
Replicare il funzionamento del cervello umano è oggetto di svariati esperimenti. Intel ha provato a raggiungere le capacità cerebrali di un calabrone usando i suoi processori. Gli scienziati dell'università di Manchester vogliono provare con i chip ARM un esperimento più ambizioso: ricreare almeno l'1 percento del cervello umano collegando fra loro una serie di chip al fine di generare un computer di massa, soprannominato SpiNNaker (Spiking Neural Network architecture).
SpiNNaker sfrutterà un milione di chip ARM e tenterà di replicare il funzionamento dei 100 miliardi di neuroni e delle 1.000 milioni di connessioni che vengono utilizzate dal cervello umano per collegare le cellule neurali. Il super computer genererà i modelli dei segnali elettrici emessi dai neuroni, mediante impulsi che avranno le fattezze di pacchetti di dati, facendo qualcosa di simile a quanto avviene con il trasferimento delle informazioni su Internet.
Si tenterà di ricreare l'1 percento delle capacità del cervello umano
Ciascun pacchetto (impulso) che verrà inviato ad altri neuroni sarà in realtà una semplice equazione che dovrà essere risolta in tempo reale dai processori ARM. I chip che verranno impiegati per l'esperimento sono stati progettati direttamente nell'università di Manchester e sono stati costruiti a Taiwan; ciascuno contiene 18 processori ARM.
Per avere un metro di paragone basti sapere che 18 CPU ARM sono in grado di fornire la potenza di calcolo di un personal computer occupando una frazione del suo spazio e consumando un solo watt di potenza.
Ora che i chip sono stati consegnati inizierà la costruzione del modello, che necessiterà di 18 mesi per l'implementazione, come ha svelato il professor Steve Furber, responsabile del progetto, che ha confermato di avere al momento "il modello di lavoro su scala più ridotta, che consente di svolgere i compiti di 50-60 mila neuroni. "
SpiNNaker sfrutterà un milione di chip ARM - Clicca per ingrandire
Secondo il professor Furber se l'esito dell'esperimento fosse positivo potrebbe fornire rivoluzionari strumenti di studio per i neuroscienziati e gli psicologi, al fine di comprendere meglio come funziona il nostro cervello: "aiuterà ad analizzare i livelli intermedi del cervello, che sono molto difficili da mettere a fuoco".
Non solo: Furber sostiene che il suo lavoro potrà anche aiutare a costruire sistemi di calcolo più affidabili, perché "al momento i produttori di chip sono legati ai transistor, che sono inaffidabili e di conseguenza rendono i computer suscettibili ai loro malfunzionamenti". "La biologia, invece, reagisce molto bene al malfunzionamento dei neuroni, cosa che accade regolarmente in tutti i cervelli, quindi prendendo esempio dai suoi meccanismi si potrebbero rendere i futuri chip più affidabili."
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Semplicemente un modello matematico non ancora scoperto. Non si puo' aver scoperto tutto, siamo ancora nel 2011!Originariamente inviata da Fall4
Ragioniamo e ci emozioniamo, noi sì, le macchine e i processori no.
Originariamente inviata da Fall4
1 milione di chip per l' 1% del nostro cervello?
Credo che chi o cosa ci abbia creato ci abbia dato il dono più immenso che potessimo ricevere.
Ragioniamo e ci emozioniamo, noi sì, le macchine e i processori no.
Trasformiamo gli strumenti in emozioni immense come nella musica, sappiamo amare, ma ci perdiamo per il denaro.
Siamo troppo complicati per poterci studiare da soli, siamo un mistero e lo saremo per sempre.

Originariamente inviata da Fall4
1 milione di chip per l' 1% del nostro cervello?
Credo che chi o cosa ci abbia creato ci abbia dato il dono più immenso che potessimo ricevere.
Ragioniamo e ci emozioniamo, noi sì, le macchine e i processori no.
Trasformiamo gli strumenti in emozioni immense come nella musica, sappiamo amare, ma ci perdiamo per il denaro.
Siamo troppo complicati per poterci studiare da soli, siamo un mistero e lo saremo per sempre.
Originariamente inviata da cigga33
ragioniamo e ci emozioniamo grazie a segnali elettrici...
non prenderlo come un miracolo: siamo esattamente come delle macchine, semplicemente siamo biologici, ne più ne meno.
Purtroppo però, non siamo durevoli come le macchine.
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