Serve la luce per accelerare i chip futuri

di Andrea Ferrario - pubblicato mercoledì 27 dicembre 2006 alle 16:05

Per accelerare i chip futuri, secono IBM e Intel, la strada da seguire è quella della fotonica.

La fotonica è considerata come la tecnologia chiave per accelerare i chip futuri, dato che i segnali luminosi sono in grado di trasferire più dati e in maniera più veloce rispetto i segnali elettrici. Tuttavia controllare la velocità della luce, e gestirla, è ancora molto complesso anche dal punto di vista dei ricercatori. IBM ha annunciato di aver sviluppato un dispositivo in grado di "bufferizzare", cioè memorizzare temponeramente (buffering) la luce in un dispositivo abbastanza piccolo da essere integrato un in chip di silicio.

IBM afferma che i suoi scienziati sono in grado di attenersi alle restrizioni dimensionali dei chip raggiungendo il necessario livello di controllo del segnale luminoso facendolo passare in una "nuova forma" di ottica basata sul silicio composta da 100 "micro-ring risonator" (risonatori a micro-annello) posti a cascata.

Quando l'onda guida ottica è curvata da un anello, la luce è forzata a girare in tondo per molteplici volte, ritardando il suo viaggio. Il dispositivo buffer ottico basato su questo semplice concetto può velocemente immagazzinare 10 bit di informazioni ottiche in un'area di 0.03 mm2. Questo equivale a circa il 10 percento della densità di archiviazione di un floppy disk, e secondo IBM questo risultato rappresenta un "grande miglioramento" rispetto i risultati precedenti. Questo avanzamento può potenzialmente permettere di integrare centinaia di questi dispositivi in un chip per computer, un importante passo in avanti per quanto riguarda la comunicazione ottica on-chip.

Secodo IBM, i micro-ring resonator sono prodotti utilizzano sistemi di fabbricazione complementary metal-oxide-semiconductor (CMOS). IBM spera che questi nuovi dispositivi possano aprire la strada all'integrazione on-chip di compatti circuiti nano-fotonici per manipolare i segnali luminosi - nello stesso modo in cui i segnali elettrici vengono manipolati dai chip in silicio odierni. Il fatto che IBM sia stata in grado di utilizzare la classica linea di fabbricazione CMOS indica che in futuro sarà possibile l'economica produzione in massa di chip optoelettronici altamente integrati che comprendano sia circuiterie elettroniche che fotoniche.

Altre recenti rivelazioni della ricerca fotonica includono l'Intel hybrid silicon laser chip, un chip che combina le tradizionali tecnologie elettriche e le future ottiche. L'azienda afferma che il dispositivo annunciato a settembre di quest'anno può essere prodotto utilizzando il processo di produttivo standard CMOS.

Il chip ibrido di Intel integra 36 laser e 36 modulatori su un unico die come un multiplexor che orienta il cannone di luce con differenti lunghezze d'onda in una fibra ottica. Ogni laser è largo circa 1 micron e lungo 800 micron - come confronto, un capello umano è largo circa 100 micron. Intel mira a combinare la piattaforma con un chip di ricezione dati per costruire un chip fotonico, che può essere utilizzato sulle schede per computer e può servire come interconnessione tra i bus.

 

Commenti dei lettori (11)

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1/2 avanti   
Dodipel 27/12/2006 16:21
0
Che mondo sarebbe senza IBM...
MesserWolf 27/12/2006 17:36
0
E' un'azienda che a differenza delle aziende italiane investe molto in ricerca di base.

cowboyita 27/12/2006 17:42
0
Non per niente IBM è l'azienda che sforna più brevetti ogni anno...
sardinianguy88 27/12/2006 22:12
0
IBM è il pioniere delle tecnologie per pc, i suoi scienziati sono sempre al lavoro per trovare le tecnologie del futuro.
Ratzal 27/12/2006 22:21
0

 Originariamente inviata da Dodipel

Che mondo sarebbe senza IBM...



quotissimo! XD
Gigi91430 28/12/2006 11:35
0
IBM o no, l'idea della luce che "perde tempo" nell'anello è geniale.
Gigi91430 28/12/2006 11:35
0
Ops, doppio post.
FRiZliNi 28/12/2006 13:25
0
attacco solare!! missili fotonici...

ci stiamo avvicinando XD
Lor_D 29/12/2006 09:49
0
imbe...
hibone 31/12/2006 12:16
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 Originariamente inviata da MesserWolf

E' un'azienda che a differenza delle aziende italiane investe molto in ricerca di base.


Bel discorso del piffero...
La ST Micro era un colosso ITALIANO ed è il primo produttore europeo di chip...
ha prodotto anche alcuni chip video tali da far concorrenza ad ati ed nvidia ed era dello stesso calibro dei grossi produttori mondiali asiatici e americani...
Beh la ST ha trasferito la sua sede all'estero... e come lei molte altre aziende italiane...
Forse la ricerca di base le aziende italiane non riescono a farla, semplicemente perchè sono in italia...
Un imprenditore tessile di pesaro.. su omnibus lamentava che dei 120.000 euro di guadagno 70.000 se ne vanno in tasse...
e riusciva a restare in piedi ed essere competitivo so grazie alla ricerca...
Ora tirale tu le conclusioni...

Per il resto..

Da un'azienda che si chiama
INTERNATIONAL BUSINESS MACHINE
( macchina internazionale da affari )
cos'altro aspettarsi?
Tanto di cappello.
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