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Videogiochi: la Croce Rossa vuole il rispetto dei Diritti Umani

10:10 - 5 dicembre 2011 di Valerio Porcu

I dirigenti della Croce Rossa si stanno interrogando sui videogiochi, e sul fatto che nelle simulazioni belliche sono del tutto assenti la convenzione di Ginevra e il rispetto dei diritti umani in generale. Non è chiaro se questo possa rappresentare un problema formativo per i giocatori più giovani.

Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) in una delle ultime riunioni si è occupato anche di videogiochi, e in particolare si sta chiedendo se nelle simulazioni belliche non si dovrebbe prendere in considerazione il rispetto della Convenzione di Ginevra e di quella de L'Aia.

Non sono ancora note le decisioni del Comitato, ma il mondo dei videogiochi è già in subbuglio perché la Croce Rossa potrebbe decidere di esercitare la propria influenza per spingere i governi del mondo a creare leggi ad hoc per rendere obbligatorio il rispetto dei Diritti Umani. Un vincolo che potrebbe anche non piacere ai produttori.

Immagine tratta da un gioco di prossima uscita

"Il Movimento lavora vigorosamente per promuovere norme umanitarie in tutto il mondo, ma c'è anche un pubblico di circa 600 milioni di giocatori che potrebbero violare le leggi umanitarie internazionali (IHL)". Gli esperti della Croce Rossa partono dal presupposto che "non è chiaro come i videogiochi influenzino le persone", e anche per questo è giusto interrogarsi su cosa sia giusto fare.

In verità è dal 2007 che si parla dell'argomento. Fino a ora se n'è occupata attivamente l'associazione svizzera TRIAL, che ha stilato diversi rapporti a riguardo, come vi abbiamo raccontato anche su queste pagine un paio di anni fa.

Dalle osservazioni è emerso più volte che la tortura o l'omicidio deliberato di nemici disarmati sono all'ordine del giorno, e chiunque abbia giocato a Call of Duty  o Battlefield sa che è così. "Civili od obiettivi protetti come chiese o moschee si possono attaccare impunemente, nelle scene d'interrogatorio si può ricorrere alla tortura, degradare o minacciare il prigioniero in modo inumano, senza ricevere sanzioni, e non mancano le esecuzioni sommarie", si legge nei rapporti del TRIAL. 

In passato ci sono già state alcune polemiche. Modern Warfare 2 per esempio era stato vietato in Russia, ufficialmente perché si poteva fare una carneficina di civili nel livello dell'aeroporto - in quel caso forse si trattava più di una questione d'immagine nazionale.

Per correre ai ripari, in alcuni giochi il giocatore potrebbe vedersi svantaggiato se colpisce dei civili, per esempio. In diversi titoli succede, e potrebbe essere una dimostrazione non solo che applicare le regole è possibile, ma anche che tecnicamente i progettisti non dovrebbero avere difficoltà.

Se la Croce Rossa dovesse dichiararsi ufficialmente in favore di una piena applicazione dei Diritti Umani nei videogiochi, comunque, sarà proprio la creatività dei progettisti il terreno di scontro. "Noi sosteniamo con convinzione i diritti degli sviluppatori e la loro libertà creativa, nel conseguimento della loro visione artistica", ha detto infatti Rich Taylor, che rappresenta l'associazione dei produttori di software per l'intrattenimento.

Battlefield 3
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Sarebbe possibile scegliere di "fare il cattivo" in un gioco se queste regole fossero forzatamente applicate? E chi decide di giocare come "buono" si divertirebbe comunque? Leggendo i commenti sui vari siti specializzati si può scoprire l'opinione dei giocatori, che è naturalmente variegata: alcuni pensano che l'inserimento di queste regole renderebbe i giochi migliori perché più realistici, altri non ci vedono né un male né un bene, e altri ancora ritengono che i giochi non sarebbero altrettanto divertenti, perché "gioco per sparare a tutto e rilassarmi". Voi su che barca state?

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Commenti

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1/6 avanti    
Gariod 05/12/2011 10:25
 
+1 
:pokerface:
Tsaeb 05/12/2011 10:26
 
+58 
ma perchè sempre i videogiochi? Allora facciamo rispettare i diritti umani anche in film, musica, teatro, fumetti ecc...

Sfiorano il ridicolo dai... sono opere di fantasia.
Bivvoz 05/12/2011 10:29
 
+2 
Pensare alle cose veramente importanti?

Veramente il livello di ipocrisia e falso perbenismo sta toccando livelli ridicoli.
Il mondo ormai è pieno di associazioni che rompono le scatole agli altri riempiendosi la bocca di diritti e altre cose simili senza manco sapere di cosa parlano.

Pensassero a farla rispettare nel mondo reale la convenzione di Ginevra che è ben più importante!
oniac 05/12/2011 10:30
 
+4 
Ok, dai, ora mi aspetto un intervento di telefono azzurro contro la favola di Hansel e Gretel...
mrahua 05/12/2011 10:31
 
+17 
Non hanno altro a cui pensare? Quando gioco a Battlefield 3 e sono dietro a un FESSO che sta camperando devo MORALMENTE E FISICAMENTE DARGLI UNA COLTELLATA IN GAME!!!
kirkete 05/12/2011 10:32
 
+44 
ma pensassero alla realtà invece che alla morale di un'opera di fantasia. quando gli usa nel 2003 in iraq (e chissà quante altre volte non documentate) hanno usato le bombe al fosforo contro i civili, VIETATE dalle citate Convenzioni, veri e propri crimini contro l'umanità, loro dove erano? a difendere i cittadini di age of empires?
lughi 05/12/2011 10:34
 
+1 

 Originariamente inviata da Tsaeb

ma perchè sempre i videogiochi? Allora facciamo rispettare i diritti umani anche in film, musica, teatro, fumetti ecc...

Sfiorano il ridicolo dai... sono opere di fantasia.


A noi a scuola ci avevano fatto vedere "salò o le 120 giornate di sodoma", non potevi neanche dormire perché dopo la prof. interrogava.
demon77 05/12/2011 10:38
 
+2 
Solito discorso già visto mille volte e solite (GIUSTE) polemiche.

Ora: o si decide sin dal principio che ciò che è di fantasia RESTA DI FANTASIA e quindi libero da logiche reali.. e mi pare scontato che sia così; Oppure applichiamo tutte le regole REALI alla fantasia ed eliminamo praticamente tutti i film e giochi che parlano di guerra.

Ste sparate non hanno alcun senso.
The.Zeion 05/12/2011 10:42
 
+1 
se nel prossimo cod vedo un'ambulanza della croce rossa mi armerò di lanciamissili, non perchè il videogioco mi ha reso insensibile e violento, ma perchè la croce rossa dovrebbe avere altro a cui pensare. Quanti soldi sono stati spesi per difendere i diritti "umani" di pezzi di software che di umano non hanno niente? Credono che il bimbomin..ia di Bel Air, dopo aver accoltellato i nemici in battlefield esca a torturare gli amichetti o che il bibmo afgano non abbia nient'altro che influenza la sua visione del mondo (tipo la guerra VERA fuori dalla porta)?
Mafatemiilpiacere va
fabioloro 05/12/2011 10:45
 
+1 
giusto!!! chi difende i diritti dei poveri mostri di dungeon defenders... non credo che le trappole usare siano accettate nelle convenzioni...

ah!!! errore mio: si parla di diritti dell'uomo, quindi troll, goblin, politici e simili sono esclusi...
1/6 avanti    
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