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Unbundling della fibra all'italiana: machiavellico

10:12 - 23 maggio 2011 di Dario d'Elia

AGCOM ha proposto un regolamento per l'unbundling della fibra che potrebbe fare felici gli operatori alternativi e Telecom Italia. Da una parte l'obbligo per l'incumbent di fornire un prodotto attivo bitstream di seconda generazione e dall'altra un unbundling à la carte, flessibile e modulabile.

L'unbundling della fibra ottica spaventa così tanto Telecom Italia che l'AGCOM è stata costretta a inventarsi una proposta alternativa da sottoporre all'Unione Europea. Pensare di replicare quel che avviene con il rame non sembra essere possibile, ecco quindi la redazione di un regolamento alternativo. Consultazione pubblica e Commissione Europea avranno in ogni caso l'ultima parola.

AGCOM

"La premessa da fare è proprio di tipo procedurale e cioè che la Commissione europea sarà arbitro della compatibilità comunitaria delle misure nazionali e quindi l'Agcom non intende assumersi più responsabilità di quelle che le competono. Detto in soldoni: Roma propone, Bruxelles dispone", ha dichiarato Stefano Mannoni, relatore del provvedimento insieme con Nicola D'Angelo, al Sole 24 Ore.

Gli operatori alternativi vorrebbero un'architettura point-to-point invece che la diffusa multi-point (Gpon), ma per l'incumbent i costi sarebbero troppo alti. "Dall'altro lato l'ex monopolista, che nel nome della libertà d'impresa avrebbe preteso di ridurre gli altri gestori a meri acquirenti della propria capacità trasmissiva o a costringerli a investimenti costosissimi per spingere la loro fibra fino agli edifici dei clienti (fiber to the building)", ha ricordato Mannoni.

"L'idea forza che ha ispirato la nostra proposta è stata una mediazione tra due istanze completamente irricevibili e non conciliabili".

La proposta AGCOM è di imporre a Telecom l'obbligo di fornire un prodotto attivo bitstream di seconda generazione, "in condizioni di piena replicabilità che lasciano notevole autonomia agli operatori concorrenti sulla configurazione delle offerte e senza obbligarli a investimenti infrastrutturali".
E poi "consentíre agli Olo (operatori alternativi, NdR) di prenotare un unbundling à la carte, flessibile e modulabile, che Telecom deve offrire mettendo a disposizione la fibra spenta e tutto ciò che serve per un accesso end-to-end".

Ovviamente è nel secondo punto che si concentra tutta la delicatezza della questione: Telecom proporrà tariffe adeguate?

Mannoni sostiene che l'AGCOM dovrà vigilare al riguardo. "Lo sforzo è stato quello di mediare tra le parti offrendo una proposta di qualità, ma se alla Commissione non dovesse piacere ci sarà la piena disponibilità a modificarla".

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Commenti

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1/2 avanti    
cioma2 23/05/2011 10:59
 
+33 
Ex monopolista? EX?
real.massimo 23/05/2011 11:00
 
+25 
Ma l'AGCOM non dovrebbe altresì favorire la concorrenza?
No perché negli ultimi anni mi pare abbia favorito "qualcuno", più che la concorrenza..
Sbabba 23/05/2011 11:01
 
+6 
Fatemi capire, in sostanza decide l'unione europea? Perchè in quel caso farei i salti di gioia, avremmo molte più speranze di vedere una rete costruita in maniera seria e con tutti i crismi, non fatta all'italiana insomma..
pulque 23/05/2011 11:06
 
+1 
Unbundling della fibra?...ma se non riescono a farlo decentemente nemmeno sui doppini di rame?...a casa mia arriva la 20mega di Alice mentre gli altri operatori sono bloccati su 7mega ed è impossibile avere i 20mega con Fastweb(con il quale sono abbonato).
Il risultato, dalle mie parti, è di fatto un monopolio: se vuoi i 20mega devi passare a Telecom.
NIB90 23/05/2011 11:14
 
+2 
L'unbundling della fibra ottica spaventa così tanto Telecom Italia che l'AGCOM è stata costretta a inventarsi una proposta alternativa da sottoporre all'Unione Europea.

Non c'era da aggiungere altro. La Telecom ha paura quindi le corre incontro la sua grande amica AGCOM. che schifo. L'infrastruttura deve essere pubblica, se va ai privati i risultati saranno gli stessi del rame con telecom che fa il bello e cattivo tempo sulle proposte di tutti gli operatori concorrenti.
vdv 23/05/2011 11:24
 
+12 
Nel mio mondo ideale la rete è di proprietà dello stato che poi la affitta a tutti i gestori.....ma capisco che poi devo aprire gli occhi e vedere questa schifosa situazione.
ale7700 23/05/2011 11:30
 
+3 
ex monopolista hahahahahahahah buona questaaaaaaaaa
densou 23/05/2011 11:35
 
cosa volete pretendere, abbiam pure il conflitto di interessi nel Gruppo FS (Trenitalia e RFI) ed pseudo-autorità tipo URSF a favorirlo, poi avendo Tajani nella commissione trasporti UE, il didietro dei soliti noti è ancor più parato nonostante le direttive di liberalizzazione
boxgabry 23/05/2011 11:37
 
+1 
AGCOM !?Altro carrozzone che crea stipendi e non serve a nulla se poi a dire l'ultima parola e' l'Unione Europea.
netdevil86 23/05/2011 12:24
 
si si certo per ora telecom sognati di dare queste velocità
http://www.speedtest.net/result/1308301837.png
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