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Safer Internet Day, la sicurezza non è oscurantismo

14:55 - 9 febbraio 2010 di Dario D'Elia

Si festeggia oggi il Safer Internet Day in ben 60 paesi. Per la Commissaria europea ai media il mondo digitale non è pericoloso ma vitale per bambini e ragazzi. Serve solo un po’ più di protezione.

Oggi si celebra la settima edizione del Safer Internet Day, la giornata di sensibilizzazione dei minori all’utilizzo sicuro di internet e dei nuovi media. In ben 60 paesi sono state organizzate iniziative allo scopo di aiutare gli adolescenti e i minori ad usare Internet in maniera responsabile.

Safer Internet Day 2010


Su giornali e tivù è tutto un tromboneggiare di politici e pseudo esperti che propinano le loro ricette. La sostanza è che internet è il male e bisogna tenere alla larga bambini e ragazzi. Certo che gli orchi ci sono, e pure tanti. Se i ragazzi abboccano è perché le mamme hanno smesso di dir loro di non accettare caramelle dagli sconosciuti. Educazione a Internet, ecco quello che ci vuole, a casa e a scuola. Rare parole di saggezza, dunque, quelle della Commissaria europea ai media, Viviane Reding, in occasione del Safer Internet Day.

Il mondo digitale – dice Viviane Reding – non è pericoloso ma vitale per bambini e ragazzi. Serve solo un po’ più di protezione. Quindi una proposta concreta: per evitare "cyberbullismo" e adescamenti sotto falsa identità – i rischi maggiori in cui possono incorrere gli adolescenti – Bruxelles chiede ai social network di nascondere i profili dei minorenni.  "Devono essere invisibili di default, e inaccessibili ai motori di ricerca", dice la Commissaria europea.

Viviane Reding è donna di polso. Un anno fa chiese (impose) a Facebook e compagnia bella di incrementare gli strumenti per proteggere la privacy e mettere al riparo i minorenni dalle insidie in agguato. Dopo un anno, la Commissaria europea fa sapere che "La maggior parte dei social network ha aumentato la capacità degli utenti di gestire i rischi, rendendo più semplice modificare le impostazioni della privacy, bloccare le amicizie indesiderate e cancellare commenti".

Per la Commissione non c'è nessun allarme sulla privacy. Negli ultimi dodici mesi 19 social network su 23 hanno abilitato nuove impostazioni di sicurezza. Inoltre su Facebook e altri social network  le identità dei minorenni sono accessibili solo agli amici.

Non è sufficiente, certo. Circa la metà degli adolescenti europei condivide informazioni personali sul web, utilizzando la rete come strumento per socializzare. Foto e video, però, restano online e ci si arriva facilmente con i motori di ricerca. Per questo la Commissaria europea ha lanciato il suo nuovo ultimatum: identità e foto dei ragazzi devono essere impermeabili ai motori.

Si, ma non può fare tutto Viviane Reding. Il compito più importante devono svolgerlo genitori e insegnanti. Ecco qualche compito a casa, suggerito da Microsoft.

ringraziamo Pino Bruno per la collaborazione


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Commenti

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s4ndro 09/02/2010 15:07
 
Direi che la strada è quella giusta , certo non è facile trovare il giusto rapporto tra giusto e sbagliato soprattutto in questi ambiti
Ca.Sper 09/02/2010 16:15
 
Il problema è che nell'uso di internet i minori non sono seguiti x nulla almeno qui in italia... I genitori e gli insegnati dovrebbero farsi speigare dai figli/studenti come funzionano la maggior parte delle cose. Educare all'uso di internet x ora è a mio parere difficile i minori e tutti i giovani imparano "smanettando".... pure io l'ho fatto...
Nicholas 09/02/2010 18:15
 
Ma quel mouse nell'immagine si sta tr****ando la terra a pecorina?
Scusate...

Quoto il commento di casper cmq.
Domy73 10/02/2010 00:05
 

 Originariamente inviata da Ca.Sper

Il problema è che nell'uso di internet i minori non sono seguiti x nulla almeno qui in italia... I genitori e gli insegnati dovrebbero farsi speigare dai figli/studenti come funzionano la maggior parte delle cose. Educare all'uso di internet x ora è a mio parere difficile i minori e tutti i giovani imparano "smanettando".... pure io l'ho fatto...


Quoto in pieno.
Ma non e solo un problema italiano secondo me.
   
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