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Schermi a punti quantici, per soppiantare gli OLED

06:50 - 22 febbraio 2011 di Manolo De Agostini

Un team di ricercatori ha sviluppato una tecnica che consente di realizzare schermi a punti quantici di qualità. Capaci di assicurare risoluzioni elevate e immagini più nitide, gli schermi quantici potrebbero affacciarsi sul mercato dei cellulari entro tre anni.

Un gruppo di ricercatori di Samsung ha sviluppato un metodo per la produzione di "quantum dot display", schermi a punti quantici, che potrebbe essere adottato per la realizzazione di display per prodotti di piccole dimensioni, come ad esempio i telefonini. L'obiettivo è quello di rendere la tecnologia a punti quantici la base delle TV del futuro. Grazie ai punti quantici, teoricamente, si riuscirebbe a ottenere immagini ad altissima risoluzione, più nitide.

I quantum dot sono nanocristalli semiconduttori che emettono luce quando sono esposti a corrente o luce. Emettono diversi colori a seconda della dimensione e del materiale di cui sono fatti. I colori, luminosi e puri, oltre che il basso consumo, li rendono appetibili per la creazione dei display del futuro.

Teoricamente gli schermi a punti quantici dovrebbero consumare da un quinto a un decimo delle soluzioni LCD ed essere più luminosi e duraturi degli OLED. L'elemento più importante è che potrebbero essere realizzati per meno della metà del costo di uno schermo LCD e OLED.

I ricercatori sud coreani sono riusciti a creare una tecnica produttiva semplice e adeguata. Per farlo hanno dato uno sguardo al passato. I progressi nello sviluppo di questa tecnologia sono addebitabili alla vecchia tecnica della stampa a inchiostro, usata dal 1400 per testi e immagini su carta. 

Finora le metodologie produttive usate per realizzare gli schermi a punti quantici non avevano offerto la qualità ricercata dagli studiosi. Ad esempio si spruzzavano i punti su un materiale, similmente a una stampante a getto d'inchiostro, ottenendo però una qualità più bassa dovuta all'uso di un solvente organico necessario nella preparazione dei punti.

Schermo a punti quantici con risoluzione 320 x 240 pixel

La svolta è arrivata grazie a Byoung Lyong Choi, ingegnere elettronico del Samsung Advanced Institute of Technology in Corea del Sud. Il ricercatore ha scoperto che è possibile usare un wafer di silicio come un timbro a inchiostro, per imprimere su un substrato le strisce di punti quantici composte da seleniuro di cadmio e creare i pixel rossi, verdi e blu. Con questo processo non solo si è riusciti a ottenere il risultato desiderato, ma è possibile rimuovere tramite evaporazione il solvente che, fino a quel momento, aveva dato tanti problemi.

Dopo aver verificato l'efficacia di questa tecnica, i ricercatori hanno impiegato tre anni per ottimizzare il processo, modificando la velocità e la pressione del timbro per conseguire un trasferimento dei punti quantici del 100 percento sul substrato di vetro. Successivamente il team ha realizzato uno schermo a colori di 10 centimetri, con pixel più luminosi rispetto ai precedenti metodi. "La luminosità massima dei pixel rossi è superiore di circa il 50 percento", ha dichiarato Choi. "La tecnica permette anche una conversione molto più efficiente della potenza elettrica in luce, con un'efficienza massima per i pixel rossi migliore del 70 percento".

Gli scienziati sono anche riusciti a piegare lo schermo senza intaccare le prestazioni e questo dovrebbe ampliare il campo applicativo della tecnologia. "Immagino che avremo piccoli schermi per telefoni cellulari basati su questa tecnologia all'incirca entro tre anni", ha dichiarato Seth Coe-Sullivan di QD Vision, azienda che realizza soluzioni d'illuminazione basati su punti quantici. "Per tutto il resto, l'attesa dovrebbe essere più lunga".

D'altronde ci sono ancora dei problemi da risolvere: i display a punti quantici non sono ancora efficienti quanto gli OLED e al momento iniziano a perdere luminosità dopo circa 10 mila ore.

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Commenti

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1/3 avanti    
spleen81 22/02/2011 08:10
 
-6 
mamma mia, se tutto va bene questa tecnologia metterà in ombra anche gli oled, nata morta a causa degli alti costi che non sono mai riusciti a far scendere, questa sembrerebbe più economica anche se dovrebbero risolvere il problema della perdita di luminosità...
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Usul 22/02/2011 08:21
 
+2 
Se riescono a rendere questa tecnologia un prodotto di mercato è impressionante: consumo da un quinto a un decimo a meno di metà del costo! Temo che il problema principale siano ora le 10mila ore di "vita", ma anche i plasma all'inizio avevano problemi di durata.
white wolf 22/02/2011 08:23
 
+5 
i costi della tecnologia oled sono abbastanza alti, ma non quanto vogliono farci credere.
Appena si affacceranno sul mercato i nuovi modelli quelli oled precedenti li troveremo subito a metà prezzo, come al solito.
Questa è la fase in cui vogliono spennare il consumatore.
moky 22/02/2011 08:56
 
+10 

 Originariamente inviata da white wolf

i costi della tecnologia oled sono abbastanza alti, ma non quanto vogliono farci credere.
Appena si affacceranno sul mercato i nuovi modelli quelli oled precedenti li troveremo subito a metà prezzo, come al solito.
Questa è la fase in cui vogliono spennare il consumatore.



si come anche questa tecnologia dicono che sarà meno costosa degli lcd
ma alla fine quando arriveranno sugli scaffali costeranno come gli attuali se non di più, i vari marchi giustificheranno il prezzo con le varie sigle superficoHD ! XD
rigelpd 22/02/2011 09:03
 
+3 
gli oled costano tanto soprattutto perchè ci sono ancora pohi produttori e la domanda è elevata, vedrete come cambierà da giugno quando samsung aprirà la nuova fabbrica...praticamente avremo uno schermo oled per ogni smartphone...
Novy 22/02/2011 09:11
 
+5 
Non vedo l'ora degli occhialini attivi, magari in 3D, cosi' non ci sarebbero piu' bisogno di monitor, tv ed altro, ognuno con il proprio occhiale e trasmissione preferita...
giax66 22/02/2011 09:18
 
+4 
La favola del prodotto nuovo che abbatte da subito i costi rispetto al suo predecessore non si è ancora avverata in nessun settore, è una legge commerciale, bisogna prima terminare il ciclo del precedente, naturalmente salvaguardando gli interessi dei produttori.
Comunque la ricerca è fondamentale e va sempre incentivata, prima o poi i vantaggi arrivano anche agli acquirenti.
andrearsv 22/02/2011 09:21
 
+6 

 Originariamente inviata da Novy

Non vedo l'ora degli occhialini attivi, magari in 3D, cosi' non ci sarebbero piu' bisogno di monitor, tv ed altro, ognuno con il proprio occhiale e trasmissione preferita...



che tristezza
diegooo1972 22/02/2011 09:22
 
-1 
Qualcuno sa perche' si chiamano punti quantici ?
Sergione 22/02/2011 09:28
 
+3 
10.000 ore sono 5 ore al giorno per 5 anni, o 2 ore e mezzo al giorno per 10 anni. Dubito che dopo 5 anni, usando il cellulare 5 ore al giorno, uno non abbia bisogno di cambiarlo comunque... Quindi non vedo il problema di "sole" 10.000 ore di autonomia dello schermo.
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