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Discussione: Riflessioni politico culturali

  1. #1
    kyx
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    Predefinito Riflessioni politico culturali

    Uhm.. stavo pensando in questi giorni ma secondo voi e` possibile che l'italia riesca a salvarsi?

    Voglio dire, io sento in continuazione imprenditori che parlano di crisi come conseguenza dell'invasione cinese, quando altri imprenditori che hanno saputo cogliere la palla al balzo nello stesso settore assumono, poiche` hanno saputo innovare

    Vedo che al nord l'accattonaggio nordico sta salendo alle stelle, a parte lo spostamento senz'anima dei vertici alenia a varese noncuranti delle posizioni poi perse al sud, l'accattonaggio del nord nello spostare di continuo i soldi guadagnati in italia a spese dei consumatori e degli invesimenti allo sviluppo dello stato italiano, della collettivita`, tutto d'un tratto tutti girano, non c'e` collettivita` non c'e` noi, ognuno pensa a se` cerca di raccattare le ultime cose, gente che sputa sulla memoria di coloro che sono morti per costruire uno stato, per renderci uniti, gente che ignora il diritto a votare per cui gente ha donato la vita.. allora, il problema e` l'economia o noi abbiamo dimenticato cos'e` societa`?

    E per gli accattoni che spostano i soldi in slovenia perche` invece di continuare a richiedere finanziamenti allo stato lo spostamento strategico di punti di comando non sarebbe piu` semplice chiedere un referendum e tornare ad essere una colonia austriaca?

    No ma perche` alla fin fine non credo se ne faccia niente l'italia, voglio dire, io leggo cio` che pensano persone al nord italia, tipo nei commenti di articoli de "il giornale" e mi viene la pelle d'oca, gente che ha scritto in occasione del naufragio di gommoni di immigrati in cui sono morte persone "Il mare e` il nostro unico alleato"

    Gente che non ha nemmeno rispetto per i bambini, che vuole negare la cittadinanza a neonati venuti al mondo nel nostro stato, non hanno rispetto per niente.

    L'italia, intendo dire quella dalla romagna in giu`, quella fatta di persone per bene, ha veramente bisogno di queste bestie? Non sono un pericolo? Perche` io se incontro un mafioso, so che e` mafioso, e so che non devo averci a che fare, so che devo combatterlo, loro vogliono pure pretendere di essere legalizzati

    A voi

  2.  
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  3. #2
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    Predefinito Re: Riflessioni politico culturali

    ...inizierei con il suggerire di non leggere alcun quotidiano nè di guardare alcuna televisione.....
    rispondere alla tua domanda è complesso; in linea di massima però si può tranquillamente affermare che se crolla il nostro paese crolla l' euro.
    prima però di ridurre tutto ad una questione economica sarebbe interessante sapere quanto pubblico avrà nella prossima puntata fiorello, chi vincerà la champions league e quando inizia sanremo......
    ...è abbastanza chiaro il messaggio?

  4. #3
    kyx
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    Predefinito Re: Riflessioni politico culturali

    Quello che mi sta a cuore e` far sapere che alla fin fine noi stiamo molto meglio della Germania, noi prendiamo in considerazione per il debito anche le spese per la sanita` e per la sicurezza ad esempio, la Germania tutte queste spese le tiene a carico di una societa` statale, il loro debito dell'85% del pil se calcolato come lo calcoliamo noi e` del 185%

    In aggiunta, a differenza nostra, non ce ne sono paesi capaci di poter fronteggiare i debiti con il nostro stesso immenso patrimonio statale

  5. #4
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    Predefinito Re: Riflessioni politico culturali

    Il debito è "calcolato" come somma del nominale dei titoli del debito pubblico emessi da uno stato sovrano, ergo non ci sono stati che lo "calcolano" diversamente
    Non conosco la situazione specifica della germania per quanto riguarda la sanità, ad ogni modo anche se la finanziassero attraverso una società statale per iniettare soldi nella società devono sempre prendere a prestito emettendo debito pubblico, se non lo fanno vuol semplicemente dire che con le entrate sono in grado di coprire le spese, ergo sono più "virtuosi" ergo hanno meno debito

