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Server off-shore per WikiLeaks: barca oppure Sealand

14:17 - 1 febbraio 2012 di Dario d'Elia

Secondo FoxNews.com i finanziatori del progetto WikiLeaks starebbero pensando di spostare i server in località off-shore o direttamente su una nave speciale. In questo modo la giurisdizione statunitense potrebbe essere elusa.

I server di WikiLeaks potrebbero prendere il largo grazie all'acquisto di una vera e propria nave oppure la dislocazione in zone offshore. Secondo FoxNews.com i finanziatori di Julian Assange starebbero pensando a server offshore per eludere la giustizia statunitense. "Potrebbero continuare a portare avanti WikiLeaks e nessuno potrebbe toccarli", ha svelato una fonte segreta. "Se ti metti a una certa distanza dalla terra ferma, ti confronti con il diritto marittimo... e non possono perseguirti in base a queste norme. Sarebbe sicuro. Non è un idiota, in verità è molto brillante".

Benvenuti a Sealand

Al momento si suppone che la "Principality of Sealand" potrebbe essere una locazione potenziale grazie alla sua connettività satellitare e radio. Si tratta infatti di un struttura artificiale creata durante la Seconda Guerra Mondiale, quando una chiatta della Royal Navy venne rimorchiata sopra la secca di Rough Sands, nel Mare del Nord. La sua sovranità è oggetto di dibattito, ma in ogni caso dal 1968 è considerato un territorio formalmente non appartenente al Regno Unito

"Dove risiedono i dati non è ciò che determina la giurisdizione", sostiene Jim Dempsey, vice presidente per la public policy del think tank Center for Democracy and Technology. "Si perseguono le persone, non i server. Quindi se le persone di WikiLeaks vogliono vivere su una piattaforma del Mare del Nord ed educare i loro figli laggiù... per chi ha una vita questo non ha molto senso". 

Ricordate il finale di Brazil?

Attualmente i server di WikiLeaks sono situati in Svezia, Islanda e in qualche altra località più o meno segreta. Difficile pensare che su "Principality of Sealand" si possa disporre di sufficienti infrastrutture. Fino al 2008 la società di hosting HavenCo ha gestito sulla piattaforma una server farm collegata alla rete via radio. "Si trattava di connessioni radio alla terra ferma, fondamentalmente", ha spiegato Darryl Weaver, amministratore di sistema della HavenCo. "Avevamo un ricevitore montato sulla costa su un palazzo molto alto. Sulla piattaforma poi era posizionato l'altro ricevitore. C'era un progetto di implementare la fibra ottica, ma dubito che sia stato fatto".

Certo che immaginare Assange diffondere via Web i suoi anatemi da una vecchia piattaforma anti-area trasformatasi in Principato non può che far (tristemente) sorridere. Diciamo che la vicenda sarebbe perfetta per un film di Terry Gilliam.

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Commenti

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1/2 avanti    
ZEB-DEMON 01/02/2012 14:32
 
+10 
Mi ricorda tanto "I LOVE RADIO ROCK", spero non facciano la stessa fine
Ilruz 01/02/2012 14:32
 
+6 
In acque internazionali non sei protetto da nessuno - i pirati esistono e sono ottimi sicari a basso costo.

Francamente mi pare una scemenza, e' piu' sicuro un sistema distribuito che non quello: basterebbe stare piu' attenti a non divulgare password al primo utonto che pubblica qualcosa.
real.massimo 01/02/2012 14:33
 
+1 
Allora, fino ad oggi avevo visto i "campi eolici off-shore", ma devo ammettere che mettere al largo i server per questi obiettivi, mi sembra proprio una genialata mooooolto costosa!
JackZR 01/02/2012 14:49
 
+4 
Per il corpo di mille balene, questi pirati invadono le mie acque!
Arghh!!!
fizby 01/02/2012 15:07
 
+1 

 Originariamente inviata da ZEB-DEMON

Mi ricorda tanto "I LOVE RADIO ROCK", spero non facciano la stessa fine



mi hai preceduto! bellissimo radio rock... +1!
.poz 01/02/2012 15:08
 
+2 

 Originariamente inviata da Ilruz

In acque internazionali non sei protetto da nessuno - i pirati esistono e sono ottimi sicari a basso costo.



Stavo pensando la stessa cosa. Direi che l'Islanda con le sue leggi pro giornalisti credo sia l'opzione più sensata.
Riya 01/02/2012 15:26
 
+9 
Se vai a rompere le palle agli americani non ci sono leggi che tengano.
alfaumi 01/02/2012 15:56
 
Certo e secondo voi se gli Stati Uniti sapessero che i server sono sul Principato di Sealand non troverebbero il modo di attaccarli o sabotarli lo stesso??
mad man 01/02/2012 16:03
 
+4 

 Originariamente inviata da Ilruz

In acque internazionali non sei protetto da nessuno - i pirati esistono e sono ottimi sicari a basso costo.


Quelli sono i corsari (analoghi ai mercenari), non i pirati.
maxdelay 01/02/2012 16:37
 
+3 
E in orbita intorno alla terra?
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