03/2010 13:31
 
è normale che in tempi di vacche magre le aziende taglino i costi, e naturalmente i primi a venire in mente sono quelli per tecnologie informatiche (la maggior parte usa word ed exel e non si limita ad altro)
il problema è piu della popolazione italiana (pochi giovani) che si rispecchia anche nella classe politica!
forse l'unico modo per ridare respiro all'Italia è limitare il voto al max ai 60enni, tagliando fuori dalla vita politica tutte quelle persone che ormai sn fossilizzate su ideologie di mezzo secolo fà!
Skynet 11/03/2010 13:32
 
In Italia un ingegnere informatico prende 800-900 euro al mese... negli ultimi TRE colloqui che ho fatto mi sono sentito dire: "eh che me ne faccio di un laureato in ingegneria informatica? prendo un ragazzino senza titolo di studio, che sia uno smanettone col pc gli do 600-700 euro al mese, mi fa più o meno quello che fai tu ed è l'uomo più felice del mondo!"
non mi sembra ci sia altro da aggiungere... il nostro paese sta andando alla deriva...
IrishBadwolf 11/03/2010 13:40
 

 Originariamente inviata da EpoX

MA COME VI PERMETTETE??? CHI SONO COSTORO DELLA ASSINFORM CHE DIFFONDONO FALSO VERBO CONTRO LA NOSTRA AMATA PATRIA CHE VERSO IL FUTURO COSI' ARDENTEMENTE SI STAGLIA? ORA SPEDISCO UN BEL PICCIONE VIAGGIATORE A CODESTI BIFOLCHI PER SFIDARLI A SINGOLAR TENZONE...



Sire, lei ha il mio incondizionato rispetto.

Tornando IT lo scenario non meraviglia, meraviglia sia diventato di pubblico dominio
Iena 11/03/2010 13:41
 

 Originariamente inviata da makrov

è normale che in tempi di vacche magre le aziende taglino i costi, e naturalmente i primi a venire in mente sono quelli per tecnologie informatiche (la maggior parte usa word ed exel e non si limita ad altro)
il problema è piu della popolazione italiana (pochi giovani) che si rispecchia anche nella classe politica!
forse l'unico modo per ridare respiro all'Italia è limitare il voto al max ai 60enni, tagliando fuori dalla vita politica tutte quelle persone che ormai sn fossilizzate su ideologie di mezzo secolo fà!



quotone
Iena 11/03/2010 13:41
 
quotone... azz ho problemi col brow...

(sorry per il doppio post)
Zen 11/03/2010 13:54
 

 Originariamente inviata da Skynet

In Italia un ingegnere informatico prende 800-900 euro al mese... negli ultimi TRE colloqui che ho fatto mi sono sentito dire: "eh che me ne faccio di un laureato in ingegneria informatica? prendo un ragazzino senza titolo di studio, che sia uno smanettone col pc gli do 600-700 euro al mese, mi fa più o meno quello che fai tu ed è l'uomo più felice del mondo!"
non mi sembra ci sia altro da aggiungere... il nostro paese sta andando alla deriva...


E' cosi su tutto...
Non si investe in ricerca&sviluppo
Non si investe in formazione
Si va avanti un pò come capita (alla pene d segugio)
Il merito non si premia ma si premiano le conoscenze...
ecc...

Basti pensare che i tecnici Telecom che vengono ad installare i router il + delle volte si occupavano d'altro e vengono spediti a farlo senza un minimo di formazione.
IrishBadwolf 11/03/2010 13:54
 

 Originariamente inviata da makrov

è normale che in tempi di vacche magre le aziende taglino i costi, e naturalmente i primi a venire in mente sono quelli per tecnologie informatiche (la maggior parte usa word ed exel e non si limita ad altro)
il problema è piu della popolazione italiana (pochi giovani) che si rispecchia anche nella classe politica!
forse l'unico modo per ridare respiro all'Italia è limitare il voto al max ai 60enni, tagliando fuori dalla vita politica tutte quelle persone che ormai sn fossilizzate su ideologie di mezzo secolo fà!



Parzialmente vero, in verita' gli investimenti IT in Italia sono molto spesso non apprezzati e visti come costo che non porta reali benefit. E' da un poco che sono nel campo e come esperienza personale ti posso dire che questa e' spesso la realta' con la quale ti scontri quando proproni una qualsiasi "innovazione". Non e' solo per la recessione.

Fermo restando che se ti chiudi a riccio non stai facendo altro che cercare di prolungare la tua agonia, questo e' momento di investire e migliorarsi o e' una lenta discesa.
Magari il governo potrebbe aiutare, in modo concreto, ma tra escort e festini di coca non hanno mica tutto sto tempo libero.
1/3 avanti    
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