Tim, Vodafone e Wind vincono la prima asta 4G

di Dario d'Elia, 23 settembre, 2011 09:27  , Fonte: clicca qui

Ieri si è conclusa una delle aste dedicate al wireless broadband (LTE): Tim, Vodafone e Wind si sono aggiudicate rispettivamente 2 lotti delle frequenze a 800 Mhz. Si trattava del pacchetto più prezioso, poiché è il più efficiente in assoluto: bastano poche antenne per coprire un ampio territorio. E quindi non è un caso che il monte offerte abbia raggiunto i 2,962 miliardi di euro. 

Rimangono ancora le frequenze in banda 1800, 2000 e 2600 Mhz e le rispettive aste hanno raggiunto quota 756 milioni di euro. In pratica l'asta LTE complessivamente ha già superato ogni previsione di circa 1,3 miliardi. Quindi non solo la manovra Tremonti è coperta e le TV locali saranno rimborsate, ma è possibile che aumentino gli investimenti per lo sviluppo delle TLCcome ha suggerito il Ministro Romani.

Smartphone LTE

Da rilevare che nelle ultime settimane 3 Italia aveva iniziato a infastidire i concorrenti con rilanci incontrollati. Una strana strategia che per di più sembrava puntare a un solo lotto, quando tutti ben sanno che l'ottimale sugli 800 Mhz è di due. A questo punto si prevede un maggiore interesse verso le frequenze 1800 e 2600 MHz che permettono di migliorare le prestazioni metropolitane. "[...] essendo rimasta esclusa dalla 800 MHz, si giocherà probabilmente tutte le sue carte su questi lotti. Attualmente l’operatore [...] ha, temporaneamente, nel cassetto un lotto 1800 MHz e quattro lotti 2600 MHz oggetto della gara: al di fuori di essa ha poi l’opzione per altri due blocchi 1800 MHz dati come misura pro-competitiva agli operatori nuovi entranti senza frequenze a 900 MHz", ricorda il quotidiano La Stampa.

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In ogni caso se tutte le TV locali abbandoneranno le frequenze entro la fine dell'anno, come ha previsto il Ministero, è probabile che già nel 2012 saranno disponibili i primi servizi commerciali 4G. Si parla sopratutto di chiavette, e solo più tardi di smartphone di nuova generazione. La brutta notizia è che per LTE è richiesta una rete nuova, quindi l'implementazione procederà lentamente.

"Si va verso un futuro in cui le reti mobili saranno multi strato", ha spiegato al quotidiano La Repubblica Antonio Sassano, docente alla Sapienza ed esperto in TLC. "Gli operatori useranno le frequenze migliori a seconda delle zone e delle situazioni, con varie tecnologie, con una certa flessibilità". In pratica in alcune zone saranno attivi servizi 4G, in altre le stesse frequenze verranno utilizzate per "potenziare" UMTS/HSPA.

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