    Di certo non stiamo meglio della germania per nessun aspetto economico, è un dato di fatto

    Che ci sia ultimamente accanimento speculativo sull'euro e che ovviamente l'area euro sia in un momento di difficoltà per cui presta il fianco è un altro dato di fatto

    Come uscirne, spero me lo dica monti, e spero ci riesca in fretta


  6. #5
    kyx
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  7. #6
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    Predefinito Re: Riflessioni politico culturali

    Non sono abbastanza ferrato in materia da poter capire tutto quello che viene detto.
    Se leggo dieci articoli mi faccio altrettante idee diverse, se guardo dieci trasmissioni in tv mi faccio altre idee ancora e così via. Il mio pensiero mi dice che buona parte dei paesi europei stanno attraversando un momento di crisi, per momento intendo da diversi anni a questa parte, non è certo l'Italia il capro espiatorio di tutta la faccenda. Probabilmente la crisi di cui parlano non la stiamo ancora vivendo, il peggio deve arrivare.
    "Enrico V parlando ai suoi uomini pronunciò queste parole “Da oggi, fino alla fine del mondo, noi che siamo qui verremo ricordati. Noi pochi fortunati, noi banda di fratelli. Perché colui che oggi è con me e versa il suo sangue sul campo, colui è mio fratello”." Schede audio & ... Musica.

  8. #7
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    Predefinito Re: Riflessioni politico culturali

    Credo che siano in pochi in Italia ad essere molto ferrati su questioni di finanza internazionale, su spread e manovre di alta finanza speculativa, ed io non sono certo fra questi. Posso soltanto fare qualche semplice considerazione sui numeri che ci vengono propinati in continuazione da trasmissioni televisive, giornali ed esperti, o presunti tali, che parlano di economia e soluzioni.

    Una considerazione elementare ma non sempre sottolineata abbastanza, è che confrontare il valore del debito pubblico di uno stato con quello di un altro stato è probabilmente fuorviante e senza senso. La Germania per esempio potrebbe avere tutto il debito pubblico che vuole, ma avrebbe in ogni caso una capacità di rispondere al suo debito maggiore di quella di altre nazioni che, al contrario, hanno una struttura produttiva e burocratica meno efficiente.

    Un'altra considerazione elementare potrebbe essere per esempio che non è possibile subordinare le condizioni economiche e sociali di uno stato a quelle dello spread o delle borse : e se questo in realtà succede, vuol dire che viviamo in un mondo malato di finanza, dove la finanza non è il prodotto del lavoro e della politica, ma ne diventa il dominus assoluto.

    Per capirci, l'anziano che oggi deve vivere con 500 euro al mese ne vorrebbe almeno 1000 per non essere un indigente, ma non puo' acerli perchè l'economia non solo non lo permette, ma gli impone altre imposte che riducono ulteriormente le sue 500 euro, tipo aumento dell' iva, pagamento tassa sulla casa, aumento della benzina, delle imposte regionali e locali, della spazzatura, della radiografia in ospedale ecc....

    E' solo un esempio che non vuole essere demagogico, ma solo un esempio concreto per rendere comprensibile il problema della subalternità assoluta alla finanza. Anche perchè in condizioni analoghe (per certi versi) all'anziano di cui sopra ci stanno insegnanti, operai, impiegati, dipendenti pubblici e privati che negli ultimi 10 anni hanno perso un'enorme fetta del loro vecchio reddito e del loro potere di acquisto.

    Un'altra idea semplice potrebbe essere per esempio che la famosa crisi internazionale è scoppiata non soltanto per i famosi titoli drogati, per l'attacco alle torri gemelle, per la crisi della Grecia ecc.... ma forse perchè negli ultimi 10 anni si è consentito alla finanza di arricchirsi in modo esagerato sulle spalle dei risparmiatori che hanno pagato due volte : una volta perdendo case e depositi investiti, ed un'altra volta perdendo il lavoro e pagando piu' tasse per ripianare i debiti delle banche fallite o in difficoltà.

