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Wikileaks e Twitter, alleati pericolosi per gli USA

11:12 - 10 gennaio 2011 di Pino Bruno

Una corte federale statunitense ha ordinato a Twitter di consegnare la corrispondenza privata di alcuni utenti, membri e collaboratori (o ex) di Wikileaks. Forse anche Google e Facebook nel mirino dei giudici.

Wikileaks ancora nel mirino, negli Stati Uniti del democratico Barack Obama. Questa volta sono le pressioni su Twitter (e forse anche su Facebook Google) per consegnare dati personali e messaggi privati dei collaboratori di Julian Assange a indignare la Rete.

I fatti: una corte federale della Virginia ha ordinato a Twitter di rimettere al Dipartimento di Giustizia statunitense tutta la corrispondenza privata transitata sul social network.  La consegna è stata notificata da Twitter agli utenti interessati. Tra loro c'è anche la parlamentare islandese Birgitta Jonsdottir, già collaboratrice di Assange, che però ha annunciato l'intenzione di opporsi.

Twitter nel mirino dei giudici statunitensi

"Il governo americano vuole sapere tutto sui miei tweet e su altri dati dal 1 novembre del 2009 in poi. Si rendono conto che sono un membro del Parlamento islandese?", è stata la denuncia della Jonsdottir, che ha scaricato la sua indignazione proprio su Twitter.

L'ingiunzione – che inizialmente doveva restare segreta ma poi, con l'autorizzazione della corte, è stata comunicata da Twitter ai suoi utenti – è stata pubblicata integralmente dal sito americano Salon.com. È datata 14 dicembre ed è firmata dal giudice federale della corte della Virginia Theresa Buchanan.

Nell'ordinanza si sottolinea come "ci siano fondati motivi per credere che i dati richiesti siano rilevanti per un'inchiesta criminale in corso". Twitter – è l'ordine della corte – deve consegnare quindi qualsiasi informazione, incluso l'indirizzo Ip dei computer coinvolti, relativa ad alcuni membri o ex membri dello staff di Wikileaks. E nel mirino della giustizia americana ci sono, oltre ad Assange e Manning, il programmatore statunitense Jacob Appelbaum, l'hacker olandese Rop Gonggrijp e la parlamentare Birgitta Jonsdottir.

Anche Google e Facebook potrebbero aver ricevuto ingiunzioni dai giudici

Wikileaks ha chiesto ad altri due colossi americani del web, Google e Facebook, di rivelare il contenuto di ogni ingiunzione che abbiano ricevuto da Washington. "Oggi è stata confermata l'esistenza di un'indagine di spionaggio da parte di un Gran Giurì segreto degli Stati Uniti, dice Wikileaks. Assange ha paragonato l'ingiunzione "a una violenza" e ha sottolineato che "se l'Iran tentasse coercitivamente di ottenere informazioni da giornalisti e attivisti stranieri, i movimenti per i diritti umani di tutto il mondo si pronuncerebbero".

In un'intervista al giornale francese Le Point, Birgitta Jonsdottir ha annunciato battaglia. "Non ho intenzione di fornire i miei dati", ha affermato la parlamentare, che ha dieci giorni per appellarsi contro l'ingiunzione. "Ho già parlato del caso con il ministro della Giustizia islandese", ha assicurato, dicendosi scandalizzata per i metodi adottati dalla giustizia americana, poco rispettosi delle libertà individuali.

Good night and good luck, un film sul delirio maccartista - Clicca per ingrandire

Se è vero che negli Stati Uniti è al lavoro un Gran Giurì segreto, per imbastire nei confronti di Wikileaks un'accusa di cospirazione, sarebbe il caso di prestare attenzione alle parole di Robert Meeropol.

Il figlio minore dei coniugi Julius ed Ethel Rosenberg, messi a morte nel 1953, in pieno delirio maccartista, per "cospirazione a fini di spionaggio'', dice che "appare chiaro perché il governo vorrebbe accusare Assange di cospirazione. Non solo lui, ma chiunque sia stato coinvolto nella comunità di WikiLeaks potrebbe essere pescato in una grossa retata. Proprio come nel caso dei miei genitori, gli inquirenti potrebbero cercare di convincere qualcuno dell'organizzazione a denunciare gli altri, in cambio di qualche trattamento di favore. Questa tattica del divide et impera potrebbe mettere gli uni contro gli altri, seminando la sfiducia in tutto il resto della comunità e intimidire tutti convincendoli a stare buoni".

