I controller LSI SandForce SF-2000, montati da numerosi produttori SSD, non possono codificare i dati usando l'algoritmo AES a 256 bit, a dispetto di quanto promesso dalle campagne marketing e note tecniche.
La conseguenza immediata è che Intel e Kingston richiameranno le unità con tale problema e le cambieranno con nuove soluzioni a chi ne farà richiesta o offriranno rimborsi. Ricordiamo che la prima si affida a questi controller per gli SSD 520 (recensione), mentre la seconda li integra prodotti SSDNow V+200 e KC100.
Purtroppo LSI si è accorta solo in questi giorni, dopo ulteriori test e analisi, che l'engine AES-XTS dei controller è stato erroneamente limitato alla codifica a 128 bit. L'azienda sta attualmente lavorando sugli aggiornamenti hardware e di firmware necessari per consentire la codificata a 256 bit.

"Crediamo che la codifica AES a 128 bit risponda alle necessità della maggior parte degli utenti. I clienti che credono di aver bisogno della codifica a 256 bit dovrebbero contattare i produttori dei loro SSD per ottenere informazioni più specifiche", ha dichiarato LSI.
Secondo Intel i clienti non soddisfatti del loro SSD 520 acquistato precedentemente al primo luglio di quest'anno possono contattare il supporto clienti entro il primo ottobre per restituire il loro prodotto e ricevere un rimborso totale del prezzo di acquisto. Kingston invece è pronta a offrire nuovi SSD capaci di codifica AES a 256 bit a chi ne avrà bisogno.
Non è chiaro invece cosa faranno altri produttori che fanno uso di questa serie di controller. Bisogna dire che la caratteristica non è di particolare importanza per molti consumatori, che neanche saranno di cosa si parli. Questa però non può essere una scusa per giustificare il fatto che il prodotto non funzioni come dichiarato. Speriamo che questo piccolo scivolone serva alle aziende coinvolte, e in particolare a LSI, a non lasciare nulla d'intentato nei test sui propri prodotti prima di metterli in commercio.

Commenti dei lettori (9)
"AES256 E' necessario, a 128 bit fa schifo, a morte 128 a morte 128!"
Quando hanno problemi:
"Crediamo che la codifica AES a 128 bit risponda alle necessità della maggior parte degli utenti. I clienti che credono di aver bisogno della codifica a 256 bit dovrebbero contattare i produttori dei loro SSD per ottenere informazioni più specifiche", ha dichiarato LSI.
Pero' bisogna dire che con questi SSD (di cui sono possessore) non stai mai tranquillo.
Saranno bug risolvibili, per lo meno le aziende si impegnano a risolverti il problema in qualche modo, pero' perdono di credibilità come prodotto.
Il consumatore è tutelato da garanzia, ecc... pero' dai già dover smontare il disco per rimandarlo indietro secondo me è una bella rottura.
E nel frattempo l'OS dove lo installo? Non è che si può dare per scontato che uno abbia un ulteriore disco per "tamponare" l'inconveniente e poter comunque lavorare.
Senza contare il fatto di dover reinstallare tutto.
E stiamo parlando sempre di privati, che bene o male sono a casa, non al lavoro.
Pensate invece in ottica aziendale, PC fermo = zero produttività. A chi chiedo i danni? A Intel?
Non sono in grado di entrare troppo nel dettaglio, ma un azienda che non puó permettersi di fermare una macchina credo che un disco del genere non lo usi neanche. Almeno io non lo userei di sicuro, mi rivolgerei a prodotti sicuramente più costosi, affidabili e testati.
Beh ma io mica intendevo a quei livelli...
Basta anche l'impiegata amministrativa semplice... mentre il tecnico fa il lavoro lei non lavora.
di principio ti do ragione ma a livello pratico ti assicuro che anche gli ssd enterprise da 5000€ l'uno hanno guasti e i firmware con bug. Io in azienda su nas da oltre 200.000€ ho avuto già 2 richiami ufficiali da parte del produttore per schede raid difettose, e ti assicuro che stiamo parlando dei modelli piu evoluti sul pianeta non di sistemi desktop.
Converrai con me che in una struttura del genere abbiate implementato dei sistemi per limitare i danni il più possibile. A maggior ragione che spendete 200.000 cucuzze per un NAS siete consapevoli che i danni hardware non possono essere evitati ma solo limitati nelle conseguenze. Alla fine credo che il danno lo abbiano solo gli utenti consumer i professionisti hanno la consapevolezza/risorse per non subire danni a causa di un disco che si rompe.
Non hanno dei test pre-post produzione? Non mi sembra che siano aziende cinesi (con tutto il rispetto per i produttori cinesi a questo punto).
Facile a dire 'è un problema di LSI', da un produttore come Intel un pochino più di controllo sulla qualità ci vuole a mio modo di vedere.