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Sconti Intel ai produttori: clienti non danneggiati

09:38 - 3 agosto 2010 di Manolo De Agostini

Intel mette a segno un'importante vittoria in una causa antitrust che voleva diventare una class action. Secondo il giudice non ci sono evidenze che gli sconti di Intel ai produttori abbiano danneggiato i consumatori. L'appello dei querelanti è quasi certo.

Una causa antitrust contro Intel non guadagnerà lo status di class action. Un giudice ha respinto la richiesta, determinando che i querelanti non hanno mostrato prove che gli acquirenti di PC siano stati danneggiati dagli sconti offerti da Intel ai produttori. Il giudice ha dato ragione a Intel, secondo cui i produttori erano liberi di usare gli sconti come volevano, anche di "passarli" ai consumatori attraverso prezzi più bassi.

A meno che i querelanti denon si oppongano entro 21 giorni (cosa che sembra molto probabile), le raccomandazioni del giudice saranno adottate come verdetto definitivo. Guido Saveri, avvocato della parte querelante, ha commentato la decisione come ingiusta, dato che AMD e la EU hanno già ricevuto un indennizzo per le azioni di Intel. "È ridicolo che le uniche persone a non essere pagate siano coloro che sono stati danneggiati", ha affermato Saveri.

La causa, depositata presso il tribunale federale del Delaware nel 2005, sommava più di 80 casi che accusavano Intel di aver offerto ingiustamente sconti ai produttori di computer causando un aumento artificiale dei prezzi (meno concorrenza = prezzi più stabili). Questa causa ricalca quella depositata da AMD presso lo stesso tribunale (poi chiusa grazie a un accordo extragiudiziario tra le parti: Intel e AMD non più nemiche, la PAX è siglata) e le vicende antitrust ancora aperte (il sei agosto sapremo se Intel riuscirà a evitare una multa salata accordandosi con la FTC: Intel e FTC: niente multa, ma libertà nel settore GPU).

Al centro delle vicende gli sconti e i rimborsi forniti da Intel ai produttori di computer. Il colosso statunitense, con questa pratica di business, persuadeva le aziende a puntare sui propri chip e a non acquistare i processori di AMD.

Intel, che a quel tempo aveva il dominio del mercato (ma non quello tecnologico), riuscì così a frenare l'ascesa della rivale e a conservare il proprio dominio (ora consolidato con buoni prodotti). In Europa questo comportamento le è costato un miliardo di euro (Antitrust UE, Intel multata per 1,06 miliardi).

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Commenti

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zuLunis 03/08/2010 10:05
 
Dall'oscurità LUI vi osserva!
Jimmy 03/08/2010 10:07
 
No breve periodo non li hanno danneggiati, SE lo sconto ha avuto ricadute anche sui clienti e non solo sui produttori.
Nel medio periodo già si è visto che intel con qualche sconto e abile manovra ha fatto quasi fallire l'unico concorrente e ha ripreso il controllo del mercato.

Sono prassi da abuso dominante, da guerra commerciale vendere sottocosto temporaneamente per stroncare la concorrenza e riprendere il controllo del mercato.
E' già stata pure condannata.
Per me è un favore a un'azienda americana che altrimenti si troverebbe a dover risarcire parecchia gente.

Mah...
Scrambler 03/08/2010 10:52
 
Hehe...
NNN 03/08/2010 11:19
 
No scusate, ma questi 80 casi citati chi sono? Semplici consumatori? In caso di vittoria di Saveri chi ci guadagna?

Comunque è effettivamente incoerente. Negare le conseguenze delle politiche di Intel dopo che si è dichiarato l'esatto contrario nelle altre sentenze... :/
R.Raskolnikov 03/08/2010 15:09
 

 Originariamente inviata da zuLunis

Dall'oscurità LUI vi osserva!


Mi ricorda (vagamente) Hitchcock...
Anyway 06/08/2010 11:45
 
Intel fa proprio schifo...
   
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  Azienda: Intel
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