Transistor da 9 nanometri, IBM soffoca Intel con il carbonio

di Manolo De Agostini, 26 gennaio, 2012 15:20

IBM ha creato un transistor ai nanotubi di carbonio da 9 nanometri, dimostrando che è possibile fare meglio del silicio, il cui limite fisico è fissato a circa 11 nanometri.

IBM ha realizzato un transistor ai nanotubi di carbonio (CNT) con dimensione di nove nanometri. Si tratta non solo della soluzione più piccola della sua categoria ma anche delle soluzioni tradizionali basate sul silicio, il cui limite fisico si teorizza essere a circa 11 nanometri, processo di produzione che vedremo tra il 2015 e il 2016.

Aaron Franklin, ricercatore dell'IBM Watson Research Center di Yorktown Heights, New York, ha spiegato che con il proseguire della miniaturizzazione è sempre più difficile controllare il movimento degli elettroni nel canale di silicio per attivare o disattivare (on/off) il transistor.

Il transistor CNT realizzato, afferma IBM, è capace di commutare a tensioni molto basse (0,5 volt), consumando meno delle controparti al silicio, ma al tempo stesso trasportando 4 volte più corrente, il che permette di avere una qualità del segnale migliore e una gamma di applicazioni maggiore.

Per testare l'impatto della dimensione sulle prestazioni del transistor ai nanotubi, i ricercatori hanno realizzato varianti di diverse grandezze, controllando cosa accadeva in ogni nanotubo. Per fare questo hanno anzitutto inserito uno strato molto sottile di materiale isolante in cui fare alloggiare il nanotubo. Poi hanno sviluppato un processo a due passaggi per aggiungere gate elettrici al nanotubo senza danneggiarlo. Si tratta di tecniche ben lontane dall'essere usate nella produzione in volumi, ma utili allo scopo prefisso in laboratorio.

Questo "successo" fa sorgere spontanea una domanda: i nanotubi al carbonio rimpiazzeranno il silicio? La risposta non è così semplice, almeno in questo momento. Il primo problema è che transistor di questo genere sono difficili da produrre in volumi, mentre il secondo è che bisogna ancora trovare un modo per inserire un gran numero di nanotubi su una superficie con un allineamento perfetto.

Insomma, per diventare una tecnologia cardine dell'industria dei semiconduttori e spodestare il silicio, ci vuole ancora del tempo, senza dimenticare che le aziende del settore prima di fare un cambio così radicale devono essere più che sicure della bontà dell'investimento, che potrebbe richiedere l'esborso di diversi miliardi. Non a caso Intel sta cercando di migliorare il transistor in silicio, e le soluzioni tri-gate che debutteranno con l'architettura a 22 nm Ivy Bridge ne sono un chiaro esempio.

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Notizie dal web

 

Commenti dei lettori (20)

1/2 avanti   
PacK8) 26/01/2012 15:55
+23
Forse sarebbe il caso che Intel debba ringraziare qualche santo se IBM non produce più PC?
Il_Saggio 26/01/2012 16:02
+6
Ma IBM produce processori... questo significa che rimane una concorrente diretta, anche se sappiamo che la compatibilità con il codice x86 è ormai un'ancora incagliata che non fa muovere più alcuna nave se non Intel stessa.
grng 26/01/2012 16:03
+11
Ma si sa che ibm è avanti 5 anni almeno rispetto alla concorrenza, intel compresa
Ormai i laboratori ibm contengono più segreti dell'area51
ToroXp 26/01/2012 16:04
+12
Le quote di Ibm non sono mai state molto grandi, se non addirittura inferiori ad AMd. Se non sbaglio erano al di sotto del 15%.

Di ben altra portata sono invece i brevetti e la ricerca che Ibm porta avanti giorno per giorno.

Amd dovrebbe fare una santa alleanza con Ibm, per cercare di uscire dalla sua situazione. Ma si sa che cavallo che perde non piace a nessuno.
morpheus89 26/01/2012 16:06
+1
nanotubi e/o grafene + bus ottici...mi dispiace per il silicio ma il futuro è questo
Oportet 26/01/2012 16:15
+3
IBM è sempre nettamente avanti a chiunque in fatto di ricerca.
Hexxen 26/01/2012 16:36
+1
se IBM è 5 anni avanti ad Intel allora AMD com'è messa?
PacK8) 26/01/2012 16:40
0

 Originariamente inviata da Il_Saggio

Ma IBM produce processori... questo significa che rimane una concorrente diretta, anche se sappiamo che la compatibilità con il codice x86 è ormai un'ancora incagliata che non fa muovere più alcuna nave se non Intel stessa.

Appunto dico.... IBM a conti fatti sembrerebbe l'unica tutt'ora che "potrebbe" realizzare una nuova architettura senza farsi troppi problemi,e per giunta con tecniche produttive che non temono rivali.
Se facevano ancora PC e note chissà.....

 Originariamente inviata da ToroXp

Le quote di Ibm non sono mai state molto grandi, se non addirittura inferiori ad AMd. Se non sbaglio erano al di sotto del 15%...

E' vero,ma è vero anche il fatto che negli anni IBM ha mostrato sempre più disinteresse su questo mercato prima dell'abbandono (è stato pur sempre un Brand "poco" consumer). Quindi direi più una condizione "voluta" che "indotta".
dazthamaz 26/01/2012 16:44
+9
ABBASSO I NANOMETRI!!
LeChuck 26/01/2012 17:31
+1

 Originariamente inviata da Il_Saggio

anche se sappiamo che la compatibilità con il codice x86 è ormai un'ancora incagliata che non fa muovere più alcuna nave se non Intel stessa.



Sante parole!!! Se la smettessero con una retrocompatibilità assurda al codice x86 e cominciassero a far vedere qualche registro in più, solo 64bit e una sfoltita atroce a tutte quelle istruzioni vetuste.....

Diamine con la potenza delle odierne CPU male che vada se a qualcuno serve, gli fai un bell'emulatore x86 e via.

Già il passaggio alle IA64 sarebbe auspicabile!
Sarei proprio curioso di sapere quanto "spreco" di risorse e transistor potremmo risparmiarci se si tagliasse via la retrocompatibilità a x86.
Ma non c'è un SW che possa fare da benchmark che sia scritto sia in x86 sia in IA64 ?? Quanto vorrei vedere cosa sono realmente in grado di fare queste CPU se liberate da quelle assurde ancore incagliate.
1/2 avanti   
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