The Daily per iPad e Galaxy Tab perde 30 milioni l'anno

di Dario d'Elia - pubblicato venerdì 13 luglio 2012 alle 12:29

News Corp. sta pensando di ridimensionare il progetto editoriale The Daily poiché perde circa 30 milioni di dollari l'anno. Il modello di business basato su pubblicità e abbonamenti low-cost non basta per il sostentamento.

Il quotidiano digitale The Daily, presentato l'anno scorso come una rivoluzione per l'iPad e non solo, rischia di chiudere o comunque di essere ridimensionato. Secondo indiscrezioni captate dal New York Observer, la proprietaria News Corp. avrebbe incluso il progetto fra gli osservati speciali dell'attuale ristrutturazione aziendale. Si deciderà dopo le elezioni presidenziali.

The Daily, così com'è stato concepito, ovvero con contenuti multimediali e copertura di ogni genere di settore, perde circa 30 milioni di dollari l'anno. Non bastano certamente le campagne pubblicitarie e gli abbonamenti settimanali da 99 centesimi (39,99 dollari l'anno) per far quadrare i conti. Men che meno lo sbarco su Galaxy Tab e iPhone a tariffe scontate.

The Daily rischia grosso

Eddy Cue, vicepresidente Internet Software and Services di Apple, già in fase di debutto disse che era incredibile che una pubblicazione di questo tipo potesse avere ogni giorno contenuti esclusivi e interattivi. E infatti a distanza di poco più di un anno il modello di business inizia a fare acqua.

La questione di fondo è che The Daily è un prodotto editoriale di livello dal costo evidentemente insopportabile - almeno per il momento storico. Intervenire sulle sue migliori qualità potrebbe essere un controsenso: un po' come eliminare i dettagli lussuosi da una berlina di fascia alta.

Non meno importante il fatto che il web offre sempre di più opportunità di informarsi e approfondire in modalità totalmente gratuite. Infine come dimenticare la pirateria? Il giorno dopo la presentazione di The Daily qualcuno ha trovato il modo di sfogliarlo online senza spendere neanche un dollaro. Beh forse questa non è neanche pirateria. Diciamo arte di ingegnarsi, spigolando sulle policy.

 
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Commenti dei lettori (5)

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Tsaeb 13/07/2012 12:43
+7
La verità è che l'oceano (internet) è talmente pieno di pesci che anche quelli grossi fanno fatica a campare.
Roby10 13/07/2012 13:15
+1
La verità secondo me è che ad oggi gli strumenti di creazione dei contenuti, anche professionali, non sono pronti ai tablet.

Nel lavoro, soprattutto di un certo livello, bisogna elaborare e perfezionare applicazioni e procedure.

10 anni fa per impaginare per bene un articolo su una pagina web ci volevano ore, oggi ci sono blog, framework, tools e tutto già pronto per farlo in pochi minuti.

Le riviste interattive 2 anni fa non esistevano, e non c'era nemmeno la necessità di contenuti quotidiani, visto i tempi di stampa. Probabilmente oggi per crearle io mi immagino grafici e scrittori che si arrangiano in qualche modo con gli strumenti che offre il mercato, ma che al momento non sono stati pensati per la creazione rapida di questo tipo di contenuti.
s4ndro 13/07/2012 13:23
0
Sono i contenuti che fanno la differenza, ma siamo sicuri che la massa preferisca la qualità alla quantità.. direi che la massa ha dinmostrato più volte l'esatto opposto
Black Imp 13/07/2012 14:31
+2
semplicemente non c'è mercato. gli imprenditori "entusiasti" - li apostroferei in modo decisamente peggiore ma verrei censurato - sono quelli che appena vedono un mezzo nuovo si convincono e vogliono convincere gli altri che TUTTO d'ora in poi debba confluire su quel mezzo e che tutti debbano pagare per averlo. fortunatamente le persone hanno un po' di buon senso
caronte_dello_stige 13/07/2012 15:16
0

 Originariamente inviata da Black Imp

semplicemente non c'è mercato. gli imprenditori "entusiasti" - li apostroferei in modo decisamente peggiore ma verrei censurato - sono quelli che appena vedono un mezzo nuovo si convincono e vogliono convincere gli altri che TUTTO d'ora in poi debba confluire su quel mezzo e che tutti debbano pagare per averlo. fortunatamente le persone hanno un po' di buon senso



il 70% dei pochi abbonamento sono sulla piattaforma di apple che si prende anche il 30%, il daily deve riconsiderate tutto da zero se vuole sopravvivere
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