Western Digital ha iniziato lo sviluppo di hard disk ibridi, ma non è chiaro quando vedremo i frutti di questo lavoro. Si tratta di prodotti dotati sia di piatti magnetici che di memoria NAND Flash, usata per velocizzare le operazioni più comuni, che abbiamo già visto in passato con Seagate e la sua linea più recente Momentus XT.
L'annuncio conferma ciò che tutti si aspettavano dopo l'acquisizione di Hitachi GST, che ha molta esperienza con la memoria Flash e gli SSD. "Continuiamo l'investimento strategico in aree in crescita come SSD, hard disk ibridi e dispositivi digitali per la casa", ha dichiarato l'amministratore delegato John Coyne.
Lo scorso anno l'azienda ha iniziato a valutare la fattibilità di soluzioni ibride, a suo dire più indicate per il mercato dei PC consumer. Il ragionamento dell'azienda è figlio del rapporto costi-benefici. Gli SSD non hanno ancora raggiunto un prezzo tale da consentire ai produttori di offrire capacità di diversi terabyte a prezzi abbordabili, come avviene nel settore degli hard disk.

Per questo, la rivale Seagate per prima, ha abbinato le due tecnologie cercando di far emergere i benefici velocistici della memoria NAND e offrire al tempo stesso una maggiore capacità di hard disk, il tutto a prezzi contenuti. L'incremento velocistico si nota in particolare durante l'avvio di Windows e quando si aprono applicazioni usate con maggior frequenza, a patto però che l'hard disk - tramite un software - impari a capire le vostre abitudini.
Gli hard disk ibridi nascono inoltre come mossa difensiva nei confronti degli SSD, che sempre più stanno entrando nei computer degli appassionati e dei consumatori comuni. I vantaggi sono indubbi, l'unica pecca rimane il costo per capacità, ma di generazione in generazione questo dato scende e la migliore soluzione per molti oggi è quella di dotarsi non di un hard disk ibrido, bensì di una configurazione ibrida, con un hard disk deputato allo stoccaggio di grandi file e l'SSD come unità per OS e applicazioni comuni.

Commenti dei lettori (21)
gli ibridi hanno senso nei portatili e negli ultrabook
altri supportano la sostituzione dell'unità ottica con un hard disk secondario.
sarebbe una decisione molto sbagliata, il mercato dei ssd è pieno di concorrenti anche troppi e loro sono troppo forti per mollare un mercato molto piu sicuro e redditizio come quello dei dischi standard dove i competitor rimasti sono molto pochi. Quindi meglio iniziare ad affaciarsi al mercato ssd ma mantenere stretto il mercato parallelo dei dischi convenzionali che comunque saranno utilizzati ancora per generazioni e generazioni, la capacità di un disco standard non sara mai raggiunta a parità di prezzo da dischi ssd se non in una futuro molto molto lontano e non sicuramente sfruttando la tecnologia attuale della NAND.
Con uno di questi:
http://www.ebay.it/itm/Sata-Hard-Drive-Bay-Adapter-Hdd-Laptop-Notebook-Computer-2-5-Disk-Cd-Dvd-Drive-/180811287422?pt=PCC_Drives_Storage_Internal&hash=item2a19314b7e
Lo spazio c'e', non ci sono problemi ne di alimentazione ne di punti SATA, sul fisso poi ci metti di tutto e se non vuoi rendere schegge anche i giochi, sui 64 GB che ti danno di solito ci sta' tutto quello che serve.
Ma sui portatili la cosa cambia...sono in pochi ad avere 2 comparti per HD /SSD e comunque sia installarli costa, penso ad alcuni HP che mancano di slitta e di ADATTATORE PROPRIETARIO che in totale fanno oltre 80 euro di spesa.
Li andrebbero bene gli ibridi ma non come quelli SAMSUNG...che sono ridicoli, almeno un 32Gb unito al sempre valido tera meccanico.
Ad un prezzo tale da non farti venire la voglia di prendere il solito 64Gb SSD e metterci un esterno usb3 da 1 Tb pagandolo 80 euro.
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