L'Irsa-Cnr, in collaborazione con il Politecnico di Bari ed il Centro internazionale alti studi universitari (Ciasu), ha sviluppato un sistema integrato che consente di tracciare il percorso dei rifiuti, nel tentativo di rendere più difficoltoso l'operato delle associazioni criminali che operano nel settore, e anche per ridurre l'impatto ambientale della gestione dei rifiuti.
Il sistema sfrutta chip RFID, abbinati ad un'unità transponder GPS/GPRS/GSM, di ridotte dimensioni e peso, da montare su mezzi destinati al trasporto dei rifiuti, in grado di comunicare ad un sistema centrale la posizione del veicolo, le variazioni di peso, di rotta, etc. e di un sistema informativo per la gestione e fruizione dei dati raccolti e trasmessi. Consente quindi di valutare eventuali comportamenti sospetti, e analizzare il rischio ambientale, usandolo come parametro per la scelta dell'itinerario.
"La tracciabilità evoluta dei rifiuti", spiega Vito Felice Uricchio, dell'Istituto di ricerca sulle acque (Irsa) del Cnr di Bari, "può essere eseguita, ad esempio, utilizzando dispositivi RFID, che forniscono un identificatore univoco, con, l'importante vantaggio di poter trasmettere dati senza essere posizionato in prossimità del lettore o dello scanner".

Ogni anno in Italia svaniscono oltre 20 milioni di tonnellate di rifiuti, quantitativo raffigurabile in una montagna dell'altezza di circa 1.900 metri con una base di 3 ettari che, sul piano economico, rende alla criminalità organizzata in Italia circa 22 miliardi di euro all'anno.
I dati Europol (European Police Office) illustrano che la prevalenza dei traffici ha carattere internazionale (71 per cento), per effetto del cosiddetto "shopping normativo" cioè la movimentazione di rifiuti verso nazioni con un apparato penale più blando e con controlli meno efficaci.
Ben vengano, quindi, queste iniziative, che rappresentano un aiuto, magari piccolo, alla soluzione di un problema che, fino ad oggi, ha visto la politica tenersene ben lontana come fosse, appunto, un rifiuto tossico.

Commenti dei lettori (8)
un sistema GPS....mmmm....qualche ditta privata avrà l'appalto, magari tramite trattativa privata, e qualche gestore telefonico incasserà bollette milionarie
Es.
Noi usiamo le buste di plastica quando facciano la spesa, in america usano quelle di carta e poi le riciclano, noi invece in discarica.. ottima idea la nostra XD.
Interessante come idea, sperando che chi si occuperà dei controlli non sia già sulla lista paga dei soliti ignoti...
ps: a quando la locandina di Tromeo and Juliet?
Ad essere identificato è il singolo cassonetto casalingo, o condominiale (abbiamo la differenziata porta a porta), e in base al peso di rifiuti conferiti e al numero di ritiri annui, dovrebbe venire calcolata la tariffa.
Non si è mai attivato il tracciamento. Ufficialmente "partirà a breve" (lo dicono dal 2007 almeno).
Secondo me partirà solo quando tutti i Sindaci del consorzio avranno le p@lle di attivare un servizio impopolare per molti, a causa dei cafoni che buttano tutto assieme, senza differenziare, e che romperanno le scatole perché per loro la spesa è aumentata.
Forse non si rendono conto che se abbiamo il 75% di differenziata sarebbero molti di più quelli contenti di avere una tariffa ridotta, ma tant'è...
... e chi ci proteggerà da loro ?
Ma cosa dici?! Negli USA mettono si e no 3-4 pezzi acquistati per sacchetto.. In plastica.. Secondo me è una buona proposta spero solo che venga applicata con dovizia e senza.. Mafinterferenze..
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