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Seno e sedere photoshoppati? Pizzicati con un software

10:41 - 29 novembre 2011 di Valerio Porcu

Un ingegnere statunitense ha messo a punto un algoritmo che può determinare se e quanto un'immagine è stata ritoccata. Vuole essere una risposta alle critiche di chi vede nelle immagini di modelli e famosi una possibile causa di problemi fisici ed emotivi.

Un ricercatore statunitense ha messo a punto un software per individuare e classificare le immagini ritoccate che appaiono nelle riviste. A volte si tratta di una sfumatura di colore, altre di modifiche radicali che trasformano una persona del tutto ordinaria in una principessa degna di un film Disney di vecchio stampo. Una questione di cui si discute da anni, e che presto potrebbe finalmente trovare una risposta.

Tale consuetudine per alcuni è un problema molto grave, perché crea immagini alterate e ideali di bellezza falsi e irraggiungibili. Una visione parossistica dell'essere umano che secondo diversi esperti spinge giovani di tutto il mondo - maschi e femmine - ad adottare stili di vita anomali, spesso accompagnati da vere e proprie patologie, che vanno dalla bulimia alla depressione.

Non è del tutto sorprendente quindi che alcuni paesi vogliano leggi che impediscano l'uso del fotoritocco sulle fotografie, o almeno che le immagini siano chiaramente etichettate come "modificate".

Alcuni esempi di ritocchi proposti da Hany Farid

"Correggi una cosa, poi un'altra e presto finirai con una Barbie", spiega il professor Hany Farid, che ha messo a punto un software che può misurare il grado di modifiche a cui è stata sottoposta una fotografia. L'intuizione gli è venuta perché l'idea di etichettare le immagini come ritoccate oppure no gli sembrava troppo grossolana. In effetti non è lo stesso cancellare un'ombra sbagliata piuttosto che togliere tre chili alla modella.

Il software può valutare l'immagine in una scala da uno a cinque (più è alto il numero più esteso è stato l'intervento digitale). Farid ha sviluppato il proprio software basandosi sulla percezione umana: ha chiesto a centinaia di persone di valutare coppie di fotografie "prima e dopo il ritocco", per determinare la scala da applicare all'algoritmo. Nelle intenzioni del ricercatore questo strumento dovrebbe servire da autoregolazione, perché potrebbero essere modelli e fotografi a chiedere di essere "un uno" piuttosto che "un cinque". 

L'idea che ha già raccolto il caldo benvenuto di alcune associazioni che si occupano dell'argomento. "C'interessa solo la trasparenza nella pubblicità" dice Seth Matlins, fondatore di una rivista che vuole aiutare le donne a ritrovare felicità e autostima. "Non stiamo cercando di demonizzare Photoshop o impedire alla gente di essere creativa. Ma se l'immagine di una persona è drasticamente alternata, ci dovrebbe essere una nota per far sapere che ciò che stiamo guardando è tanto vero quanto ciò che abbiamo visto in Avatar".

Photoshop prima e dopo
Immagini 12 -  12
 
Photoshop prima e dopo 1 Photoshop prima e dopo 2 Photoshop prima e dopo 3 Photoshop prima e dopo 4 Photoshop prima e dopo 5 Photoshop prima e dopo 6 Photoshop prima e dopo 7 Photoshop prima e dopo 8 Photoshop prima e dopo 9 Photoshop prima e dopo 10
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Tra l'altro un sondaggio di Marie Claire, ricorda Steve Lohr sul New York Times, ha  fatto emergere come le lettrici vogliono che i divi "appaiano fantastici ma reali". Per l'editoria sarebbe un vantaggio, visto che i lettori sono sempre più consapevoli, anche perché ormai abbondano online le immagini comparative, e un buon editore non dovrebbe spingersi troppo oltre.

A guardare una qualsiasi edicola però c'è poco da crederci. Le immagini ritoccate abbondano ovunque, e non è difficile capire che sono strumenti pubblicitari potentissimi. Da una parte si parla di far crescere i giovani in modo sano, dall'altra si tocca il borsello di tante aziende che usano queste immagini per vendere di tutto, dai cosmetici a (paradossale, sì) le merendine.

L'idea di usare etichette come quelle descritte per legge farebbe alzare le barricate. Secondo voi chi vincerebbe?

