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XML vulnerabile, transazioni a rischio. Urge la pezza

08:29 - 24 ottobre 2011 di Valerio Porcu

Una squadra di ricercatori tedeschi ha trovato il modo di violare la crittografia dei documenti XML. Con il loro metodo si possono mettere a rischio molte transazioni delicate, come quelle dei pagamenti online. Ora il W3C dovrà intervenire per modificare lo standard.

Due ricercatori tedeschi hanno scoperto il modo di violare la sicurezza dei documenti XML. Questo formato è praticamente lo standard per i servizi di connessione Web tra server, come per esempio quelli che si attivano quando si compra qualcosa online con una carta di credito - quando il server del negozio comunica con quello dell'istituto che ha emesso la carta.

Secondo Juraj Somorovsky e Tibor Jajer, dell'Università della Rhur di Bochum, la crittografia applicata a questo tipo di comunicazione è piuttosto debole. "Siamo riusciti a decifrare i dati spedendo ai server pacchetti modificati, e raccogliendo informazioni dai messaggi di errore", hanno spiegato i ricercatori in un documento presentato in occasione di una conferenza a San Diego, dove hanno anche eseguito una dimostrazione su delle versioni più comuni della crittografia XML - che è uno standard del consorzio W3C.

Rappresentazione schematica della comunicazione sicura tra server

Ed è proprio quest'ultimo aspetto a rendere particolarmente delicato il problema. Trattandosi di uno standard del consorzio che regola il World Wide Web infatti questa crittografia è la più diffusa al mondo, e per di più una sua modifica richiede un'approvazione da parte del consorzio stesso. Un'operazione che non è mai molto veloce, anche se è lecito sperare che ci voglia meno tempo rispetto allo sviluppo dello standard HTML5.  

"Tutti questi algoritmi (AES, DES) sono vulnerabili agli attacchi perché usano la modalità CBC (Cypher block chaining, NdR). Quindi potrebbero essere colpite tutte le implementazione dello standard", ha spiegato Jrg Schwenk, un collaboratore dei due ricercatori presso l'Università della Rhur.  

I ricercatori hanno già avvisato le aziende che usato attualmente questa crittografia, tra cui si contano nomi come IBM, Microsoft, Red Hat e altri. "Microsoft è consapevole delle ricerche […]. Continuiamo a valutare i nostri prodotti per determinare quali applicazioni, se ne esistono, usano l'implementazione e l'approccio in questione", ha detto un portavoce della casa di Redmond, che ha spiegato anche come l'azienda fornirà presto ai propri collaboratori gli strumenti necessari per arginare il problema.

In ogni caso non è fortunatamente obbligatorio aspettare che il W3C modifichi lo standard. Nelle prossime settimane Somorovsky e Jajer pubblicheranno altri dettagli sul loro lavoro, insieme a suggerimenti sulle possibili soluzioni che i proprietari di server potranno attuare fin da subito.

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Commenti

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Talos 24/10/2011 09:11
 
+2 
è un bene che se ne siano accorti due ricercatori
the dark vash 24/10/2011 09:20
 
"è lecito sperare che ci vogliano meno tempo rispetto allo sviluppo dello standard HTML5."
redazione: non dovrebbe essere "che ci voglia"?

edit: diddum, ho letto, grazie
diddum 24/10/2011 09:27
 
+2 

 Originariamente inviata da the dark vash


non mi occupo di questi temi, ma ho una domanda stupida: se uno sniffa a partire dall'inizio della comunicazione, allora non ottiene sia la public key che la secret key?



no, perche' la chiave pubblica di Tizio e' proprio pubblica, e tutti possono
codificare roba usando la sua chiave pubblica. Ma per decodificare le
cose cosi' codificate serve una informazione privata che ha solo Tizio.

Cercati "crittografia a chiave pubblica".

g.
The.Zeion 24/10/2011 11:09
 
+1 
xml è un mezzo di trasporto, la sicurezza dei dati è responsabilità (perlomeno morale) di chi sviluppa il sistema: le volte che ho fatto girare dati sensibili via xml me li crittavo io prima di veicolarli, con algorimi sicuri e chiavi casuali, spero (vivamente) che sia una prassi comune.
silvio3d 24/10/2011 12:13
 

 Originariamente inviata da The.Zeion

xml è un mezzo di trasporto, la sicurezza dei dati è responsabilità (perlomeno morale) di chi sviluppa il sistema: le volte che ho fatto girare dati sensibili via xml me li crittavo io prima di veicolarli, con algorimi sicuri e chiavi casuali, spero (vivamente) che sia una prassi comune.



il caso che descrivi tu non centra con il discorso dell' articolo perche quando parli con il linguaggio xml devi usare sistemi di codifica chr siano standard a entrambe i sistemi messi in comunicazione. E' questo il motivo per il quale la falla è grave.

Immagina per fare un contronto di fare uan transazione con carta di credito tramite un sito HTTPS se si scopre un bug nel trotocollo HTTPS stesso non puoi mica ovviare il problema cifrando tu i tuoi dati perche poi come vengono interpretati dall'altra parte? comunque questo articolo come molti altri e la stessa storia ci insegna che non esistono "algorimi sicuri" ma solo algorimi sicuri per adesso.
sopaug 25/10/2011 00:40
 
+1 
si' ma il discorso e' che nessuno si affida alle sole transazioni sicure xml, in una transazione sicura xml c'e' ( o dovrebbe esserci) qualcos'altro dentro
   
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  Categoria: Sicurezza
  Tag: Crittografia