Telecom Italia ha deciso di rescindere il contratto di fornitura contenuti con Telecom Italia Media, di fatto certificando il flop epico della sua IPTV e di Cubovision. Il Consiglio di amministrazione dell'azienda ieri ha deliberato di procedere "alla risoluzione del contratto di Content Competence Center con Telecom Italia Media, in essere dal 2007". Si trattava della fornitura di attività editoriali riguardanti "l’ideazione, la progettazione dei palinsesti, la ricerca e l’acquisto dei Contenuti Media" destinati alla fruizione sulle diverse piattaforme televisive online.
La motivazione di questa inversione di marcia si deve, stando al comunicato ufficiale, alla decisione di rivoluzionare il modello di business adottato: passare quindi "da una piattaforma di Broadband TV tradizionale a una piattaforma di contenuti on demand".
Cubovision
"La congruità dell’entità dell’indennizzo (concordato in 20,5 milioni di euro) è stata confermata da apposito parere rilasciato da un valutatore esterno indipendente, individuato di comune accordo tra le parti", conclude il documento ufficiale.
In pratica le previsioni di espansione del settore sono state disattese non solo a causa della rinnovata competizione delle piattaforme Pay TV di Sky e Mediaset, ma anche per scelte strategiche errate.
Tutti gli italiani conoscono bene ad esempio il clamoroso flop di Cubovision. Presentato in pompa magna nel 2009, a distanza di un anno già era protagonista di una querelle legale con il suo fornitore. Passata la burrasca avevamo scoperto che si stava preparando un rilancio, fissato per fine 2010/inizio 2011. E infatti a dicembre c'è stata la sorpresa: Telecom ha rimandato i 100 Mbps in sei città per problemi burocratici (una frottola, che vi spiegai ai tempi) e ritirato fuori dal cilindro il Cubo.
"Siamo impegnati in questo progetto, anche se ha avuto qualche difficoltà perché essendo nuovo ha avuto problemi di funzionalità", diceva Bernabè. "[…] è ora pronto per essere commercializzato e in grado di garantire una qualità straordinaria dello streaming video e dello stesso digitale terrestre".
La fibra di cotone, nella cavetteria telefonica, è chic
Dopodiché nessuno ha più sentito parlare del gingillo, se non quando Bernabé nell'aprile scorso ha lanciato l'ennesima bomba: che ne dite di Mediaset e Rai su Internet grazie a Telecom Italia? Secondo più fonti sarebbero state avviate trattative, il cui esito però non è mai stato svelato.
Che il tutto si sia arenato al solo sentir parlare di Cubovision? Non credo. A mio parere è più probabile che i dirigenti televisivi abbiano domandato con quale rete in fibra Telecom pensasse di veicolare i servizi IPTV. "Fibra? Ma guardate che il cotone l'abbiamo eliminato da un pezzo dai cavi telefonici", avrà magari risposto qualcuno.

Commenti dei lettori (23)
braccia rubate all agricoltura...
ah,gia, CHIUNQUE.
i difetti sono parecchi: impossibiita' d'accesso se non dalla mia ADSL (anche se in vpn...), esclusivamente conten audio, quando sarebbe facile implementare anche i videomusicali...
per l'IPTV l'ho usata un paio di volte, on demand, perche' il bouquet compreso nell'offerta e' praticamente inesistente (un po' un flop).
se il costo fosse realmente piu' basso, anche per le offerte ondemand di sky e premium, non sarbbe malaccio (in effetti non vedrei piu' la TV via etere), ma 8 euro per una partita... 10 euro per una prima visione...
e' troppo...
la tengo solo per la fast e gli 890K che mi garantisce.
Il Cubovision era comunque un flop preannunciato: è arduo convincere l'italiano medio a dotarsi, oltre al decoder digitale terrestre, all'eventuale Sky ed al pc per internet, anche di un altro aggeggio che consente di fare bene o male le stesse cose, per di più con ulteriore esborso economico. Mettiamoci pure la scarsa banda disponibile nel 70% dell'italia.......
Ok anche l'idea del Cuboschifo era pessima...