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Sky vuole rottamare l'Auditel: favorisce la vecchia TV

10:22 - 12 dicembre 2011 di Dario d'Elia

Sky ancora una volta alza la voce contro l'Auditel, il sistema di rilevamento dell'audience televisivo. Il moltiplicarsi di nuovi sistemi distributivi e di fruizione televisiva non sembra essere tenuto di buon conto. I dati Auditel di fatto difendono gli equilibri industriali consolidati negli anni.

L'Auditel non è in grado di rilevare adeguatamente il fenomeno della televisione digitale. Sky Italia è sul piede di guerra: inaccettabile che si continui a fare affidamento su uno strumento così antiquato e imperfetto. "Oggi (venerdì 9 dicembre, NdR.), per la terza volta nelle ultime sei settimane, Auditel non è in grado di rilasciare i dati di ascolto relativi alla giornata di giovedì nell’orario abituale, facendo registrare ritardi di diverse ore motivati da problematiche di carattere tecnico", si legge nel comunicato infuocato del broadcaster. 

"Le problematiche riscontrate in queste ultime settimane purtroppo invece ci dicono che tale efficienza tecnica non solo non è stata raggiunta ma più in generale il sistema appare ormai inadeguato rispetto alle reali esigenze del mercato".

Auditel Meter

Il problema di fondo è che il successo di Sky sta rompendo equilibri industriali di vecchia data. La società privata Auditel è detenuta dalla TV pubblica (33%), TV private (33%), settore pubblicità (33%) e la Federazione Italiana Editori Giornali (1%). Tutto si può dire tranne che sia super partes: a tutti gli effetti non può che essere paladina dello status quo. Per di più la maggioranza dei consiglieri sono RAI, seguiti da quelli Mediaset. Sky è presente solo con un rappresentante (di minoranza) nel comitato tecnico.

Insomma, decide la vecchia televisione – quella in declino per intendersi. E così trasmissioni come Servizio Pubblico di Michele Santoro sembrano ridimensionate nel loro reale successo. Gli apparecchi di rilevamento (meter) istallati nelle case di circa 5.200 famiglie italiane (corrispondenti a 14.000 individui) svolgono ancora adeguatamente il loro lavoro? Le associazioni dei consumatori e gli istituti di statistica indipendenti dicono di no

"Oggi, dopo l’avvento e l'affermazione della televisione digitale, multicanale, tematica, criptata e free, il moltiplicarsi di nuovi sistemi distributivi e di fruizione televisiva (dalla televisione in mobilità, ai servizi via cavo, fibra, alle offerte OTT-Over the top) questa impostazione risulta evidentemente antiquata", continua Sky nel comunicato.

Servizio Pubblico

E quindi l'unica risposta al problema è quello di sedersi a un tavolo "per confrontarsi costruttivamente su come adeguare il sistema di rilevazione degli ascolti televisivi alle esigenze reali del mercato, in un’ottica di trasparenza, efficienza e non discriminazione".

L'unico ostacolo è rappresentato dal fatto che a tutti è ben chiaro quale sia il trend: la TV perde terreno e il Web incalza. Di fronte a uno scenario ben fotografato dall'ultima indagine Demos-Coop è evidente che l'industria televisiva tradizionale tenti di tamponare la falla. Nel segmento informazione oggi gli italiani che si affidano alla TV quotidianamente sono l'83%, ma nel 2007 erano l'87%. Quelli che scelgono il Web hanno raggiunto quota 38,7% e nel 2007 erano solo il 24,8%.

Auditel, Rai e Mediaset sono avvertite.

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Commenti

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1/3 avanti    
Ravanov 12/12/2011 10:58
 
+8 
Aggiungerei ai suddetti componenti anche una parte dei fruitori del servizio dando spazio ad associazioni dei consumatori riconosciute.
Considero altissima la rilevanza sociale che ha l'Auditel (vedi pubblicità e consumi indotti) e non è possibile che sempre i soliti ne abbiano il totale controllo.
joethefox 12/12/2011 10:58
 
+2 
ma in altre nazioni dove è presente Sky, ad esempio in Inghilterra, che metodo utilizzano? Ok a lamentarsi, ma quale sarebbe l'alternativa all'Auditel attuale?
melergo 12/12/2011 11:03
 
