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Stagno e grafene per batterie con elettrodi migliori

06:58 - 4 agosto 2011 di Manolo De Agostini

I ricercatori del Berkeley Lab hanno creato un elettrodo di stagno avvalendosi del grafene come materiale di rinforzo. Potrebbe essere la base per batterie migliori, capaci di lavorare in modo più efficiente.

I ricercatori del Lawrence Berkeley National Laboratory hanno realizzato elettrodi di stagno, avvalendosi di strati di grafene per proteggerne l'implicita fragilità. "Questi elettrodi allo stagno sono il segno che sono stati fatti grandi progressi nell'uso delle strutture in nanoscala per migliorare le batterie", scrive il sito Technology Review.

Elettrodi basati su stagno o silicio possono aumentare la capacità di una batteria di archiviare energia. Questi materiali possono infatti stoccare più litio rispetto al carbonio durante l'operazione di carica e scarica.

Silicio e stagno tendono a essere instabili fungendo da elettrodi. Durante la carica lo stagno "raccoglie" tanto litio che si espande di un volume 2/3 volte di quello originario. "Questo crea rotture e lo stagno si disperde nell'elettrolita", ha dichiarato il ricercatore Yuegang Zhang.

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Zhang ha trovato una soluzione. Inserire lo strato di stagno tra due di grafene. Il materiale, altamente conduttivo, è flessibile e molto resistente. L'elettrodo stagno-grafene consiste di due strati di nano-colonne (nanopillar) inserite tra tre fogli di grafene. 

Le colonne aiutano l'elettrodo a rimanere stabile: durante la carica anziché fratturarsi, lo stagno si espande e contrae. Lo spazio tra le colonne permette all'elettrolita della batteria di muoversi, assicurando un'elevata velocità di carica.

"Una pellicola sottile di stagno viene depositata sul grafene. Poi un altro foglio di grafene è posto sopra la pellicola di stagno. Il processo è ripetuto e il materiale composito viene poi riscaldato - a 300˚ in un ambiente composto da idrogeno e argon - per trasformare la pellicola di stagno in una serie di colonne. Il cambiamento in altezza tra strati di grafene migliora le prestazioni dell'elettrodo e permette alla batteria di essere caricata ripetutamente e rapidamente senza che le prestazioni si degradino".

Il gruppo di Zhang ha realizzato un prototipo di batteria dotata di questi elettrodi, in grado di caricarsi in 10 minuti e immagazzinare 700 milliampere/ora per grammo di carica. Questa capacità di stoccaggio si mantiene per 30 cicli di carica, il che significa che c'è del lavoro da fare per raggiungere gli standard di mercato. 

"Le prestazioni che hanno sono alquanto ragionevoli e lo studio ha un'applicazione abbastanza chiara nelle batterie esistenti", ha dichiarato Yi Cui, professore della Stanford University, non coinvolto nel progetto ma competente in materia.

A sinistra Yuegang Zhang, a capo dello studio e a destra Vincent Battaglia, program manager della divisione sulle tecnologie energetiche e ambientali dell'Università di Berkeley

Lo stesso Cui lavora infatti su batterie che integrano strutture in nanoscala. Cui ha fondato un'azienda chiamata Amprius che ha l'obiettivo di portare sul mercato un anodo basato su nanofili al silicio. La nanostruttura di questi fili aiuta il materiale fragile a rimanere stabile quando raccoglie e rilascia litio. Pochi giorni fa vi abbiamo parlato anche della ricerca del professore Pulickel Ajayan della Rice University, un altro esempio di strutture in nanoscala nelle batterie (Basta un nanofilo per una batteria agli ioni di litio).

Insomma il mondo accademico brulica di progetti e probabilmente uno di questi sarà alla base dei prodotti dei prossimi anni. Secondo i ricercatori integrare strutture in nanoscala nelle batterie potrebbe far lievitare i costi di produzione (anche se non è chiaro di quanto, NdR), ma il vantaggio per le prestazioni sarebbe tale da compensare il maggiore esborso.

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Commenti

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minazza 04/08/2011 08:05
 
+2 
ben vengano queste ricerche, chi ne beneficia alla fine sono i consumatori!
Fall4 04/08/2011 08:41
 
A me basta avere una batteria che garantisca ai notebook maggiore autonomia...Ora non viaggiamo certo nell' oro come durata della batteria di qualsiasi dispositivo.
peoplesuk 04/08/2011 09:18
 
+12 
Gettano sempre le basi... e le strutture quando le vedremo? Nel 2085?
"Studi dicono che"
"I ricercatori hanno trovato"
"Studio di una nuova tecnologia legata alle batterie"

Sono anni che leggo articoli simili ovunque... risultati pochissimi... l'ulitmo salto è stato alcalina/ioni di litio... e siamo ancora tutti lì mi sembra.

Sogno un terminale che dura più di 5 ore...

I have a dream.
geniusmiki 04/08/2011 09:36
 
quoto Peoplesuk, un giorno si e uno no si legge di nuove tecnologie per le batterie, ma arrivasse qualche soluzione commerciale ogni tanto... invece degli annunci su carta!
Daniele11 04/08/2011 09:38
 
+4 

 Originariamente inviata da peoplesuk

I have a dream.

