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Super SSD, tra qualche anno chip da 2,24 TB

14:05 - 4 maggio 2010 di Manolo De Agostini

Jay Narayan, scienziato dell'Università della Carolina del Nord, prosegue a lavorare sui chip che potrebbero dare vita agli SSD del futuro. Grazie ai punti quantistici archivieremo terabyte di dati in poco spazio. Tra cinque anni potrebbe diventare una tecnica interessante anche sotto il punto di vista commerciale.

Gli SSD del futuro potrebbero avere la stessa capacità degli hard disk meccanici, relegando attuali soluzioni basate su memoria flash alla preistoria. Lo scorso ottobre abbiamo scritto del progetto del dottor Jay Narayan dell'Università della Carolina del Nord (Terabyte in un'unghia, roba da pazzi), volto a realizzare un chip al silicio in grado d'immagazzinare dati in nanodot magnetici (o punti quantistici). Oggi, emergono altri dettagli interessanti.

Jay Narayan ha parlato a Thinq, spiegando che i punti quantistici possono misurare appena 6 nanometri di diametro e possono archiviare un singolo bit di dati. Tuttavia, date le dimensioni, si possono integrare moltissimi "dot" in uno spazio tanto ridotto da immagazzinare "un quantitativo di dati senza precedenti, miliardi di pagine d'informazioni in un chip di un pollice quadrato". Narayan specifica che in un terabit si possono conservare 250 milioni di pagine. "Con 10 nanometri per bit, in 1 centimetro quadrato è possibile registrare un terabit", ha detto lo scienziato.

Un pollice quadrato è equivalente a 17.921 miliardi di questi nanodot, il che è pari in 2,24 terabyte.

Ecco cosa c'è sotto gli SSD di oggi

"I nanodot sono costituiti di un singolo cristallo senza difetti, creando sensori magnetici che sono integrati direttamente nel chip elettronico". I nanodot vengono posizionati in maniera uniforme, assicurando una lettura e una scrittura sicura. La cosa più importante, quella che interessa al consumatore finale è se vedremo mai dei prodotti figli di questa nuova tecnologia. "In cinque anni o prima questo metodo soppianterà l'attuale tecnologia", dice ottimisticamente Narayan, affermando che questi chip potrebbero essere prodotti a prezzi competitivi.

"Il prossimo passo è sviluppare un packaging magnetico che permetta agli utenti di avvantaggiarsi dei chip. Ad esempio usando qualcosa, come la tecnologia laser, che può interagire effettivamente con i nanodot".

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Commenti

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1/3 avanti    
Ale Ale Ale 04/05/2010 14:29
 
Speriamo accada in fretta
Snake85 04/05/2010 14:31
 
Speriamo davvero...
Ricky 04/05/2010 14:40
 
bla, bla, bla....
Tiabhal 04/05/2010 14:42
 
ma le aziende di recupero dati,come faranno una volta spariti i dischi magnetici?
Ricky 04/05/2010 14:46
 

 Originariamente inviata da Tiabhal

ma le aziende di recupero dati,come faranno una volta spariti i dischi magnetici?


La stessa cosa che faranno le aziende che producono software di deframmentazione dischi.
Investiranno in qualcosa di diverso.
zamboqdb 04/05/2010 14:46
 

 Originariamente inviata da Tiabhal

ma le aziende di recupero dati,come faranno una volta spariti i dischi magnetici?



Come tutte le aziende, o cambiano servizio e si aggiornano... o chiudono!
Ricky99 04/05/2010 14:48
 
Ad un certo punto i computer troveranno in noi utilizzatoti il LIMITE alla loro espandibilita', non riusciremo a stargli dietro.
Quando avremo un IPAD con 20Tb di ram , un os ultraveloce e connettivita' TOTALE,con batterie dalla durata di Nmila ore, il problema restera' il MONITOR...!
LA tastiera TOUCH e la nostra entezza nell'usare l'oggetto.
Saremo noi il collo di bottiglia e per ovviare a tale collo, qualcuno ci potenziera' con prodotti cibernetici.
Quindi il futuro e' : pezzi di ricambio e migliorie per il PC AMBULANTE HOMO SAPIENS.
E li ne abbiamo di migliorie fattibili...
Flat Eric 04/05/2010 14:49
 
"Il prossimo passo è sviluppare un packaging magnetico che permetta agli utenti di avvantaggiarsi dei chip. Ad esempio usando qualcosa, come la tecnologia laser, che può interagire effettivamente con i nanodot".

Beh, il problema a questo punto passa dal poter eseguire chip con i nanodot a trovare dei dispositivi che permettano la lettura scrittura...insomma i chip son pronti fra 5 anni, ma i dispositivi I/O probabilmente no
Kabuto 04/05/2010 15:31
 
Mi meraviglio sempre di più dei progressi effettuati della tecnologia umana.

C'è solo da sperare che questi prodotti arrivino sul mercato in breve tempo e a prezzi competitivi, come ha detto Narayan.
volpino80 04/05/2010 15:32
 
sono veramente stufo di questi SSD e dei loro prezzi... ma vi rendete conto che un hard disk meccanico in se vale almeno 5 volte un SSD!!!
I chip li producono con le stesse macchine che hanno in cantiere da sempre, gli hard disk meccanici necessitano di molte viti, guarnizioni, piatti, motore elettrico, testine, magneti, circuito stampato con memoria buffer ecc accompagnato da un complesso assemblaggio.
1/3 avanti    
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  Categoria: Hard Disk e SSD