    Non puo' essere che una banca quando incamera tonnellate di miliardi di dollari significa che è gente in gamba e capace , e quando invece li perde... beh.. allora devono intervenire gli stati sovrani (e quindi la gente) a ripianare i debiti con manovre "lacrime e sangue".

    E' chiaro che parlo di concetti grezzi ed opinabili, senza la titolarità di chi ha studiato o insegna alla Bocconi o alla Statale : ma pensare, per esempio, che fra due mesi ci sarà un'altra manovra, e poi ancora un'altra e cosi' via, a me sembra normale e demenziale.

    Cosi' come a me sembra economicamente scorretto parlare di equità e crescita quando di equità non c'e' molto in una manovra come quella che vediamo. E la crescita sembra quasi una presa per i fondelli, visto che il contraltare della crescita prevista ed annunciata dal professor Monti diventerà fra qualche settimana una recessione gravissima in Italia.

    Quindi, se parliamo di riflesisoni politico-culturali, a me sembra che stiamo andando verso una politica asservita alle banche, al danaro ed ai suo gestori , come lo stesso signor Monti e buona parte di quelli che si è portato al governo. E' una scelta senza dubbio legittima, ma che a me personalmente sembra errata, con rispetto per chi la pensa diversamente.

    L'alternativa potrebbe essere uscire da questi meccanismi europeistici, arretrare di qualche passo economicamente parlando, ma gestirci la nostra indipendenza economica, finanziaria e politica meglio di quanto succede adesso.

    Qualcuno continua a dire che se uscissimo dall'Europa ci sarebbero carestie e pestilenze, fame nera e sciagure catastrofiche di ogni tipo, anatemi divini sull'Italia ecc.... Puo' darsi, ma puo' darsi anche di no. Almeno io avrei qualche dubbio in piu' e qualche certezza in meno di chi lo afferma in modo cosi' categorico.

    Ovviamente queste sono solo alcune semplici e modestissime opinioni, e se uno non le condividesse eviti gentilmente di tranciare giudizi negativi e pesanti, SENZA contrapporre le sue opinioni e le sue idee sul tema in oggetto. Sempre che uno abbia un minimo di tempo a disposizione.
    L'intelligenza artificiale si definisce come il contrario della stupidità naturale

  9. #8
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    Predefinito Re: Riflessioni politico culturali

    Mah, secondo me le cose non evolveranno bene...almeno per la gente comune. Ci vogliono rimbambire bombardandoci di dati e cifre e buttando paroloni in economichese, ma alla fine il succo della questione è che dobbiamo rassegnarci e comprare una buona scorta di vasellina.

    I problemi di fondo sono, secondo me:

    -L'Europa da libera unione di popoli sta diventando (se già non è) solo un circolo per economisti e banchieri. Tutto il resto è marginale;

    -Le banche che prima basavano i loro guadagni sul finanziamento delle aziende (che poi, a loro volta, mettevano gli utili nelle banche) ora puntano soprattutto sull'acquisto di titoli, contribuendo così al dapauperamento del tessuto produttivo europeo . Una volta che i titoli sono diventati carta straccia le banche hanno trovato solo le macerie del sistema imprenditoriale, senza più nessuno che depositasse presso di loro nuovi liquidi da reinvestire;

    -Il nostro sistema economico è alla frutta. La formula magica della crescita continua si è rivelata, drammaticamente, per quello che è: una favoletta buona ad incantare la gente e che invece serve per soddisfare gli interessi di pochi nel medio e breve termine a scapito di tutti gli altri;

