Le mappe open source di OpenStreetMap sono carenti dal punto di vista della sicurezza, della precisione e dell'affidabilità. Lo sostiene TomTom, che tramite un'analisi ovviamente di parte ha messo a confronto una mappa open source con una delle sue, realizzate con metodi professionali.
Secondo il produttore la copertura delle zone residenziali è pari a un terzo rispetto alle sue mappe e le informazioni di base (come il nome delle strade) sono del 16 percento in meno. Il difetto peggiore è che le mappe pedonali e automobilistiche sono mescolate in modo incoerente, tanto da classificare come strade i sentieri forestali e gli sterrati dei campi coltivati.
Meglio fare a meno del navigatore?
Il secondo ordine di problemi riguarda la sicurezza: il fatto stesso di lasciare aperte le mappe per fare che tutti possano contribuire espone il fianco ad attacchi di malintenzionati che cambiano volutamente la direzione di marcia dei sensi unici e fanno altri "scherzetti" poco gradevoli, che possono passare in secondo piano quando si tratta di percorsi pedonali, ma non quando si è in transito con una automobile.
OSM ha incassato la reprimenda, quindi ha risposto punto per punto alle critiche accusando TomTom di avere usato spazzatura per cercare di screditare un concorrente pericoloso. È infatti innegabile che di recente le mappe di OSM sono state ufficialmente adottate dagli iPhone di Apple, dall'app Wikimedia per Android e iOS, da Foursquare e da Bing. In sostanza, l'open source sta rischiando di danneggiare l'attività di TomTom.
OSM non ha negato nessuna delle critiche, ha ammesso che ci sono problemi con la sicurezza e che sta gestendo la cosa in modo che non si ripetano i problemi, che comunque sarebbero stati ingigantiti ad arte da TomTom. Per la mappatura, gli autori della risposta hanno sottolineato come OSM sia un progetto in via si sviluppo, quindi sia facile trovare una copertura pari solo all'84% rispetto a quella di TomTom.
I navigatori satellitari sono ormai software popolari che tutti usano non solo con prodotti hardware dedicati, ma anche e soprattutto con gli smartphone. In quest'ambito spesso gli utenti non sono disposti a pagare cifre alte e da qui nasce la proliferazione di prodotti gratuiti, come OpenStreetMap. Qualcuno disposto a sborsare 49 euro per le mappe italiane di TomTom per iPhone ci sarà sempre, ma siamo convinti che nonostante la lavata di capo OSM continuerà ad avere il suo seguito di utenti, che sono disposti a fare inversione una volta di più davanti a uno sterrato pur di non sborsare un centesimo.

Commenti dei lettori (31)
pero' sta sparata fa ridere, arroganza di gente che sente un monopolio sfuggirgli tra le mani a causa delle proprie scelte: cominciarono con il RUBARE i PDI di poigps, poi si lasciano sfuggire la piattaforma android (ad oggi tutto tace), poi se ne escono con i navcore 10 che per 6 mesi avevano i servizi non funzionanti e i pdi non inseribili... ora gli resta solo penstreetmaps con cui prendersela. Che magra, cara TomTom, l'ennesima
TomTom invece mi sembra proprio alla frutta
Cmq per navigare io uso Google Navigator che si basa su Google Maps, funziona piuttosto bene, non c'è bisogno di ripiegare su metodi a pagamento.