Vodafone Angel è un nuovo servizio di assistenza e soccorso per le donne vittime di violenza. È stato presentato martedì a Roma, presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati. Da rilevare che il suo sviluppo ha visto il coinvolgimento non solo della Fondazione Vodafone Italia ma anche della Polizia di Stato.
Vodafone Angel, grazie all’attivazione di un sistema di geo-localizzazione, di ascolto ambientale e di registrazione, consente "di contattare il centro antiviolenza, che in caso di pericolo allerta tempestivamente le forze dell’ordine, fornendo tutte le informazioni necessarie per intervenire".
Il progetto passa dalla fase di test romana alla completa copertura del territorio nazionale, "con una potenziale diffusione di circa 2.000 casi in Italia, sulla base dei risultati del progetto pilota", come riporta il comunicato ufficiale. La sperimentazione, in collaborazione con la Questura di Roma, è stata condotta su un campione di 33 donne vittime di violenza. Il coordinamento sociale è a cura di Fondazione Pangea, mentre il centro anti-violenza è gestito dalla Associazione Differenza Donna.

Angel che veglia sulle donne
Il 30% delle donne coinvolte nella fase di sperimentazione ha tra i 30 e i 40 anni, il 27,3% ha tra i 40 e i 50 anni e le restanti si dividono tra i 20-30 (15,2%), 50-60 (15,2%) e over 60 (12,1%).
Sotto il profilo statistico bisogna ricordare che la maggior parte dei comportamenti persecutori è opera di partner o ex-partner, a conferma del fatto che la violenza sulle donne avviene quasi sempre all’interno della famiglia.
Vodafone Angel funziona in dettaglio come un comune cellulare. Tenendo premuto un pulsante per pochi secondi si attiva però il collegamento immediato con il centro antiviolenza. "Il dispositivo entra in modalità di ascolto ambientale (per garantire supporto alla donna anche nel caso in cui non fosse in grado di parlare al telefono) e si attiva la registrazione (utile come eventuale materiale probatorio)", specifica il comunicato.
La piattaforma consente di classificare la chiamata come proveniente da un telefono Vodafone Angel e identificare immediatamente la vittima. Dopodiché vengono fornite le coordinate della posizione della vittima tramite il sistema GPS, costantemente aggiornate in funzione degli spostamenti della vittima. In caso di emergenza l’allarme viene inoltrato alle forze dell’ordine per il pronto intervento.

Commenti dei lettori (24)
Perplesso anche se l'iniziativa è lodevole.
Il mio GPS prende bene e veloce (iPhone4 e Lumia800).
Poi se hai il WiFi accesso migliora ulteriormente.
In presenza di un reato (immagino violenza privata) il diritto alla privacy decade quindi il giudice, semmai, vaglierà la registrazione come prova.
Io sapevo che se a registrare è uno dei presenti diventa legale, sempre che non pubblichi la conversazione al mondo. Poi non so, non sono un addetto ai lavori
E questa la chiamate libertà ed evoluzione?
Mamma mia... Basterebbe fare delle leggi e farle rispettare e non arrivare a proporre cose di questo tipo che, per quanto comprensibili, ledono la libertà e sono un insulto alla civilizzazione.
Se può aiutare ben venga. Ma mi vergogno per la direzione in cui si sta andando.
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