Molti di voi avranno probabilmente capito quanto io sia attratto dagli effeti analogici/digitali per chitarra. Ho deciso di scrivere questa guida, in quanto l'effetto citato in essa ha rappresentato molto il mio lato “chitarristico”, e poi perchè il Big Muff non è un pedale come gli altri parliamoci chiaro, la sua storia e gli artisti che lo hanno utilizzato, hanno fatto del grande Muff uno degli effetti più famosi della storia della musica, sicuramente tra i più apprezzati, e perchè no, anche copiati da svariate aziende, in aspetto e sopratutto suono.
Il Big Muff prende vita a cavallo tra gli anni 60' e 70'. Nasce da una collaborazione fra l'ingegnere americano Mike Matthews e il grande Jimmy Hendrix, lavorarono quasi fianco a fianco. Prima della sua morte infatti, Hendrix provò varie versioni del Muff, aiutò incredibilmente lo sviluppo dello stesso, suggerendo quali fossero i cambiamenti da apportare. Matthews disse apertamente che la chitarra di Hendrix fu di grande ispirazione al Muff, tanto che il sound in qualche modo la richiama. Nel 1968, Mike Matthews fondò Electro-Harmonix, un marchio che diventerà famoso in tutto il mondo, per il Big Muff e non solo. A partire dagli anni 70', precisamente nella seconda metà, le vendite aumentarono notevolmente, tra gli artisti utilizzanti c'erano Carlos Satana e David Gilmour, il prezzo decisamente accessibile, contribuiva sensibilmente alla crescita del pedale. Negli anni Electro-Harmonix produsse svariate versioni del Muff, alcune furono delle vere e proprie signature, il Mogwai Big Muff, un pedale caratterizzato da una maggiore distorsione, dedicato ai Mogwai appunto.
Parlando di tecnologia e circuiti invece, il Big Muff nasce come pedale a quattro transistor, ed è così ancora oggi, per la maggior parte delle versioni almeno. Alcune infatti, sono equipaggiate con valvole Electro-Harmonix, in quelle Russe troviamo valvole Sovtek. Il sound è sicuramente più caldo degli altri nelle produzioni valvolari, così come la tecnologia impiegata, più aggiornata con gli standard attuali, ma lo stampo vintage del Muff ne ha risentito molto, un sound particolare, un po freddo e tagliente a vista di molti, difficile contraddire questa teoria, il Muff o ti piace o non ti piace, il mezzo non trova spazio. Piccolo riassunto di quanto troverete scritto in questa piccola guida.
- Capitolo 1: Le versioni originali
- Capitolo 2: Il Big Muff nell'era moderna
- Capitolo 3: Altre versioni e ultimi consigli



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, devo dire ke mi stava venendo la voglia di riprendere la kitarra
, abbandonata in favore del basso anni orsono.
)
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