I ricercatori della University College London hanno sviluppato una ReRAM, o Resistive RAM, basata su ossido di silicio e capace di lavorare a temperatura ambiente grazie a una nuova struttura. Continuano così le ricerche che esplorano le potenzialità di una memoria che in futuro potrebbe rimpiazzare le attuali NAND Flash.
Le RAM resistive sono basate sul memristore e realizzate con materiali che spesso sono ossidi di metalli, la cui resistenza elettrica cambia (creando gli stati 0 e 1) all'applicazione della tensione. Questa memoria è poi in grado di ricordare questo cambiamento anche in assenza di energia, il che ne fa una memoria non volatile. Secondo i ricercatori, i chip ReRAM promettono una capacità di archiviazione notevolmente maggiore rispetto alla memoria Flash, pur assicurando un minor consumo energetico e ingombro di spazio.
I ricercatori dell'UCL hanno messo a punto una nuova struttura all'ossido di silicio che può cambiare il valore di resistenza in modo molto più efficiente rispetto a quanto possibile in passato. Nel loro materiale, la disposizione degli atomi di silicio cambia per formare filamenti di silicio all'interno di ossido di silicio solido, che è meno resistivo. La presenza o l'assenza di questi filamenti rappresenta il passaggio da uno stato all'altro.

A differenza di altri chip all'ossido di silicio attualmente in sviluppo, la soluzione approntata dagli studiosi dell'UCL non richiede il vuoto per funzionare e perciò è potenzialmente meno costosa e resistente nel tempo. Il progetto inoltre getta le basi per la realizzazione di chip di memoria trasparenti da usare in touchscreen e dispositivi mobile.
"I nostri chip di memoria ReRAM hanno bisogno solo di un millesimo dell'energia e sono all'incirca cento volte più veloci rispetto ai chip di memoria Flash standard. Il fatto che il dispositivo possa funzionare in condizioni ambientali e con una resistenza che varia in modo continuo apre la porta a una vasta gamma di potenziali applicazioni", ha dichiarato il dottor Tony Kenyon.
La nuova tecnologia ReRAM è stata scoperta accidentalmente, mentre i ricercatori stavano lavorando sull'uso dell'ossido di silicio per produrre LED. Durante la realizzazione gli ingegneri hanno notato che i loro dispositivi apparivano instabili e indagando a fondo hanno scoperto che non erano per niente instabili, ma passava tra stati di conduzione e non conduzione in modo prevedibile. Ricordiamo che nei mesi scorsi Elpida, insieme all'istituzione giapponese pubblica NEDO, ha realizzato un primo prototipo di ReRAM e indicato la produzione in volumi nel 2013.

Commenti dei lettori (10)
Magari lanciassero un dispositivo presto sul mercato,mi proporrei come beta tester gratis se mi regalano un dispositivo con reram.....
Per chi non ci credesse... _ http://www.futurology.it/flv_html/robot_mosso_da_cervello_di_topo.htm
Poi PUNTUALMENTE disattesa.