Stallman punta il dito sul pericolo e-book

di Dario d'Elia, 09 giugno, 2011 09:44

Il guru del movimento free software se la prende con l'industria e-book. Nel pamphlet The Danger of E-books rileva tutti i pericoli per le libertà fondamentali. La soluzione per aggirare ogni problema pare poco praticabile.

Richard Stallman, lo storico fondatore di Free Software Foundation, sostiene che gli e-book possano limitare le libertà personali. "Le tecnologie che potrebbero renderci più forti sono usate invece per incatenarci", scrive Stallman nel suo ultimo pamphlet The Danger of E-books. "Dobbiamo rifiutare gli e-book fino a quando non rispetteranno la nostra libertà… i libri digitali non hanno bisogno di attaccare la nostra libertà, ma lo faranno se le aziende lo decideranno. È una nostra responsabilità fermarli".

Stallman Lego

Secondo Stallman i libri tradizionali (cartacei) hanno molte qualità sottovalutate: si possono comprare in contanti nell'anonimato, non è richiesta licenza da sottoscrivere, il formato non è proprietario, si possono copiare per uso personale, etc.

Mentre invece se ad esempio si scandaglia il mondo Amazon si scoprono tanti dettagli spiacevoli, sempre secondo il guru del free software. Viene richiesta l'identità dell'acquirente, in alcuni paesi non è riconosciuto il possessore dell'e-book, vi sono licenze restrittive, il formato è segreto e accessibile solo tramite software specifici, la copia è illegale ed è consentita ad Amazon la cancellazione in remoto via back door (come successe nel 2009 per 1984 di Orwell).

"Le aziende del settore e-book dicono che negano le nostre libertà fondamentali perché è necessario continuare a pagare gli autori. L'attuale sistema di copyright fa un lavoro pessimo al riguardo; serve di più a preservare gli interessi dell'industria", continua Stallman.

Una possibile soluzione sarebbe quella di tassare gli Internet Service Provider per ricompensare gli autori in relazione alla loro popolarità. Interessante come proposta, ma quasi "artistica" considerando il momento storico (Bernabè vuole tassare i content provider).

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Commenti dei lettori (32)

1/4 avanti   
genesi86 09/06/2011 09:56
+19
sono i consumatori che hanno il potere, peccato che resto più stupito dell'intelligenza del mio cane, piuttosto che del consumatore medio.
Zakmacraken 09/06/2011 09:56
0
Non potrei essere meno d'accordo. La libertà è già insita nel poter decidere di farlo o non farlo (per molti anni ancora dubito che le librerie tradizionali chiuderanno).
Personalmente mi sto facendo la scorta delle letture per l'ombrellone: diversi libri, qualche numero di Focus, tutto Tex Willer..in 250 grammi.

Solo 2 anni fa sarebbe stato impensabile.
bernik 09/06/2011 09:58
-13
**
panattan 09/06/2011 09:58
+15
Effettivamente non ha tutti i torti.
majowski86 09/06/2011 10:05
+1
è un ragioanmento che non si applcia solo agli e-book..
Qualsiasi cosa compro in un negozio la posso trovare anche online, con la differenza che in negozio pago in contanti e amen, se compro online i miei dati rimarranno li, collegati a ogni mio acquisto..
NIB90 09/06/2011 10:08
+4
Non ha tutti i torti, siamo sempre più controllati su quel che facciamo e spesso non ce ne rendiamo conto. Il 1984 di Orwell (guarda un po' che coincidenza) non sembra essere tanto lontano. Noi siamo quello che leggiamo, e se si tiene traccia di tutte le nostre letture, creare un profilo personale degli utenti non diventa difficile.
ndwolfwood 09/06/2011 10:11
+1
Non esiste solo Amazon ed il suo e-reader ... ci sono altre possibilità meno "restrittive".
Uso un e-reader già da un paio d'anni e non ho mai avuto a che fare con Amazon e con quello che dice Stallman: nessuno controlla i miei e-book, per ora.
Per quanto riguarda il copyright gli e-book danno agli autori la possibilità di autopubblicarsi o quasi, riducendo il peso delle case editrici.
Certo ci vorrà del tempo e queste ultime si opporranno come possono ma piuttosto che fantasticare su soluzioni assolutamente improbabili meglio adoperarsi affinché il mercato si avvantaggi dell'e-book.
grng 09/06/2011 10:12
+10
In effetti non mi pare sia contro la tecnologia ebook (come sembrava da titolo), semmai critica l'uso di tecnologie proprietarie, drm restrittivi e licenze.
E su questi punti non ha affatto torto
Dario D'Elia 09/06/2011 10:15
+1

 Originariamente inviata da grng

In effetti non mi pare sia contro la tecnologia ebook (come sembrava da titolo), semmai critica l'uso di tecnologie proprietarie, drm restrittivi e licenze.
E su questi punti non ha affatto torto



beh, il titolo del pamphlet mi sembra chiaro

d.
cinghios 09/06/2011 10:16
+2
eliminare gli editori, visto che con gli ebook non servono? mai pensata?
1/4 avanti   
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