
Aaron Barr, CEO di HBGary Federal, è stato vittima di un attacco da parte di Anonymous, che ha violato il suo account Twitter, penetrato le difese della rete aziendale e pubblicato online circa 50mila mail della società, oltre a indirizzo, numero di telefono e di assistenza sanitaria del malcapitato.
Perché Barr avrebbe scatenato l'ira del collettivo di hacker più famoso al mondo? Nel corso di un'intervista con il Financial Times, l'amministratore delegato di HBGary Federal (un'azienda che si occupa di sicurezza informatica) ha dichiarato che avrebbe pubblicato e consegnato all'FBI i dati dei leader di Anonymous, nel corso di una conferenza in programma settimana prossima a San Francisco.
Aaron Barr, l'amministratore delegato di HBGary Federal che ha subito gli attacchi di Anonymous
Ovviamente, la risposta del collettivo di hacker ha colpito in fretta, e così dopo essersi infiltrati nella rete aziendale, aver recuperato i dati di Barr (oltre a qualche decina di migliaia di mail) ed aver cancellato le copie di backup, ha espresso le proprie motivazioni in un comunicato stampa.
"La ricerca di HBGary Federal è inaccurata, e non fornisce nessuna prova incriminante contro le persone nominate al suo interno. (…) La mancanza di qualità nei dati raccolti ne annulla l'utilità. Barr ha dimenticato d'inserire una grande quantità d'informazioni disponibili online, infatti ha perfino fallito nell'identificare i dati di persone che non avevano nessuna intenzione di nascondersi, come il Blogger di DailyKos Barrett Brown e l'amministratore di Anonnews.org (il sito dove è apparso il comunicato). Identità facilmente rintracciabili con una ricerca di qualche minuto su Google".
Anonymous prosegue dicendo di non essere né un gruppo né un'organizzazione, di essere soltanto un'idea senza leader.
Non contenti gli hacker hanno defacciato anche l'home page del sito aziendale, come potete vedere nell'immagine sottostante, sostituendolo con altre dichiarazioni contro HBGary Federal. In questo secondo comunicato Anonymous dichiara di voler impedire la vendita di questi dati "falsati" e senza valore legale all'FBI, consegnandoli gratuitamente.
L'home page del sito di HBGary defacciata dagli hacker di Anonymous - Clicca per ingrandire
Il succo del discorso è che nessuno si deve arricchire e farsi pubblicità alle spalle di Anonymous. "Ti sei infilato ciecamente nell'alveare di Anonymous, un alveare dal quale hai provato a rubare il miele. Pensavi che le api non l'avrebbero difeso? Bene, eccoci qua. Hai fatto arrabbiare l'alveare, e ora stai per essere punto".
Ovviamente per far risaltare al massimo l'accaduto, gli hacker hanno preso possesso anche dell'account Twitter di Barr e hanno pubblicato i dati privati come indirizzo, numero di telefono ma anche il numero di assistenza sanitaria, sul social network. Successivamente, è comparso un nuovo messaggio dove si leggeva che gli hacker avrebbero restituito l'account entro un'ora, se il titolare avesse ammesso la sconfitta.
Dopo un'ora un altro messaggio volto a celebrare la forza di Anonymous. "Distruggeremo tutti quelli che meriteranno di essere distrutti". Un altro Tweet, scomparso dopo pochi minuti, ha avvisato Baar che da lì a breve il suo account sarebbe tornato in suo possesso, ma ricordandogli che Anonymous avrebbe vegliato sul suo operato.
Anonymous continuerà a controllare l'operato di Aaron Baar e di HBGary Federal
Raggiunto telefonicamente subito dopo la vicenda, Barr ha ammesso a un portavoce di HBGary di aver avuto problemi con Anonymous. "Al momento sto cercando di assicurarmi di non perdere i miei soldi, e cose del genere", la prima dichiarazione dell'interessato. Successivamente, un post su Twitter ha confermato l'attacco degli hacker. "Ok, Anonymous mi ha giocato un brutto tiro. Probabilmente ci vorrà un po' di tempo per mettere insieme tutti i pezzi".
Sembrerebbe che anche gli esperti di sicurezza possano avere problemi di sicurezza.
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