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Sabotaggi pro Wikileaks: cyber attivisti in carcere

15:08 - 28 gennaio 2011 di Pino Bruno

Una quarantina di cyber attivisti sono finiti in carcere in Francia e Gran Bretagna, per aver sabotato le aziende che avevano boicottato Wikileaks. Fra loro molti minorenni, che avevano partecipato agli attacchi DDoS contro i siti di Amazon, PayPal e Mastercard.

In questi giorni alcuni cyber attivisti stanno finendo in carcere in paesi come Francia e Gran Bretagna. L'accusa è di aver partecipato alle azioni di sabotaggio telematico delle aziende che a loro volta avevano boicottatoWikileaks, facendo mancare il denaro dei sostenitori e chiudendo i server del sito di controinformazione. Ironico che gli stessi cyber attivisti sono gli stessi che cercano di difendere i tunisini e gli egiziani che chiedono democrazia e libertà di espressione, aiutandoli ad aggirare la repressione e a continuare a fare network digitale.

In tutto l'FBI ha chiesto l'arresto di una quarantina di cyber attivisti della rete Anonymous in vari paesi, le cui polizie stanno collaborando. Non si tratta di criminali, ma di hacker etici, cioè pirati telematici a fin di bene. Molti di loro sono minorenni, autori degli attacchi DDoS nei confronti di Amazon, PayPal, Mastercard.

Cyber attivista di Anonymous a Londra

Per aumentare il numero dei computer da cui far partire il bombardamento di dati, per rendere inaccessibile un sito, il gruppo di attivisti utilizzava uno strumento online chiamato LOIC (Low Orbit Ion Cannon), che nelle ore più calde della vicenda Wikileaks si trovava facilmente in rete. Le stime parlano di milioni di download.

Con LOIC anche un utente poco esperto poteva partecipare all'offensiva. Il sito che ne offriva il download aveva assicurato che le probabilità di essere rintracciati erano praticamente nulle, ma in realtà, come si legge in questo report, l'indirizzo IP di chi ha utilizzato LOIC è stato individuato dall'FBI.

A dicembre erano finiti in carcere, con le stesse accuse, due ragazzi olandesi di 16 e 19 anni.

Insomma, tutti in galera per aver solidarizzato con Wikileaks, l'organizzazione che - con le sue rivelazioni su Ben Ali e accoliti e sulla complicità di numerosi governi occidentali - ha contribuito alla caduta del regime tunisino.

Twitter e gli altri social network oscurati in Egitto

Così, da una parte il Dipartimento di Stato americano e le cancellerie europee chiedono a Tunisi e al Cairo di non esagerare con la repressione, dall'altra mettono in galera chi aiuta concretamente i giovani tunisini ed egiziani.

Regimi e democrazie mature sembrano aver paura, perché dietro Iinternet ci sono persone in carne e ossa e il mondo virtuale diventa reale. Ce lo stanno insegnando i ragazzi di Tunisi e del Cairo... e i cyber attivisti di Anonymous.

ringraziamo Pino Bruno per la collaborazione

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Commenti

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1/5 avanti    
diemme75 28/01/2011 15:26
 
+20 
Ogni giorno scendiamo sempre piu' in basso.
Riescono a beccare decine di questi "hacker" trovando tutti gli indirizzi IP (e quindi di casa) e le mail che Al Qaeda e Bin Laden mandano sono sempre irrintracciabili...
Misfit88 28/01/2011 15:39
 
-54 
vedere qsti *** al gabbio m rallegra...peccato che terroristi ecc non siano così scemi da fasri sgamare
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lidel79 28/01/2011 15:49
 
+18 

 Originariamente inviata da Misfit88

vedere qsti *** al gabbio m rallegra...peccato che terroristi ecc non siano così scemi da fasri sgamare


peccato anche per il tuo italiano....
Black_Prime 28/01/2011 15:49
 
+28 
Misfit88... Bannati da solo per cortesia.
Misfit88 28/01/2011 15:51
 
-38 

 Originariamente inviata da Black_Prime

Misfit88... Bannati da solo per cortesia.


perchè dovrei farlo? solo perchè credo che determinati comportamenti illegali non portano a niente e debbano essere puniti?
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ciscu 28/01/2011 15:54
 
+4 
basta,internet ha cessato definitivamente di essere una terra libera,un far West dove non esistevano leggi e ognuno poteva esprimere liberamente la propria opinione.

mi duole dirlo, ma imho Wikileaks è stato il canto del cigno di internet come lo conoscevamo.
Jorkas 28/01/2011 16:02
 
+3 
...e la chiamano, democrazia!
esese9k 28/01/2011 16:03
 
+3 
Diciamo che non sono i terroristi che non si fanno sgamare, sono in realtà le "democrazie occidentali" che non vogliono sgamarle. è meglio spendere soldi per andare a fare guerra in giro per il mondo e far morire soldati cosi viene lubrificata la macchina delle industrie militari...
Un esempio di come i servizi segreti potrebbero fare le cose senza sforzo: MOSSAD! sono incredibili fanno tanto e velocemente. Se non fosse per certe "democrazie" occidentali che guardano ai propri interessi, molti problemi del medio oriente sarebbero un sogno e sarebbero i cittadini del medio oriente a chiedere libertà vedi cosa sta accadendo un po ovunque in nord Africa...
ma forse dico solo sciocchezze scusate
no_smog 28/01/2011 16:03
 
+20 
@Misfit88
diciamo che non condividere un'azione come quella di cui sono accusati è accettabile, ma sostenere che ti rallegra vedere al gabbio dei ragazzi che hanno aderito ad un attacco ddos è esagerato.
A meno che non ti piaccia un bello stato repressivo e di polizia, allora capirei.
kris_73_it 28/01/2011 16:13
 
-15 
quindi se secondo me ho una buona motivazione, posso commettere un crimine?
attaccare un azienda è lecito e legale, perchè appoggia le vostre idee, e se non le appoggia?
ma che ca**o state scrivendo???
chi commette un attacco hacker ad un'azienda sa che lo fa contro la legge, e si deve assumenre le sue responsabilità.
ma qui leggo solo anarchici.
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  Categoria: Web & Social
  Tag: Sicurezza E Networking