    Mettere delle pezze ad una coperta così malmessa è, imho, solo uno spreco di tempo e di energie. Sarebbe necessaria una rivoluzione. C'è bisogno di un cambio di mentalità netto rispetto ad oggi. E credo anche che debba venire dal basso. Infatti se è vero che le elite dovrebbero assumersi l'onere di guidare i popoli verso il futuro migliore possibile è palese che attualmente la nostra classe dirigente sia di una bassezza e di una pochezza disarmanti. Sono egoisti e voraci, ignoranti e spesso lontani dalla realtà, chiusi nelle loro bolle di benessere da cui non riescono (o fingono di non riuscire...) a vedere quello che accade fuori. Insomma sono lo specchio della società moderna.
    Per questo c'è bisogno di una base consapevole per esprimere dei rappresentanti degni.

    Dovremmo anzitutto mettre fine al consumismo sfrenato, che ci rende perennemente insoddisfatti di quello che abbiamo, dandoci l'illusione che possedere più beni sia il modo migliore per essere felici. Siamo così arrivati al punto di confondere il ben-avere con il ben-essere. Consumando meno avremmo bisogno di meno soldi e quindi di lavorare meno ore, lasciandoci più spazio per dedicarci alla cultura e -soprattutto- ai rapporti umani, facilitando inoltre la creazione di nuovi posti di lavoro per coprire le ore mancanti. Potremmo addirittura riportare in Europa molte delle produzioni che invece abbiamo fatto scappare all'estero, puntando alla realizzazione un numero inferiore di pezzi però magari di qualità superiore (che durino quindi un numero di anni maggiore) rendendoci meno schiavi dalle importazioni di materie prime e prodotti finiti, ridando fiato alla nostra economia e salvaguardando l'ambiente (meno inquinamento dalle fabbriche e meno rifiuti da gestire).

    In questi tempi di antipolitica io invece la politica la metterei al centro. Ogni cittadino è responsabile di quel che accade nel suo paese. Se vota un ladro non può pretendere che una volta in parlamento questi si comporti bene. Si dovrebbe quindi tornare al voto di preferenza, rendendo la rielezione possibile per un numero limitato di mandati e pretendere la massima trasparenza sotto ogni punto di vista da chi decide di candidarsi. E la gente dovrebbe smettere di pensare di risolvere i propri problemi chiedendo gli aiutini al politico di turno, alimentando così un sistema paramafioso che ha distrutto la meritocrazia in Italia.

    Una classe politica degna di questo nome dovrebbe poi varare leggi che costringano alla resa o alla fuga tutti quegli pseudo-imprenditori buoni solo a fare i magheggi con i conti e che hanno delocalizzato tutte le produzioni in asia per poter guadagnare di più (magari dopo aver usufruito per anni di contributi pubblici...), lasciando così spazio alle tante menti brillanti che invece oggi sono stritolate da un lato da una burocrazia e da un fisco asfissianti, dall'altra da una concorrenza spesso più che scorretta.

    Da ultimo: fine della valutazione della ricchezza dello stato prendendo in considerazione come unico parametro il pil, che tiene conto solo dei flussi di denaro. In questo sistema avere ospedali funzionanti o il più grande patrimonio culturale del mondo, per esempio, vale molto meno del terremoto dell'Abruzzo che- con i suoi morti e con le sue città rase al suolo- non porta nessun benessere (ovviamente) ma fa muovere tanti milioni di euro e così le borse sono felici.

    Non aspettatevi soluzioni facili e/o veloci da chi ha poco o nulla a cuore il nostro benessere. Ognuno di noi, nel suo piccolo, dovrebbe modificare mentalità e comportamenti con la consapevolezza di essere la rotellina di un ingranaggio che può girare bene o male, a seconda di come funziona la maggioranza dei suoi pezzi. Il mondo com'è stato fino ad oggi secondo me è finito. Dobbiamo scegliere in quale mondo vogliamo vivere domani, prima che qualcuno ci imponga il suo modello. Finchè ancora abbia la possibilità di farlo.
    Ultima modifica di zesto; 17-12-2011 alle 18:51

  10. #9
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    Predefinito Re: Riflessioni politico culturali

