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Germania: in galera se giochi a uno shooter

di Dario D'Elia
Giovedì 7 dicembre 2006
Sembra incredibile ma in due Lander tedeschi è stata depositata una proposta di Legge che vuole mettere al bando i giochi violenti

Che i tedeschi fossero un po' rigidini si sapeva, ma non certo fino al punto di mettere fuorilegge i videogiochi ad alto contenuto adrenalinico! Ebbene, le amministrazioni locali di Baviera e Bassa Sassonia hanno depositato un progetto di Legge che come una mannaia vuole colpire gli sviluppatori, i distributori e i giocatori di titoli che contengono violenza su uomini, o comunque su personaggi antropomorfi. Nel testo si fa riferimento a sanzioni pecuniarie e a una detenzione massima di un anno – nei casi più gravi. Insomma, gli hard-core gamer sono in pericolo.

La comunità tedesca ovviamente è in subbuglio; le due più grandi organizzazioni di gaming online sono già scese in prima linea per sostenere la causa difensiva. "Si tratta di una delle più drastiche censure per il mondo dei videogiochi", ha commentato Frank Sliwka, coordinatore di Deutsche E-Sport Bund, una delle federazioni tedesche di gaming. "Adesso siamo stati bollati come un ambiente ideale per fomentare instabili, malati di mente e giovani violenti". 

Giusto per far comprendere la portata dell'iniziativa è sufficiente sottolineare che potenziali blockbuster come Call of Duty 3 e Resistance: Fall of Man sarebbero considerati illegali. Sony Computer Entertainment Germany, non a caso, ha rifiutato di commentare la notizia. Ma c'è da credere che stia incrociando le dita affinché non si creino problemi durante il prossimo lancio della Playstation 3.

E dire che in Germania le normative sono già le più rigide d'Europa: agli sviluppatori viene richiesto ogni volta di censurare i contenuti più violenti presenti nei giochi. Counter Strike, ad esempio, non mostra il sangue delle vittime e neanche la loro caduta a terra – semplicemente scompaiono. 

Bisogna altresì ricordare che l'opinione pubblica è stata sconvolta, il mese scorso, dall'ennesimo massacro realizzato da un ragazzo in una scuola secondaria di Emsdetten. Una recente indagine ha confermato poi che il 72% delle persone è convinta che via sia un legame tra violenza e giochi violenti; il 59% ha ammesso di essere d'accordo per un eventuale divieto di commercializzazione. "Senza ombra di dubbio gli shooter desensibilizzano le persone più instabili e possono avere un effetto stimolante", ha dichiarato Günther Beckstein, Ministro degli Interni della Baviera che si sta facendo promotore della Legge.

Il ragazzo di 18 anni che ha compiuto il massacro di Emsdetten ha ferito ben 11 persone prima di suicidarsi. Era considerato un esperto di Counter Strike.

Questa la base iniziale del dibattito che sarebbe interessante approfondire con le vostre opinioni. Al momento, fortunatamente, la legge tedesca non è ancora stata approvata e sarà discussa il prossimo anno. Sembra una soluzione piuttosto rigida e persecutoria, figlia delle conseguenze emotive e populiste tipiche di un evento spiacevole come quello che si è consumato nella scuola di Emsdetten.

Secondo numerosi studi il legame tra violenza e videogiochi violenti è ancora totalmente da dimostrare. Per ora si può solo dire che un gioco adrenalinico, in persone sane, è in grado di stimolare una sorta di "stress": aumenta la tensione muscolare, cresce il battito cardiaco, sale la pressione del sangue e accelera anche la respirazione (Studio della Radiological Society of North America). In persone più emotive e sensibili, ovviamente sempre di giovane età, si possono evidenziare invece effetti anestetizzanti sulla struttura neurologica del cervello, capaci di diminuire notevolmente la soglia di percezione dell'aggressività (Bruce Bartholow – Università Missouri).

Ora, chi gioca ai videogiochi da anni, quando sente parlare di divieti e censure scende – giustamente a mio parere – in barricata. Se il dibattito politico e scientifico, invece, fosse portato avanti pacatamente coinvolgendo gli esperti della dimensione videoludica la cosa sarebbe ben diversa.

Personalmente credo che si giochi anche per sentire l'adrenalina "montare". Ricordo, a memoria, che il titolo più "stressante" – per continuità - della mia carriera è stato "U.F.O. Eneny Unknown" e non uno shooter. E quindi si potrebbe partire con valutazioni personali su quali siano le proprie predilezioni e iper-sensibilità…

La questione di fondo, comunque, è che alcuni videogiochi possono in qualche modo influire sulle persone più instabili. In che modo è tutto da scoprire. Certo è che dopo una lunga sessione a GTA: Vice City il pensiero del gioco non può che perseguitarti per ancora un po' di tempo: ovviamente questo non è detto che si traduca in atti penali…

Altro problema è invece quello della cultura militare. Un esperto di SWAT o Call of Duty impara tante cose sull'anti-guerriglia, quante ne sono disponibili online – beh, quasi. Come si entra in una stanza occupata da nemici, il coordinamento di un attacco ad accerchiamento e tante altre cosucce non sono proprio scontante… vogliamo forse negarlo?

