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Uomo infettato da virus per PC, il futuro è oggi

07:26 - 27 maggio 2010 di Manolo De Agostini

Uno scienziato si è impiantato un chip RFID infetto nel braccio per dimostrare che i super-uomini del futuro saranno soggetti ai virus informatici. Il corpo umano diventerà una porta d'accesso per infettare altri sistemi.

Uno scienziato britannico, il dottor Mark Gasson, è diventato il primo uomo a essere stato infettato da un virus per computer. L'esperto di cibernetica dell'Università di Reading si è deliberatamente impiantato nella mano un chip RFID infettato da un virus per computer. L'atto sconsiderato (direbbero alcuni) è stato fatto per dimostrare come dispositivi bionici impiantabili sono suscettibili ai virus digitali.

Il chip RFID (identificazione a radio-frequenza) emette un segnale, permette all'uomo di accedere ad alcune parti del proprio laboratorio e interagire con il proprio cellulare. I chip RFID non sono una novità recente, c'è anche chi come il dottor Gasson se l'è fatto impiantare per aprire le porte elettroniche di casa.

Mark Gasson

Gasson e i suoi colleghi hanno mostrato quanto potrebbe essere pericoloso un virus creato ad hoc. "Hanno messo il virus nel chip RFID situato nel polso del dottore e Gasson è andato al suo laboratorio - quando i  computer del laboratorio hanno letto il codice, il virus si è intrufolato nel database ha iniziato a replicarsi. È stato capace di replicarsi anche sulle carte magnetiche usate per accedere al laboratorio dai colleghi di Gasson", scrive PCWorld.

Insomma, i virus possono passare via wireless da dispositivi impiantati nell'uomo ai computer con cui interagiscono. Con un virus ben congeniato, qualcuno potrebbe entrare in aree ad accesso riservato in men che non si dica. Non si tratta della prima volta che vengono messe in mostra le vulnerabilità del sistema RFID, ma è la prima volta che un chip RFID infetto viene inserito nel corpo umano (...almeno la prima occasione pubblica).

Il virus non ha recato problemi alla salute fisica del dottore, ma se pensiamo ad altri impianti come i pacemaker e impianti cocleari, non c'è da star tranquilli. Inoltre bisogna pensare a un futuro in cui anche gli esseri umani sani avranno impianti per migliorare capacità o semplificare alcune azioni. Tra diversi anni le persone conterranno in chip sottocutanei informazioni personali che oggi portiamo con noi nei documenti cartacei.

"Un attacco denial of service a un pacemaker, se questa cosa fosse possibile, sarebbe certamente molto dannoso", ha affermato Mark Gasson. Suggeriamo a Symantec, Kaspersky e ad altre aziende di tenere d'occhio il settore, probabilmente servirà un antivirus.

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Commenti

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1/4 avanti    
Castellanza 27/05/2010 07:43
 
"...Suggeriamo a Symantec, Kaspersky e ad altre aziende di tenere d'occhio il settore, probabilmente servirà un antivirus.

Il mio pacemaker è di Apple, non prende virus, in compenso se ci istallo flash mi vengono le convulsioni
BlackF1re 27/05/2010 07:50
 
Se poi installi le Norton Utilities nel Pacemaker, e questo va in crash, sei fregato......
NEON_GENESIS 27/05/2010 07:52
 
Brutta storia questa, ma c'era da aspettarselo, ogni dispositivo dotato di memoria è un potenziale pericolo per la sicurezza.
GiulianoPhoto 27/05/2010 07:53
 
con tutto il rispetto...che boiata di articolo!!!

@castellanza

ahahahahahaha
hugeandy71 27/05/2010 07:56
 
sono cose che non capirò mai
il chip ha la funzione di identificare il portatore, ogni altra funzione dovrebbe essergli preclusa, un po' come se mettessi una guardia alla porta che chiede la parola d'ordine, solo quello deve fare, oltra ad aprire a chi la conosce, se si mette a fare conversazione e a spargere informazioni non sta facendo il suo lavoro, è così difficile programmare bene una macchina? non è mica una persona
not_fake 27/05/2010 08:38
 
che c*****a giornalistica
Tsaeb 27/05/2010 08:49
 
Mi sembra una idiozia, passi le carte di credito e altre cose, ma che utilità avrebbe un pacemaker connesso in rete? Se proprio deve avere un qualche tipo di interfaccia dati lasciatela via cavo così l'unico modo per violarlo è infilarti un cavo nel petto....
Bog-Boss 27/05/2010 08:57
 

 Originariamente inviata da Tsaeb

Mi sembra una idiozia, passi le carte di credito e altre cose, ma che utilità avrebbe un pacemaker connesso in rete? Se proprio deve avere un qualche tipo di interfaccia dati lasciatela via cavo così l'unico modo per violarlo è infilarti un cavo nel petto....



nel petto? sei sicuro? per me trovano una via + comoda
MaZzA 27/05/2010 09:11
 
che cagata...
TheThane 27/05/2010 09:14
 

 Originariamente inviata da hugeandy71

sono cose che non capirò mai
il chip ha la funzione di identificare il portatore, ogni altra funzione dovrebbe essergli preclusa, un po' come se mettessi una guardia alla porta che chiede la parola d'ordine, solo quello deve fare, oltra ad aprire a chi la conosce, se si mette a fare conversazione e a spargere informazioni non sta facendo il suo lavoro, è così difficile programmare bene una macchina? non è mica una persona



Infatti lo scopo è di fare eseguire qualcosa per cui quel programma / funzione non è stato programmato. Questo apre infiniti orizzonti per bucare/violare/danneggiare/carpire informazioni su un sistema informatico. Il problema è proprio che in informatica non puoi prevedere tutto nemmeno con blocchi di controllo. Sicuramente si possono raggiungere livelli di sicurezza altissimi, ma mai inviolabili al 100%.
1/4 avanti    
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  Categoria: Nuove Tecnologie