    D'accordissimo con gli ultimi due interventi, quello di zesto mi è piaciuto molto perchè mette a fuoco il fatto che questo più che una crisi economica/del debito è una crisi culturale profondissima
    Purtroppo non puoi che anche solo il 3% delle persone in Italia capisca questo ragionamento. E' molto più facile pensare che tutto ciò che c'è di male nel mondo sia colpa degli evasori fiscali, degli immigrati o dei razzisti che mettersi di fornte alla realtà. Era ora però che si arrivasse a questo punto: nel ventennio passato abbiamo pensato di poter vivere alla grande senza alzare un dito e l'idea ci allettava (il che fa capire a che livelli di mediocrità siamo giunti) e nessuno ha pensato che prima o poi il sistema sarebbe scoppiato. Gli unici ch si salveranno saranno coloro che metteranno da parte la democrazia, il centralismo democratico tanto diffuso oggi in Italia soprattutto, ma anche in Europa, per cui ognuno di noi è libero di pensarla nella maniera in cui la pensano tutti.
    Mah, è inutile parlarne troppo, dobbiamo solo pensare a non farci rovinare la vita da qualcuno che ci vorrebbe schiavi e sottomessi alla sua autorità...

    Mi ricorda tanto 1984 di Orwell

  11. #10
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    Predefinito Re: Riflessioni politico culturali

    Citazione Originariamente Scritto da otto9407 Visualizza Messaggio
    E' molto più facile pensare che tutto ciò che c'è di male nel mondo sia colpa degli evasori fiscali, degli immigrati o dei razzisti che mettersi di fornte alla realtà.
    Certamente. Questo dipende, a mio avviso, dall'uso distorto della politica che, tramite la manipolazione della cosiddetta democrazia, plasma il pensiero della gente in modo pressocchè perfetto. Il 3 % di cui parli non conta nulla, come giustamente scrivi, nei confronti di una netta maggioranza "ammaestrata" ormai a parlare di debito pubblico, sacrifici, recessione, direttive europee, banchieri alla riscossa e diritti intoccabili di caste mangiasoldi.

    Non si deve uscire fuori dall'euro, non si deve parlare di politiche sociali se no finiamo nel famoso baratro, non si deve dare molta voce a chi pensa diversamente da quotazioni monetarie, bond e bot, spread, rating, tassi, valute, pil ...... e quindi si deve consegnare l'Italia (e non solo) nelle mani di strozzini internazionali che prendono i vari nomi edulcorati tipo "il mercato, la crisi, la borsa, la BCE, la speculazione internazionale ecc... ecc....".

    Ma dietro ad operazioni cosi' mastodontiche di "mercato" ci stà qualche nome ? ci sta qualche Banca o Pool di Banche ?... ci stanno delle persone reali o sono entità imperscrutabili come la volontà divina ?....

    Possibile che questi nomi vengono a galla soltanto quando falliscono, per cui poi i vari stati devono "rifinanziare" le varie banche, togliendo soldi o lavoro a chi lavora sulle catene di montaggio, a chi va a fare un esame del sangue, a chi ha acquistato con mutuo trentennale un bilocale per camparci e a chi vorrebbe mandare i figli a scuola ?....

    Mah, è inutile parlarne troppo, dobbiamo solo pensare a non farci rovinare la vita da qualcuno che ci vorrebbe schiavi e sottomessi alla sua autorità...
    Questo qualcuno ormai già ci ha sottomesso, purtroppo. Sempre secondo la mia modesta opinione.
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  12. #11
    F4U
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    Predefinito Re: Riflessioni politico culturali

    Citazione Originariamente Scritto da Les Paul Custom Visualizza Messaggio

    ...

    Questo qualcuno ormai già ci ha sottomesso, purtroppo. Sempre secondo la mia modesta opinione.
    Quello che hai scritto sopra smentisce la tua ultima frase (che riporto). Non si deve essere troppo pessimisti nonostante gli sforzi di omologazione al pensiero unico.

