Roma, 2 dicembre 2011.
Pier Francesco Guarguaglini, (ormai ex) numero uno di Finmeccanica, se n'è andato con una liquidazione lorda di 5 milioni e mezzo di euro.
Il governo poteva licenziarlo per giusta causa, visto che l'ingegnere è indagato per false fatturazioni nell'inchiesta Enav-Finmeccanica.
Scelta sobria oppure dettata da ragioni di stabilità?
E, soprattutto, come spiegare al comune cittadino che per evitare il tracollo dell'Italia occorrono sacrifici, se il sistema non li impone alle caste del potere?
Dove è finita l'equità e l'austerità dell'esecutivo di cui si parla a palazzo e sui media?
Ancora, sono un segnale di rottura col passato berlusconiano la nomina di Filippo Milone (ex braccio di Ligresti) a sottosegretario della Difesa e la superliquidazione all'indagato Guarguaglini?
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