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Ricicliamo i rifiuti elettronici: valgono 21 miliardi di dollari!

di Dario d'Elia - pubblicato lunedì 09 luglio 2012 alle 10:43

Gli esperti di e-Waste Academy hanno stimato che la spazzatura elettronica valga più di 21 miliardi di dollari, considerando la presenza di oro e argento. Oggi si ricicla solo al 15%, dimenticando totalmente il problema della gestione risorse.

La spazzatura elettronica vale non meno di 21 miliardi di dollari (16 di oro e 5 di argento), peccato che solo pochi paesi si prendano la briga di riciclarne i materiali. PC, smartphone, notebook e ogni altro dispositivo elettronico, secondo gli esperti dell'e-Waste Accademy, sarebbero in grado di fornire metalli preziosi 50 volte di più rispetto agli estratti delle miniere. Insomma, basterebbe un corretto riciclo per recuperare 320 tonnellate d'oro e 7.500 tonnellate di argento ogni anno.

"Modelli di consumo più sostenibili e il riciclaggio dei materiali sono essenziali se i consumatori continuano a godere di dispositivi high-tech per qualunque cosa, dalla comunicazione moderna ai trasporti e gli edifici intelligenti", sostiene Luis Neves, presidente di GeSI. "Un giorno, tra non molto, la gente penserà a queste costose inefficienze e si chiederà come abbia potuto essere così miope e sconsiderata nella gestione delle risorse naturali", ha aggiunto Ruediger Kuehr, segretario generale di StEP. Questi i primi commenti degli addetti ai lavori che hanno partecipato al primo incontro mondiale sullo smaltimento dei rifiuti elettronici, organizzato dal Solving the E-waste Problem (StEP) delle Nazioni Unite e dal Global e-Sustainability Initiative (GeSI).

e-waste

Ormai non si parla più solo di gestione risorse come un tema indipendente dal resto, ma di elemento sinergico fondamentale per la gestione risorse. Non è un caso che l'evento si sia tenuto presso l'Istituto per le risorse naturali delle Nazioni Unite, in Ghana (Africa). La piccola nazione sub-sahariana infatti è leader nell'estrazione dell'oro. Quando si scopre che i prodotti elettronici impiegavano il 5,3% (197 tonnellate) della produzione mondiale nel 2001 e il 7,7% nel 2011 (320 tonnellate), è evidente il pensiero corra al riciclo - che oggi non supera il 15%.

Non meno importante il fatto che la produzione di oro negli ultimi 10 anni è cresciuta del 15% arrivando a quota 4.500 tonnellate e che il prezzo è passato da 300 a 1500 dollari l'oncia  (28,3 grammi).

"Gli sforzi di GeSI e di StEP e-Waste Academy contribuiranno a creare una rete tra i responsabili politici e altre parti interessate a condividere informazioni, idee e migliori pratiche per promuovere vere e proprie soluzioni per i rifiuti tecnologici e consentire il passaggio ad un ciclo chiuso e alla green economy", ha concluso Luis Neves. "Piuttosto che guardare ai rifiuti tecnologici come un peso, abbiamo bisogno di considerarli come un'opportunità",  ha sottolineato Alexis Vandendaelen della società Umicore per il riciclaggio dei rifiuti tecnologici.

Le Nazioni Unite per altro hanno già lanciato l'allarme sull'altro effetto collaterale generato dai rifiuti elettronici: l'inquinamento ambientale e i rischi per la salute pubblica. In Italia siamo un po' al palo, ma i risultati ottenuti da alcuni Comuni lasciano ben sperare. Per quanto ci riguarda, abbiamo pubblicato due articoli - Guida: estrarre l'oro da una CPU in casa, possibile ma pericoloso ed Estrarre oro dai componenti hardware, ecco come fare - in cui si mostra un procedimento per estrarre oro e altri materiali preziosi. Sono però solo cose da esperti di chimica, pericolose, da non replicare a casa vostra.

Commenti dei lettori (14)
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Commento di ice_v 09 luglio 2012 - 11:44
ma io sapevo che per l'argento a livello industriale, costa meno estrarlo dalle miniere che riciclarlo dalla spazzatura...
Commento di pabloski 09 luglio 2012 - 12:12

 Originariamente inviata da Bivvoz

si ma non è che estrarli costa e inquina di più?
Abbiamo visto nel vostro articolo che servono litri di acidi.



Infatti hai perfettamente ragione. Io non capisco dove vogliono andare a pareri i produttori di hardware in combutta con gli ambientalisti.

Credono davvero che siamo tutti una massa di zoticoni ignoranti?

Il problema dell'elettronica è che non è modulare ( tipo un congegno meccanico con vite e bulloni, senza colle e schifezze varie e composto al 100% da ferro, carbonio e altri materiali bio-compatibili ), i componenti sono praticamente fusi gli uni con gli altri e si usano materiali tutt'altro che bio-friendly.

L'abbiamo visto tutti il metodo di riciclo qual'è, ovvero scaraventare milioni di tonnellate di roba elettronica vecchia in Africa.
Commento di pabloski 09 luglio 2012 - 12:14

 Originariamente inviata da Topper

mi sembra che in certe parti in Africa vicino alle coste ci sono montagne di apparecchiature elettroniche scaricate dalle navi



ti sembra bene e dietro ci sono le ecomafie nostrane

 Originariamente inviata da Topper

ma in realtà portano solo spazzatura non più utilizzabile... invece che riciclare.



e il bello è che molti di questi personaggi, di facciata sono "riciclatori di elettronica"

capite che razza di presa in giro?
Commento di Piervittorio 09 luglio 2012 - 18:17
Ragazzi, non confondiamo l'illegale (il traffico di rifiuti pericolosi, di cui fanno parte quelli elettronici che sono classificati in "lista rossa" è penalmente rilevante) con il legale ed anzi ammirevole riciclaggio autorizzato, che viene fatto anche in italia secondo standard spesso di eccellenza, sia a livello di qualità della materia prima recuperata che di ecosostenibilità del processo.
Chi manda in africa rifiuti elettronici pericolosi, può farlo solo aggirando le norme di legge, ed è un criminale che deve andare in galera.
Chi per estrarre metalli preziosi immette nell'ambiente sostanze tossiche o ozonolesive, è un criminale che deve andare in galera.
Ma chi lo fa nel rispetto dell'ambiente e della legge, e lo fa alla luce del sole previa autorizzazione degli enti preposti, credo che meriti rispetto ed ammirazione.
Ad esempio www.raecycle.it
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