+4 
bastava obbligare i produttori di decoder a mettere anche una presa di rete sul decoder
poi offrire qualche cosa in più all'utenza per invogliarla a inserire il cavo di rete al decoder
"tipo partecipazione istantanea a televoti o cazzate del genere"
e in due secondi non dico tutti ma almeno un 10-15% dei decoder in italia sarebbero stati connessi ad internet
poi da li è semplice il decoder una volta al giorno manda una lista "anonima" di cosa è stato visto
semplice semplice
invece di prendere dati da 5000 dispositivi "che idiozia"
se ne prendeva da centinaia di migliaia molto più veritiera la stima in quel caso
melergo 12/12/2011 11:07
 
aggiungo inoltre che i sistemi via web sono di per se tracciabili e quindi da li si puo avere subito una stima di visione
l'unico problema rimarrebbe ancora sky ma come ho scritto prima bastava introdurre una presa di rete e un programma nel sistema del decoder che mandava questa lista
semplice semplice
ma si doveva fare anni fa quando ci stava una vendità massiccia di decoder cosi ad oggi probabilmente sia su satellitare che digitale ci sarebbero dati a sufficenza per decidere chi è popolare e chi no asddd
insomma come sta andando ora chi ci guadagna sono i soliti perchè si fanno pagare di più dalla pubblicità
se invece incominciano a rilevare bene vedete che perderanno un botto di soldi
Moderatore: Dario D'Elia 12/12/2011 11:12
questa è la nuova metodica Auditel adottata nel 2007 per il satellite:

http://www.auditel.it/doc/Evoluzione_Metodologica.pdf

d.
Alex666 12/12/2011 11:15
 
+5 
La televisione fa sempre più schifo altro che indagini Auditel,il gradino più basso lo do a Italia 1,non tanto per i programmi ma per i minuti di pubblicità che è vereramente vergognosa.Tra la fine di uno e l'inizio di un'altro(vabbè in mezzo c'era il meteo e la promo del film)una sera per curiosità ho cronometrato :11 minuti....Allora ho guardato la durata effetiva del film e a che ora finiva e sono rimasto senza parole.
Fortuna che la guardo poco infatti non ho Sky però ieri sera sono stato 3 ore su Sky..rim.
MaZzA 12/12/2011 11:26
 

 Originariamente inviata da melergo

bastava obbligare i produttori di decoder a mettere anche una presa di rete sul decoder
poi offrire qualche cosa in più all'utenza per invogliarla a inserire il cavo di rete al decoder
"tipo partecipazione istantanea a televoti o cazzate del genere"
e in due secondi non dico tutti ma almeno un 10-15% dei decoder in italia sarebbero stati connessi ad internet
poi da li è semplice il decoder una volta al giorno manda una lista "anonima" di cosa è stato visto
semplice semplice
invece di prendere dati da 5000 dispositivi "che idiozia"
se ne prendeva da centinaia di migliaia molto più veritiera la stima in quel caso



sky non vuole nic nei suoi decoder
yesssssss 12/12/2011 11:27
 
+9 
La società privata Auditel è detenuta dalla TV pubblica (33%), TV private (33%), settore pubblicità (33%) e la Federazione Italiana Editori Giornali (1%).



Dunque...
33% TV Pubblica
33% TV Private
33% settore pubblicità (Publitalia)

Direi che il 99% è sotto un controllo riconducibile alla stessa persona, o sbaglio?
xxXJuggernautXxx 12/12/2011 11:28
 
L'Auditel faceva acqua da tutte le parti anche prima dell'avvento del web e delle tivu satellitari, bastava che tutti i decoder fossero connessi,o che magari ci fosse anche (al limite) un sondaggio via posta normale od elettronica, e si avrebbe avuto subito una fotografia di quello che gli utenti pensano. Mi sono accorto del potere che aveva l'Auditel quando venivano soppressi programmi, dopo una sola puntata (con tutti i soldi che avevano usato per produrla :-( ) sarebbe bastato un sondaggio fatto bene tra il pubblico per vedere i suoi gusti; questo naturalmente tempo fa, ora come ora io guardo pochissima tv, ho provato Sky per un pò e con i canali tematici affettivamente era un'altra cosa!
vdv 12/12/2011 11:33
 
+1 
per me è ancora impensabile che ad oggi, quando oramai ci sono tecnologie che consentono di fruire dei servizi on-demand, web-tv ecc..., si debbano ancora tenere in considerazione apparecchietti manuali.
Le stesse famiglie "campione" hanno ammesso di non usarlo perchè lo reputano snervante
1/3 avanti    
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