A voi…

 
Commenti dei lettori (17)
Trovati 17 commenti -  Mostrati da 1 a 10 - Pagina: 1 2
Commento di dkx pubblicato in data 07 dicembre 2006 alle ore 13:01
beh speriamo che questo non si propaghi anche in italia, xché se no siamo fregati...cmq c'è da dire che la germania è seconda dopo la francia in persone depresse, quindi penso che anche questo possa scaturire una notevole follia, non solo i shooter
Commento di deliquio pubblicato in data 07 dicembre 2006 alle ore 13:20
oh ma perche nei giochi sulla seconda guerra mondiale bisogna sempre interpretare gli americani?
Commento di MrCpu pubblicato in data 07 dicembre 2006 alle ore 13:31
Non voglio semplificare o sminuire l'impatto che un gioco del genere può avere su persone un po' più sensibili...
...però non sarà il caso di cominciare a mettere in galera i registi dei film violenti?
Avete visto "Il labirinto del Fauno"? Sapeste che prurito alle mani dopo...

...e che ne dite di mandare in galera anche i giornalisti del tg? Non è che a forza di vedere gente che spara ad altra gente, all'ora di cena, 'sti ragazzini sensibili mi diventano dei serial killer?

...magari c'e' da mandare in galera anche i rapper americani che parlano di ammazzare la gente..

..chissà.. a me resta un solo dubbio.. quelli che fanno le stragi, le armi dove le prendono?
Commento di P@0 pubblicato in data 07 dicembre 2006 alle ore 14:06

 Originariamente inviata da MrCpu

..chissà.. a me resta un solo dubbio.. quelli che fanno le stragi, le armi dove le prendono?



Le stampano con printscreen da Doom3


...e ringraziate che la mia stampante non stampa in A3, se no a quest'ora facevo saltare il quartiere col BFG!
Commento di Gigi91430 pubblicato in data 07 dicembre 2006 alle ore 14:19
ma se chi gioca a questo tipo di games è un cretino, non ci posso far niente.
Commento di Jorkas pubblicato in data 07 dicembre 2006 alle ore 14:23
....questo notizia è la stronzata più grande da quando l'uomo ha inventato il cavallo ( Cit. di: quale famoso film ? )

...non si regolano... pensanserro a far la guerra alla violenza vera piuttosto che ai pixel che si accendono e si spengono...

allucinante... ma andassero a lavorare... eh che cribbio!
Commento di mArCo1987 pubblicato in data 07 dicembre 2006 alle ore 14:27
io gioco a livello di pro game a need for speed, non è che appena prendo la patente esco di casa e vado a tirare sotto un pò di gente un pò alla carmageddon?
Commento di CiiiP pubblicato in data 07 dicembre 2006 alle ore 14:32
Io amo le auto veloci, e ho diversi giochi di guida, dopo che ho giocato per 3 ore ad un "Need for Speed" se esco non mi viene da andare più forte del normale. Stessa cosa son gli FPS, sono membro di un clan, e dopo le Clan War non guardo strano la gente, non cerco di sparargli.
In ogni caso credo che la verità sia sottosopra, cioè che un ragazzo con manie omicide, prima approdi nel mondo di uccisioni virtuali e poi nella vita reale. A me GTA rilassa, mi sfoga, forse sono più mansueto DOPO aver giocato.
Commento di JaSaL pubblicato in data 07 dicembre 2006 alle ore 15:08
Bè cmq il problema della violenza nei videogiochi esiste. Certo nulla che non si possa risolvere con un divieto ai minori di anni 18, ma attualmente chi fa caso al rating e a far rispettare le età degli acquirenti? Poi vorrei mettere in guardia quanti pensano che non ci possa essere nessun tipo di influenza.. è lo stesso meccanismo della pubblicità, sei tanto più influenzabile quanto pensi di non esserlo..
Commento di zuLunis pubblicato in data 07 dicembre 2006 alle ore 15:10
Qui in Italia non ho mai letto di persone instabili che vanno a massacrare 11 persone e poi si suicidono per emulare il proprio videogioco. Evidentemente in Germania c'è gente assai squilibrata e malata di mente, e se è così allora è davvero un bene vietare un certo genere di giochi.
Continuo a ribadire che si diventa instabili non con i videogames, ma con tutta una serie di variabili che ci sono dietro ad un ragazzo. Se i genitori non lo educano in un certo modo, e non lo tengono d'occhio in un certo modo allora che se la prendano nel popò i genitori che hanno sbagliato.
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