Abrogato l'equo compenso spagnolo: si può fare!

di Dario d'Elia
pubblicato Martedì 3 gennaio 2012

Il Governo di Mariano Rajoy ha deciso di abrogare la legge sull'equo compenso. D'ora in poi i cittadini spagnoli non dovranno più pagare un plus sui dispositivi e supporti che consentono le copie digitali. In ogni caso le casse dello Stato pagheranno un forfait ogni anno alla "SIAE" spagnola.

In Spagna è stata abrogata la legge sull'equo compenso: la tassa sull'elettronica cessa di esistere malgrado il fenomeno della pirateria digitale. È davvero un colpo di scena, ed è avvenuto proprio nella terra di Don Chisciotte che spesso viene accumunata all'Italia per il dilagante P2P illegale. Si stima infatti che solo il 2% delle tracce audio scaricate sia legale; senza contare il 60% dei videogiochi pirata. Mettendo insieme anche e-book e film si parla di un traffico di circa 11 miliardi di euro. Il dato come sempre è farlocco poiché dà per scontato che ogni download sia un acquisto mancato.

Il Presidente Rajoy

La decisione è stata presa dall'entrante Ministro del Consiglio Mariano Rajoy. Le motivazioni sono molteplici, ma probabilmente quella principale è che vi è una crescente esigenza di stimolare i consumi. L'economia del paese è a terra e per risollevarsi ha bisogno anche che la gente torni a fare acquisti. La tassa che gravava su tutti i dispositivi elettronici e supporti digitali, che consentono la copia, da tempo non solo era criticata dalle associazioni dei consumatori ma anche dalle stesse istituzioni europee. 

Bisogna ricordare comunque che si è giunti a questa svolta epocale anche grazie all'introduzione della nuova legge (Sinde) sulla pirateria, che ha dato vita a una commissione incaricata di proteggere gli interessi dei detentori di copyright. In questo modo le autorità possono colpire chiunque violi le normative su copyright facendo hosting pirata o segnalando link che portano a contenuti illegali. Ovviamente sono previsti meccanismi di arbitrato e mediazione, nonché il coinvolgimento finale di un giudice. Resta il fatto che l'industria di settore ha ottenuto quel che desiderava e quindi ha accettato un compromesso per l'equo compenso.

Mariano Rajoy infatti ha deciso che sarà il Governo stesso a pagare un forfeit ai detentori di copyright. Insomma, i contribuenti spagnoli hanno di che esultare da una parte e mettersi in allerta dall'altra. Quanto concederà esattamente il Presidente all'industria alla "Siae" spagnola?

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Commenti dei lettori (32)

32 commenti, pagina: 1  - avanti >>
di mattias93 scritto il 03/012012, 11:06
+3 
Che schifo, nonostante tutto i soldi li prendono ancora. Io per non sbagliarmi i miei acquisti li faccio all'estero, di quelli in italia ne riparliamo quando verrannò abolite un po' di tasse.
di zesto scritto il 03/012012, 11:08
+10 
Ah ecco, mi sembrava strano...poi arrivato alla terz'ultima riga tutto è stato più chiaro. Ma perchè uno stato deve "accettare un compromesso" con una lobby? Si vogliono stimolare i consumi eliminando una tassa tanto inutile quanto odiosa? Bene, lo si faccia. Punto. Non vedo perchè il contribuente spagnolo debba vedere parte delle sue tasse finire in una regalia del genere, soprattutto visti i tempi che corrono. Assurdo. Se quei soldi (qualunque sia la cifra) venissero usati come incentivi fiscali per le aziende virtuose sarebbe sicuramente molto meglio, anche per le major dell'intrattenimento...
di baronz scritto il 03/012012, 11:10
+2 
Se non sbaglio anche da noi l'equo compenso è stato bocciato dall'UE eppure mi pare ci sia ancora -.-
di marselino scritto il 03/012012, 11:11
+11 
"Il dato come sempre è farlocco poiché dà per scontato che ogni download sia un acquisto mancato."

Assolutamente farlocco. Probabilmente guadagnerebbero solamente un ulteriore 2% se la pirateria non esistesse.
di Light scritto il 03/012012, 11:17
+11 

 Originariamente inviata da articoo

vi è una crescente esigenza di stimolare i consumi



Invece in Italia si alza l'iva...
di cilloider scritto il 03/012012, 11:19
+13 
I Parlamentari spagnoli percepiscono 1/4 dei loro "colleghi" italiani, ma si pongono problemi e danno delle soluzioni....insomma lavorano!
di The Dark Melon scritto il 03/012012, 11:19
+1 
vergogna!!
di Manuel70 scritto il 03/012012, 11:20
+1 
La questione è più complicata.
Se abrogassero l' equo? compenso da noi la Siae sarebbe costretta a chiudere i battenti.
Bisognerebbe prima rivedere il sistema dei diritti d'autore evitando gli sprechi inutili (leggasi siae) a favore degli autori stessi (anche e soprattutto autori piccoli Italiani).
A quel punto si potrebbe tranquillamente togliere questa odiosa tassa che più che una tassa è un furto legalizzato a favore di una lobby.
di best1985 scritto il 03/012012, 11:23
+20 

 Originariamente inviata da Manuel70

La questione è più complicata.
Se abrogassero l' equo? compenso da noi la Siae sarebbe costretta a chiudere i battenti.


sarebbe il miglior motivo per abolirlo!
di Manuel70 scritto il 03/012012, 11:28
+2 

 Originariamente inviata da best1985

sarebbe il miglior motivo per abolirlo!


Concordo ma prima devi pensare a tutelare i piccoli autori che attualmente prendono solo le briciole, così facendo non avrebbero più neppure quelle.

La soluzione a mio avviso è:

1) Commissariamento della Siae
2) Abolizione dell'equo compenso (che è tutto eccetto che una cosa equa).
32 commenti, pagina: 1  - avanti >>
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