  13. #12
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    Predefinito Re: Riflessioni politico culturali

    Non ho capito bene la contraddizione. Se tu l'avessi citata avrei capito meglio.

    Sul pessimismo ... certo, hai ragione, bisognerebbe essere positivi, ottimisti e propositivi. Ma il guaio è che quando arrivi ad una certa età diventa sempre piu' difficile illudersi. Hai come l'impressione di vedere un film già visto, che regolarmente va a finire come la volta precedente ...... e tu ti chiedi come mai, se l'hao capito tu che non sei un Machiavelli, non lo abbiano capito anche altri che fanno questo di mestiere.

    Per esempio, quando sentii Monti in una delle sue primissime dichiarazioni, parlo' di manovra equa. E scherzando con alcuni amici, chissà perchè, ci venne in mente una nuova ICI piu' pesante della vecchia, un attacco alle pensioni, un aumento dell'iva e benzina e ... zero tasse sulle transazioni finanziarie, zero tagli alla politica, zero tagli al sottobosco miliardario di associazioni no profit, zero inasprimento contro l'evasione.

    E indovina un po' come è stata la manovra ?....

    Il ministro Passera ha dichiarato che non ci sarà nessuna manovra aggiuntiva per tutto l'anno prossimo .... ora ti chiedo, senza essere un mago, secondo te ci sarà una nuova manovra sull'iva, sulle famiglie meno abbienti, sui salari e sulle auto fra pochissimi mesi (diciamo aprile/maggio) ?.....

    ---------- Post added at 11:49 ---------- Previous post was at 11:35 ----------

    Citazione Originariamente Scritto da zesto Visualizza Messaggio
    -Il nostro sistema economico è alla frutta. La formula magica della crescita continua si è rivelata, drammaticamente, per quello che è: una favoletta buona ad incantare la gente e che invece serve per soddisfare gli interessi di pochi nel medio e breve termine a scapito di tutti gli altri;
    Questa frase, a mio avviso sintesi perfetta ed incontestabile dell'attuale sistema economico mondiale, la farei stampare su uno striscione ed espore alla camera e al senato per i prossimi 10 anni.
    L'intelligenza artificiale si definisce come il contrario della stupidità naturale

  14. #13
    F4U
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    Predefinito Re: Riflessioni politico culturali

    Citazione Originariamente Scritto da Les Paul Custom Visualizza Messaggio
    Certamente. Questo dipende, a mio avviso, dall'uso distorto della politica che, tramite la manipolazione della cosiddetta democrazia, plasma il pensiero della gente in modo pressocchè perfetto. Il 3 % di cui parli non conta nulla, come giustamente scrivi, nei confronti di una netta maggioranza "ammaestrata" ormai a parlare di debito pubblico, sacrifici, recessione, direttive europee, banchieri alla riscossa e diritti intoccabili di caste mangiasoldi.

    Non si deve uscire fuori dall'euro, non si deve parlare di politiche sociali se no finiamo nel famoso baratro, non si deve dare molta voce a chi pensa diversamente da quotazioni monetarie, bond e bot, spread, rating, tassi, valute, pil ...... e quindi si deve consegnare l'Italia (e non solo) nelle mani di strozzini internazionali che prendono i vari nomi edulcorati tipo "il mercato, la crisi, la borsa, la BCE, la speculazione internazionale ecc... ecc....".

    Ma dietro ad operazioni cosi' mastodontiche di "mercato" ci stà qualche nome ? ci sta qualche Banca o Pool di Banche ?... ci stanno delle persone reali o sono entità imperscrutabili come la volontà divina ?....

    Possibile che questi nomi vengono a galla soltanto quando falliscono, per cui poi i vari stati devono "rifinanziare" le varie banche, togliendo soldi o lavoro a chi lavora sulle catene di montaggio, a chi va a fare un esame del sangue, a chi ha acquistato con mutuo trentennale un bilocale per camparci e a chi vorrebbe mandare i figli a scuola ?....