ringraziamo Pino Bruno per la collaborazione

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Commenti

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1/2 avanti    
MDR85 10/01/2011 11:22
 
+23 
WikiLeaks ci piaceva così tanto, a noi occidentali, quando rivelava i segreti di Pulcinella della Cina e dei vari Paesi che non ci piacciono per partito preso.
Ora che fanno lo stesso con il Paese esportatore di "democrazia" N° 1 al mondo, son diventati criminali che oltretutto non rivelano niente di ché... segreti di Pulcinella, appunto. Ma ora son terroristi.
Eeeh...
spank91 10/01/2011 11:30
 
+1 
Eh si che strano vero?!
NIB90 10/01/2011 11:41
 
+5 
Guai a toccare le lobby che controllano il potere negli USA!
gioboni 10/01/2011 11:47
 
+3 
occavolo! adesso probabilemte anche voi della redazione riceverete la richiesta di fornire tutti i dati su chiunque abbia scritto qualche commento alle news su Wikileaks! (oh no... mi sono appena condannato!)

scherzi a parte è davvero sporco il polverone che stanno sollevando gli stati uniti per questa faccenda, soprattutto perchè con il potere che hanno sono particolarmente influenti sugli altri stati!
esempio stupido: qualche settimana fa mentre pranzavo con i miei genitori che guardavano un noto telegiornale nazionale vengono date notizie su Assage che davvero dipingevano come un "pericoloso hacker anarchico" (non sto scherzando): e ovviamente tutti coloro che non seguono le vicende su internet (come i miei) magari prendono quelle notizie come verità.
key2710 10/01/2011 12:12
 
+4 
La cosa "triste" è leggere i commenti scritti dagli americani stessi in un editoriale publicato su "wired" dove il direttore di testata si dice concorde con Assange e colpevolizza gli USA.

Per il popolo americano Assange è effettivamente un criminale di guerra.
Chevette 10/01/2011 12:20
 
Episodi come questi dovrebbero far riflettere. A chi affidate i Vostri dati? Corporazioni a cui basta una telefonata del secondino di turno per aprirvi la posta, fiutare nella vostra agenda ed estrapolare frasi dai vostri allegati.

Consiglio di prendere coscienza su queste cose. In Italia abbiamo un collettivo stracazzuto, si chiama Autistici/Inventati e offrono tutto quello che LORO (google, yahoo, facebook, twitter etc.) non potranno mai dare: Anonimato contro gli abusi del potere.
Dikto 10/01/2011 12:32
 
+2 

 Originariamente inviata da Chevette

Episodi come questi dovrebbero far riflettere. A chi affidate i Vostri dati? Corporazioni a cui basta una telefonata del secondino di turno per aprirvi la posta, fiutare nella vostra agenda ed estrapolare frasi dai vostri allegati.



Esatto !!!

Questa è la morale della storia.
CLOUD COMPUTING, FACCIABUCO, ecc.

"Ma chi se ne frega di dare i miei dati a questo o quello..."

Infatti, appunto. Chi se ne frega !
@ndre1 10/01/2011 13:00
 
-1 
Il Cloud è il controllo totale.., non si scappa!! Sta arrivando "schiavitù" in formato digitale.

Poi quello che riguarda Wikileaks è ancora tutto da scoprire.. Sono molto curioso di sapere che sta dietro a Julian Assage.. Per me qualche politico, che in futuro sfrutterà wikileaks a suo favore, per varie manovre politiche ed economiche.
PS. Alla fine della fiera tutte le info likati da da wikileaks si sapevano di già..
degac 10/01/2011 13:11
 
-1 
...i pizzini, i pizzini, i pizzini!
Tanto tecnlogici quanto fessi... non si deve lasciar traccia quando si fanno certe cose...
nethuns 10/01/2011 14:02
 
-1 

 Originariamente inviata da @ndre1

Il Cloud è il controllo totale.., non si scappa!! Sta arrivando "schiavitù" in formato digitale.

Poi quello che riguarda Wikileaks è ancora tutto da scoprire.. Sono molto curioso di sapere che sta dietro a Julian Assage.. Per me qualche politico, che in futuro sfrutterà wikileaks a suo favore, per varie manovre politiche ed economiche.
PS. Alla fine della fiera tutte le info likati da da wikileaks si sapevano di già..

il cloud? guarda che prima del cloud ci sono le email e i vari social network che sono anche piu pericolosi, il cloud computing è solo una piccola cosa in confornto alle mail che ognuno usa e che sono molto piu personali e si trovano su server di cui non puoi fare a meno a differenza del cloud.
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