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Commenti

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1/3 avanti    
joethefox 29/11/2011 11:07
 
+33 
secondo me sarebbe interessante l'obbligo di inserire in filigrana la dicitura tipo "immagine rielaborata al computer", sarebbe un segno di grande maturità sociale.
davy83 29/11/2011 11:07
 
-26 
Belen è sempre Belen!
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thecic 29/11/2011 11:08
 
+7 
Direi che sarebbe ora! Ho avuto modo di discutere dell'argomento con varie persone nel corso del tempo e ricordo di aver sempre mostrato delle foto comparative per illustrare il massiccio lavoro al computer; tutti puntualmente a cadere dalle nuvole: "Caspita!", "Non pensavo.." !
Quindi c'è ancora una grande fetta della popolazione che crede che esistano in natura persone così!
.b4db0y. 29/11/2011 11:10
 
+2 
mi è capitato per lavoro di ritoccare proprio questi tipi di scatti, e vi posso assicurare che le testate vogliono proprio questo e se ti chiedono più naturalezza lo fanno solo per determinati book/set a cui vogliono attribuire un feeling più "domestico". Purtroppo è una cosa brutta perchè come giustamente dite, la gente ( giovani ma non solo), viene spinta verso canoni irreali.
g.dragon 29/11/2011 11:10
 
+2 
"Ma se l'immagine di una persona è drasticamente alternata, ci dovrebbe essere una nota per far sapere che ciò che stiamo guardando è tanto vero quanto ciò che abbiamo visto in Avatar"."

il tizio vuole dirmi che quello visto in avatar è tutto falso?? nono lo ho visto con i miei occhi era pure in treddì

il software è interessante.
Favorevole alla nota in basso che l'immagine è stata ritoccata, non alla completa censura della stessa.
sliverfox85 29/11/2011 11:14
 
-12 
Certo che non si sa proprio più contro cosa scagliarsi, e allora dico io aboliamo anche il trucco e parrucco, aboliamo gli schemi luci degli studi televisivi che addolciscono le ombre con i softbox per limitare i difetti, aboliamo l'uso di cosmetici anti-età, aboliamo tutto tanto ormai il trend è questo. Di mestiere faccio il grafico, specializzato in photoediting, trovo questi polveroni ridicoli, per citare uno dei miei autori preferiti che rispecchia la società odierna "Finché non trovi qualcosa per cui lottare ti accontenti di qualcosa contro cui lottare" Chuck Palahniuk.

Edit. - Per integrare aggiungo che l'unico settore in cui sarebbe sensato intervenire con delle restrizioni è quello dell'estetica, mi sono capitati centri che ponevano a confronto foto prima e dopo e mi è stato chiesto di ritoccare pesantemente i risultati, ecco in questo caso credo si possa addirittura parlare di pubblicità ingannevole, in quanto fuorviante... ma se il bambino dell'azienda produttrice di biscotti pincopallino ha la pelle di porcellana non credo arrechi danno a nessuno
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Topper 29/11/2011 11:14
 
+34 
Finalmente si parla di tet*e e cu*o su toms. XD
Alex666 29/11/2011 11:16
 
+5 
c'è gente che si ritocca le foto su Facebook.....
poi oltre al fotoritocco le persone famose hanno anche truccatori ed estetisti coi controcaxxi.

Avete mai notato che esce il gruppo XXXX con ragazze carine e dopo tre video sono delle patacche atomiche da capotto??Non credo abbiano anche loro un ritratto tipo Dorian Gray.
Alex666 29/11/2011 11:17
 
+28 

 Originariamente inviata da Topper

Finalmente si parla di tet*e e cu*o su toms. XD




Sempre Hardware è!
geek lover ^_^ 29/11/2011 11:19
 
-1 
trolololol, stupendo sto software XD

d'altronde è ovvio e un pò pietoso notare quanti ritocchi vengano fatti...un conto è la plastica chirurgica, un altro photoshop (ma ammetto che il 2° è molto più economico ed efficiente )

Se parlassimo invece anche dei cantanti?
Cercate Autotune su youtube, noterete che questo rudimentale strumento ha una potenza mostruosa....considerato che è sempre sperimentale, l'hardware necessario spesso discreto, e il sistema di registrazione casalingo inficia negativamente sul risultato e che è concesso a portata di umani comuni, immaginate cosa possono permettersi i "veri artisti"
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  Categoria: Web & Social
  Tag: Social, Fotocamere Reflex