    Questo qualcuno ormai già ci ha sottomesso, purtroppo. Sempre secondo la mia modesta opinione.
    (evidenziato da me in neretto, per chiarire la risposta)


    Volevo dire che non è vero che ti hanno già sottomesso, considerato quello che hai scritto sopra nel tuo post. Tra il contenuto del post, critico e per nulla omologato al pensiero in voga nell'informazione allineata, e la sua conclusione pessimistica " Questo qualcuno ormai già ci ha sottomesso, purtroppo." ho visto una contraddizione (benefica). Sarò stato un po' sofistico e superficiale nel postare, il tempo è tiranno.
    Per la "manovrina correttiva" non ci sarà se nel frattempo scopriranno un giacimento di petrolio in Italia che ci faccia diventare dei "petrolieri" oppure se si verificherà qualche altro straordinario evento.

  15. #14
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    Predefinito Re: Riflessioni politico culturali

    Ora ho capito. Ma onestamente non vedo contraddizione.

    Purtroppo siamo bombardati da una marea di informazioni fuorvianti e scientificamente finalizzate a plasmare un pensiero unico, come scrivi tu, che è difficile riuscire ad avere una visione libera da eccessivi condizionamenti. Tutti siamo condizionati, ma ogni tanto l'esperienza e, nel mio caso, gli anni, ci permettono di ragionare con la nostra testa, magari sbagliando, magari sintetizzando troppo, magari svilendo esageratamente le astruse alchimie della politica e dell'economia, ma riuscendo (a sprazzi) a ragionare col proprio cervello, o di quello che ne resta.

    Nonostante questo pero' penso che non ci sia contraddizione nel vedere, da una parte, una sudditanza prona e acritica alla bibbia delle banche e dei fondi monetari, e dall'altra scrivere la considerazione un po' triste che ormai siamo definitivamente asserviti a questi meccanismi.

    L'Italia senza l'euro finirebbe nella fossa delle Marianne,
    se non avessimo scelto l'euro oggi saremmo il Ruwanda,
    se solo pensassimo di uscire dall'Europa (o quanto meno di mitigarne la dipendenza economico-politica) ritorneremmo all'età del fuoco, con le caverne e la clava ....
    ecc... ecc....

    Quante volte al giorno ci vengono ripetute queste "verità" ?....Non deve balenare manco l'ipotesi di pensare diversamente da questo "Sistema Operativo".

    Qualcuno disse all'Inghilterra che mantenere la sterlina sarebbe stato una catastrofe irreversibile, un suicidio, mentre pochi giorni fa altri hanno ripetuto ancora all'Inghilterra che se non permette all'Europa di entrare nei suoi bilanci e nel controllo delle sue banche ... saranno invasi dagli alieni, aumenteranno le precipitazioni atmosferiche, la nebbia triplicherà, il calcio giocato sparirà e si bloccherà per sempre il famoso orologio della torre di Londra.....

    Già. ma poi escono altri "studiosi" che diranno che l'Italia non è l'Inghilterra, e sono gli stessi "studiosi" che portarono l'Argentina al default e che giudicarono la Leman Brothers una banca molto affidabile tre giorni prima del suo fallimento. Ed alcuni di quelli oggi ci governano pure come eminenze grige dell'economia.

    Secondo me ovviamente.
    Ultima modifica di Les Paul Custom; 20-12-2011 alle 16:29
    L'intelligenza artificiale si definisce come il contrario della stupidità naturale

  16. #15
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    Predefinito Re: Riflessioni politico culturali

    Citazione Originariamente Scritto da Les Paul Custom Visualizza Messaggio

    ...cut...Questa frase, a mio avviso sintesi perfetta ed incontestabile dell'attuale sistema economico mondiale, la farei stampare su uno striscione ed espore alla camera e al senato per i prossimi 10 anni.
    Addirittura

    Secondo me è una semplice constatazione, che ogni persona di buon senso è in grado di fare...

  17.  
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