
Tilera ha annunciato la produzione in volumi, con processo produttivo a 40 nanometri, della terza generazione di processori RISC TILE Gx, indirizzata ad applicazioni di cloud computing. In particolare si parla di applicazioni web a bassa latenza ed elevato throughput, come i framework per il data mining Hadoop, NoSQL e i database in-memory (IMDB).
L'azienda destinerà i chip Gx-3000 proprio al mondo server, le soluzioni Gx 5000 a compiti multimediali e le Gx8000 per equipaggiamenti di rete. Secondo Tilera ci sono già ottanta aziende impegnate al progetto e 20 accordi stipulati. Tra le aziende note si contano Mercury Computer e Harmonic.
Core Tilera Gx
Tilera adotta dei core RISC a 64 bit pensati per gestire il carico di lavoro su infrastruttura Linux. I core all'interno del chip sono connessi tramite una rete mesh che fa apparire il tutto come un unico processore multi-thread. Questi processori supportano l'indirizzamento fisico della memoria a 40 bit, perciò possono gestire 1 TB di memoria, hanno un controller di memoria DDR3 integrato e un'unità di virtual networking. Le varianti della serie Gx8000 sono dotate anche di unità per l'accelerazione della codifica.
Ogni core ha una ALU a 64 bit three-issue con sistema di memoria virtuale avanzato, 32 kilobyte (kB) di I-cache L1, 32 kB di D-cache L1 e 256 kB di cache L2. I chip Tilera Gx supportano il kernel Linux 2.6.36 e CentOS. Tra i linguaggi compatibili troviamo C e C++, Java, PHP, Perl e Python, implementati attraverso un compilatore GCC integrato.

In passato Tilera ha dichiarato che queste CPU - in determinati ambiti - offrono un rapporto prestazioni per watt dieci volte migliore delle soluzioni Intel Sandy Bridge e portano una riduzione nei costi totali - acquisto, gestione, etc - del 50%. "La ragione per cui possiamo scontrarci con l'architettura Sandy Bridge è che la gamma Intel è progettata per applicazioni general-purpose. Noi ci rivolgiamo a un'applicazione molto specifica con throughput elevato. Se confrontiamo i nostri chip con Sandy Bridge nelle applicazioni enterprise standard, non ne usciamo bene". Ovviamente i rivali di mercato di questa soluzione non sono solo i processori x86, ma anche tutte le soluzioni ARM che stanno nascendo e prenderanno piede in futuro.
Tilera prevede che i propri chip saranno usati anche a supporto di sistemi esistenti, perciò ha realizzato una scheda dedicata da collegare allo slot PCI-Express 1.0 o 2.0, dotata di un processore Gx8036 a 36 core con frequenza di 1.2 GHz, due slot di memoria DDR3 SODIMM che possono supportare da 1 a 4 GB di memoria ciascuno e nella parte posteriore un insieme di quattro porte esterne SFP/SFP+, USB 2.0 e interfaccia SATA.

Al momento sono disponibili solo i modelli da 16 e 36 core (di differenti famiglie), mentre le varianti da 64 e 100 core saranno realizzate entro l'anno e vendute nella prima parte del 2013. La roadmap di Tilera per l'anno prossimo contempla già Stratton, un chip che avrà 200 core e sarà prodotto a 28 nanometri.
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Originariamente inviata da noce
Nei server è sempre stato più facile sfruttare molti core. Quando si riuscirà a trovare il modo di eseguire ogni applicazione in decine di thread diversi anche nei desktop, allora credo che ci sarà un passaggio di era per i processori.
Originariamente inviata da silvio3d
non esiste e non esistera mai un modo per "eseguire ogni applicazione in decine di thread diversi" perche non tutti gli algoritmi sono paralellizabili come non tutte le elaborazioni seriali non possono essere eseguite in parallelo perche altrimenti non si chiamerebbero seriali. Ci sono operazioni che sono divisibili in infiniti thread e altre che non potranno mai averne piu di 1.
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