'U pilu (cit. Cetto La Qualunque)
Scusate, non ho resistito
Comunque quoto!
King83 04/08/2011 10:56
 
urca siamo passati dalle notizie sulle batterie prima mensile poi settimanale ed ora una al giorno! ottimo! ...ci sono più brevetti sulle batterie che sui telefonini ...peccato che da anni sul mercato non c'è innovazione dopo gli ioni di litio...
comunque l'inventore del grafene tra un pò prenderà il nobel visto che il campo di applicazione si sta espandendo in maniera esponenziale, ce lo ritroveremo dappertutto il grafene
ThatFatGuy 04/08/2011 11:05
 
+3 

 Originariamente inviata da peoplesuk

Gettano sempre le basi... e le strutture quando le vedremo? Nel 2085?
"Studi dicono che"
"I ricercatori hanno trovato"
"Studio di una nuova tecnologia legata alle batterie"

Sono anni che leggo articoli simili ovunque... risultati pochissimi... l'ulitmo salto è stato alcalina/ioni di litio... e siamo ancora tutti lì mi sembra.

Sogno un terminale che dura più di 5 ore...

I have a dream.



La scoperta genialoide rivoluzionaria e che da un giorno all'altro cambia un'intero settore tecnologico esiste nei film, ma difficilmente nella vita reale. Nella realtà il progresso è un processo graduale fatto di innumerevoli fallimenti e vicoli ciechi che passo dopo passo porta a risultati.
Lo stesso Edison, si narra, fece più di 5000 tentativi falliti miserramente di costruire una lampadina ad incandescenza prima di realizzarne una funzionante.

Ogni volta che escono news su questi studi tutti a commentare "OMG com'è che non arrivano sul mercato tra una settimana??!?!?!111?!!11". Beh, un esperimento può avere due esiti: successo o fallimento. All'inizio non si sa quale sarà l'esito (anche se si spera sempre che sia positivo). Una sola cosa è certa: se non si PROVA non si può avere nessuno dei due esiti. E se in questi decenni nessuno avesse mai PROVATO perchè c'era il rischio di fallire saremmo ancora con le pile zinco-carbone.
demon77 04/08/2011 11:22
 

 Originariamente inviata da peoplesuk

Gettano sempre le basi... e le strutture quando le vedremo? Nel 2085?
"Studi dicono che"
"I ricercatori hanno trovato"
"Studio di una nuova tecnologia legata alle batterie"

Sono anni che leggo articoli simili ovunque... risultati pochissimi... l'ulitmo salto è stato alcalina/ioni di litio... e siamo ancora tutti lì mi sembra.

Sogno un terminale che dura più di 5 ore...

I have a dream.



Va beh, calma.
Nel campo della fisica è difficile progredire alla stessa velocità a cui ci ha abtuato l'elettronica.
Creare batterie migliori non è semplice per niente, e comunque i progressi sono stati fatti e come: una batteria agli ioni di litio di oggi è decisamente migliore di una di un decennio fa.
lucusta 04/08/2011 13:39
 
+5 
700mAh/g per un sale di litio (dai 3,0 ai 3,7v) sono minimo 2100mWh/g, ossia 2100Wh/Kg. contando che come capacita' le migliori litio-polimeri arrivano a 225W/Kg (da scaricare a circa 0,2C), ed arrivano a circa 500 cicli, queste riescono ad ottenere quasi 10 volte il risultato attuale, per 30 cicli.
comparandole sono quasi agli stessi livelli delle odierne (30 per 10 volte sono 300 cicli delle piu' evolute pile che ci sono oggi).

o, per meglio dire, con 1Kg di queste si puo' tenere acceso un notebook di medie prestazioni per 50 ore...

i dati sono comunque insufficenti per dire se e' una ricerca promettente (dichiarano solo la capacita'/peso, manca la capacita'/volume, la potenza/peso o volume, l'efficenza della carica e della scarica, le temperature operative e la vita operativa degli elettrodi; le litio degradano sull'elettrodo dopo 24-36 mesi, anche se non si usano).

fatto sta' che 250Kg di questi elementi potrebbero far percorrere ad un'auto elettrica del peso e delle dimensioni di una focus oltre 2000Km a carica (ad andature da codice e con piede leggero, naturalmente)... fossero anche 30 cicli sarebbero 60.000Km, piu' di 5 anni dell'utilizzo medio di un'auto di quel segmento.
rigelpd 04/08/2011 14:06
 
+1 

 Originariamente inviata da lucusta

700mAh/g per un sale di litio (dai 3,0 ai 3,7v) sono minimo 2100mWh/g, ossia 2100Wh/Kg. contando che come capacita' le migliori litio-polimeri arrivano a 225W/Kg (da scaricare a circa 0,2C), ed arrivano a circa 500 cicli, queste riescono ad ottenere quasi 10 volte il risultato attuale, per 30 cicli.
comparandole sono quasi agli stessi livelli delle odierne (30 per 10 volte sono 300 cicli delle piu' evolute pile che ci sono oggi).

o, per meglio dire, con 1Kg di queste si puo' tenere acceso un notebook di medie prestazioni per 50 ore...

i dati sono comunque insufficenti per dire se e' una ricerca promettente (dichiarano solo la capacita'/peso, manca la capacita'/volume, la potenza/peso o volume, l'efficenza della carica e della scarica, le temperature operative e la vita operativa degli elettrodi; le litio degradano sull'elettrodo dopo 24-36 mesi, anche se non si usano).

fatto sta' che 250Kg di questi elementi potrebbero far percorrere ad un'auto elettrica del peso e delle dimensioni di una focus oltre 2000Km a carica (ad andature da codice e con piede leggero, naturalmente)... fossero anche 30 cicli sarebbero 60.000Km, piu' di 5 anni dell'utilizzo medio di un'auto di quel segmento.



Finalmente un post costruttivo.
   
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