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Spegnere Internet, in Egitto le prove generali

09:16 - 29 gennaio 2011 di Pino Bruno

In Egitto, per porre fine agli assembramenti di civili, hanno deciso di valicare una linea di confine molto pericolosa: spegnere Internet. Un tema che riguarda anche le superpotenze del pianeta.

Neanche in Birmania, in Iran, in Cina, a Cuba, i regimi autoritari avevano mai osato tanto. Spegnere Internet e la rete di telefonia mobile! La rivoluzione egiziana sarà ricordata anche per questo. La potenza della rete, dei social network e dei messaggini, nell'organizzazione della protesta, è tale da atterrire i governanti del Cairo.

Internet non è la televisione, la radio, il giornale. Se non puoi controllare i mezzi di comunicazione, li spegni.  A costo di paralizzare il paese, l'economia, le banche, i servizi pubblici. Era impensabile, ma è successo. Precedente pericolosissimo. Da anni ormai - non solo nei paesi a basso tasso di democrazia - i governi si pongono il "problema" del controllo della rete. Vogliono ingabbiarla, irreggimentarla, depotenziarla. I pretesti sono tanti: terrorismo, pedofilia, rispetto dei diritti d'autore. Pretesti, appunto.

La "disciplina" della rete è diventata un chiodo fisso anche per le cancellerie occidentali. Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, pretende che il tema diventi prioritario durante il G8 di maggio a Deauville, in Normandia, proprio perché si devono combattere terrorismo e pedofilia (Il prossimo G8 metterà le catene a Internet?). D'altronde dagli Stati Uniti alla Svezia, passando per Italia e Ungheria, si moltiplicano progetti e disegni di legge per mettere lacci e lacciuoli a Internet.

Com'è possibile, tecnicamente, oscurare internet? Bloccando i router, ad esempio, cioè gli instradatori del traffico digitale. Il governo egiziano ha dato l'ordine di chiudere tutti gli accessi alla rete, come evidenzia il grafico messo a disposizione da Arbor Networks.

È successa la stessa cosa per la telefonia mobile. Dal Cairo è partita la richiesta ai gestori di bloccare ponti e ripetitori. Vodafone UK ha fatto sapere che il governo egiziano ha chiesto all'azienda di sospendere la copertura in alcune aree del Paese.

Sotto sotto, in silenzio, i potenti della terra saranno contenti di questa prova generale egiziana. Dai tiranni c'è sempre da imparare qualcosa.

ringraziamo Pino Bruno per la collaborazione

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Commenti

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1/8 avanti    
carbys 29/01/2011 09:26
 
+65 
Che schifo ! Non mi viene in mente altre parole per commentare la news.
minazza 29/01/2011 09:28
 
-50 
speriamo colgano al volo l'occasione per passare a IPv6 una volta "riaccesa" internet :-)
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NEON_GENESIS 29/01/2011 09:31
 
+8 
Prevedibile, prima o poi sarebbe successo e succederà ancora.
marcellinobono 29/01/2011 09:32
 
+25 
Controllare internet per evitare terrorismo e pedofilia o per controllare la libertà d'informazione? se la gente evolve ed esce da quel buco chiamato facebook e comincia a domandarsi delle cose e a cercare informazioni le cose potrebbero cambiare gia ecco perchè sta diventato il chiodo fisso dei potenti
xantas 29/01/2011 09:38
 
+49 
L'utilizzo di internet nelle ore precedenti lo spegnimento, era raddoppiato, la dice lunga sula forza prorompente della Rete, se un Governo si permette come ultima carta di spegnere i mezzi di comunicazione è semplicemente una Dittatura e come tale va abbattuta.
Mubarak ? mi ricorda qualcosa.
InternetCrazia 29/01/2011 09:40
 
+7 
Il problema è che se anche riuscissero a censurare internet, la maggior parte delle persone non se ne accorgerebbe nemmeno...
nightmare 29/01/2011 09:44
 
+2 
Questo è un fatto gravissimo... Da non crederci... Togliere la libertà di comunicazione in una nazione equivale a controllarli e quindi renderli, in un certo senso schiavi. Se dovesse continuare in questa direzione prevedo una grande rivolta popolare. Mi sembra di regredire al medioevo..
Red.87 29/01/2011 09:44
 
-7 

 Originariamente inviata da Articolo

Sotto sotto, in silenzio, i potenti della terra saranno contenti di questa prova generale egiziana. Dai tiranni c'è sempre da imparare qualcosa.


Sono assolutamente contro ogni teoria cospirativa e penso che un giornale come Tom's dovrebbe evitare di abbassarsi a frasi di questo tipo, anche perché penso che nessun paese del mondo avesse bisogno di aspettare l'Egitto per sapere che si può spegnere la Rete.

Sarebbe invece più interessante sottolineare come l'Egitto e i Paesi islamici stanno affrontando un periodo gravissimo anche grazie a WikiLeaks: non dimentichiamoci che tutto è partito dalle rivelazioni sul regime tunisino fatte dal sito di Assange che hanno fatto insorgere gli oppositori del dittatore, e da li la rivolta si è estesa a altri regimi autoritari islamici (Yemen e appunto Egitto).

Possono anche spegnere la Rete, la TV e gli SMS adesso, ma la rivoluzione ormai è già partita! Non è importante quello che fanno ora questi regimi a Internet, perché Internet li ha già condannati a subire l'ira del popolo per ciò che hanno fatto!

Quella Tunisina è la prima rivoluzione popolare nata (anche) grazie alla Rete e speriamo che non sia l'ultima, ché magari anche noi qua un giorno potremo averne bisogno

Giusto per argomentare le mie opinioni: http://www.foreignpolicy.com/articles/2011/01/25/whispering_at_autocrats?page=0,0 . Per i più pigri basta leggere titolo e sottotitolo
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lidel79 29/01/2011 09:48
 
+8 
prove generali per ingabbiare totalmente l'umanità da parte di poche persone. le grandi rivoluzioni si son fatte anche senza internet e telefonia quindi sarà solo un fastidio in piu' da superare ma se le persone si stuferanno (finalmente) di questa "società" lanciata verso l'autodistruzione si potrà aprire sul serio una nuova era
micuzzo77 29/01/2011 09:50
 
+18 
mubarak, mubarak....ah ecco! ora ricordo! non è lo zio o nonno di ruby?
1/8 avanti    
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