
Scuola in chiaro è un nuovo servizio online del Ministero dell'Istruzione che consentirà ai genitori di otto milioni di scolari e studenti di procedere con le iscrizioni digitali. Undicimila gli istituti – dalle scuole d’infanzia a quella primarie e secondarie di primo e secondo grado – sono già stati coinvolti nell'esperimento.
Per ogni istituto c’è una scheda più o meno dettagliata, che elenca offerta formativa, didattica, servizi, personale (docente e non) e altre informazioni. La mappa suggerisce anche il percorso più idoneo per raggiungere la scuola. Ovviamente ci sono istituti e istituti. In molti casi le schede sono scarne e approssimative, ma il progetto è soltanto all'inizio.
Scuola in chiaro
Al termine della ricerca, i genitori si registrano e, per iscrivere i figli, compilano un modulo con i dati essenziali dell’alunno. La risposta della scuola è rapida. Arriva via SMS.
Il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, dice pragmaticamente che si tratta di un "primo passo" verso la modernizzazione. "Attraverso internet si danno ai cittadini tutte le informazioni necessarie, dall’offerta didattica alla qualità degli istituti, per scegliere con consapevolezza dove iscrivere i propri figli. E questi dati consentiranno anche una migliore organizzazione degli organici e delle classi. Finalmente si allinea l’Italia a tanti altri Paesi, non solo europei. E nei prossimi anni il modello potrà essere arricchito di contributi e migliorato".
La scadenza per le iscrizioni è il 20 febbraio, dunque c’è tutto il tempo per testare questo nuovo strumento di eGovernment, segnalare eventuali limiti e dare consigli per migliorarlo.
L'interfaccia del sito è di facile approccio. Si cerca la scuola con varie possibilità:
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Originariamente inviata da lucabiondo
Si dai, digitalizziamo la scuola, che poi finisce con i siti delle università: obsoleti, con un'interfaccia da web 1994, pieni di bug e quasi sempre inaccessibili.
Ben venga il digitale, sarebbe anche ora finalmente, ma la scuola ha bisogno di ben altro attualmente.
Originariamente inviata da ZEB-DEMON
beh, i siti delle uni sono mantenuti dalle uni stesse (mentre questo è un progetto dello stato, non dico sia meglio, distinguo solo le cose).. e concordo con te sul fatto che sono inguardabili/inaccessibili.
io lo vedo come un piccolo spiraglio, il digitale è il futuro.. e prima entriamo in quell'era (come paese), meglio è per tutti..
forse tanta gente aprirebbe gli occhi e smetterebbe di guardare il tg4.
) Originariamente inviata da lucabiondo
Si dai, digitalizziamo la scuola, che poi finisce con i siti delle università: obsoleti, con un'interfaccia da web 1994, pieni di bug e quasi sempre inaccessibili.
Ben venga il digitale, sarebbe anche ora finalmente, ma la scuola ha bisogno di ben altro attualmente.
Originariamente inviata da bonfo
Vado un po'OT, scusate.
il problema delle università è l'autonomia. Con l'autonomia e la mancanza di responsabilità personali di chi le gestisce viene fuori un casino, uno spreco di soldi e orrori quali concorsi con bandi tagliati ad hoc su chi si vuole assumere.
Allora o si centralizza tutto (cosa migliore per me) oppure si accetta che i rettori rispondono penalmente e personalmente dei buchi di bilancio, che i direttori dei vari dipartimenti abbiano autonomia di bilancio totale nel senso che gli viene dato un X budget, spendibile anche per nuove assunzioni, per fare una Y ricerca. e se entro X tempo non sono emerse pubblicazioni internazionali in numero e qualità accettabile si ritira il finanziamento e si caccia dall'università il responsabile del settore per incapacità di gestione del budget e di ricerca.
Bisogna essere str**** perchè la gente troppo spesso gestisce la cosa pubblica come se fosse privata.
Inoltre DEVE essere obbligatorio un codice etico e comportamentale per tutti i professori. Mi sono stufato di sentire insulti o battute volgari a lezione, oppure gente che fa si e no il 15% delle lezioni oppure professori che fumano in aula. Tutte cose viste e sentite personalmente.
O rispetti il codice comportamentale oppure scatta il licenziamento automatico con più di 10 segnalazioni anche da parte di studenti. Per questo dovrebbero anche essere obbligatorie e pubbliche le registrazioni di tutte le lezioni tenute.
Bisogna smettere di credere che con l'autonomia si risolvono le cose, è l'esatto contrario se all'autonomia non si accompagnano responsabilità personali economiche e penali nella gestione dei settori pubblici.

Originariamente inviata da Davide_sd
l'idea potrebbe essere buona, ma siamo in italia.
Un paio di anni fa la mia uni ha introdotto un nuovo sistema, per snellire la gestione interna e centralizzare le operazioni comuni.
Il sistema in questione, acquistato alcuni anni prima, è costato 3 milioni di euro; nonostante abbiano fatto molti miglioramenti, è ancora un sistema acerbo; è stato progettato male e va ancora peggio.
Le consulenze arrivano a costare centinaia di migliaia di euro.
Se penso che questi vogliono fare un sistema simile a livello statale, mi viene male: invece di 2000 miliardi di euro di debito pubblico, ce ne troveremo 200 mila miliardi.
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