Uno studio di un centinaio di pagine pubblicato nel Regno Unito analizza l'influenza della violenza nei videogiochi sui giocatori.
Secondo la relazione, consultabile a quest'indirizzo e comandata dalla British Board of Classification, l'interattività dei videogame permette ai giocatori di prendere una certa distanza dalla violenza di cui sono testimoni e dunque di non riprodurne i comportamenti; non bisogna confondere il gioco con la realtà, insomma, considerato che le persone interrogate sono più propense al ruolo di spettatore passivo dinanzi alla televisione o ai film.

Un gioco "splatter" all'ennesima potenza....ricordate?
Questa distanza resta tuttavia meno sensibile in materia di vocabolario: il linguaggio non sempre pulito dei protagonisti si riscontra così molto spesso nella bocca dei giocatori. Alla luce di questi risultati, e di alcuni altri dettagliati nello studio, l'autorità intende rivedere nei prossimi mesi la sua classificazione in materia di videogiochi.
In collaborazione con ConsoleNetwork.com
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Commenti dei lettori (14)
PS, quanti ricordi con quell'immagine di Carmageddon!
mi ricordo la marcia che fecero i TG contro cotanta violenza sanguinolenta e pixellosa :P
no dai siamo seri questa frase non ha ne' capo ne' coda. Davanti la tv che si può fare oltre lo spettatore passivo? Devo mettermi a saltare sul divano?
verissimo, ma ho la sensazione che sarebbe un po' meglio non suggerire queste cose ai pazzi. Cioè se uno svitato si sente una nullità e il vg suggerisce l'idea che il vincente, quello che rimane nella storia (o nei top scorer) è quello che ne ammazza di più beh forse le probabilità di strage aumentano. Cioè a me risultava che tempo fa uno svitato si dedicava ad uccidere i suoi conoscenti non chiunque passi per strada. Una pistola, non 4-5 una preparazione lunga e meticolosa, tanti "divertenti trucchi" imparati dalla consolle e munizioni praticamente infinita. Un invasato tempo fa ha ucciso John Lennon per assecondare le sue turbe per essere qualcuno. Adesso la posta diventa purtroppo battere il record del coreano.
Questo è un effetto di amplificazione della società dei videogiochi. e francamente non li sottovaluterei.
Nell'appartamento al campus dello studente coreano non è stato trovato nemmeno un videogioco, in più il suo compagno di stanza non lo ha mai visto giocare con videogiochi... (http://www.action.joystiq.com/2007/04/19/no-video-games-found-in-vt-shooters-dorm/)
Inoltre, tra le frasi deliranti presenti nel filmato inviato alla CBS, non menzionava la volontà di battere alcun record...
Cho era un malato mentale grave che ha potuto acquistare (legalmente) un paio di pistole e relative munizioni...
HEHE, SORRY......WRRRROOOOOOMM....SPLAT
Che bei ricordi ^_^
Così, giusto per dirne una...
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