Apple vuole bloccare il Galaxy S III per i soliti sospetti

Il Galaxy S III potrebbe infrangere qualche non precisato brevetto di Apple, e per prevenire potenziali danni l'azienda di Cupertino ha pensato bene di chiedere al giudice un'ingiunzione preliminare per bloccare le vendite.

Il Galaxy S III infrange brevetti Apple, forse. Non ne è sicura nemmeno l'azienda di Cupertino, ma per portare le mani avanti ha sottoposto una richiesta preventiva di ingiunzione preliminare al giudice che sta analizzando la domanda analoga riguardante il Galaxy Nexus. In realtà, come puntualizzato da Florian Mueller, Apple sta ancora analizzando il nuovo terminale di Samsung per capire se stia eventualmente violando gli stessi due brevetti indebitamente presenti sul Galaxy Nexus (l'accusa è ancora da provare), relativi allo slide per lo sblocco del sistema e all'autocompletamento dei testi.

Apple cerca di difensere l'iPhone 4S dal Samsung S III con un'ingiunzione preventiva

Ufficialmente Apple vuole "accelerare il processo e facilitare le analisi della corte", ma in realtà l'intenzione sembra quella di "imbucare" il Galaxy S III in un'altra inchiesta per guadagnare tempo su un possibile blocco delle vendite negli Stati Uniti. La questione del Galaxy Nexus infatti verrà dibattuta a breve, mentre l'apertura da zero di un nuovo procedimento, con la presentazione e validazione delle prove e tutto il resto, potrebbe comportare un'attesa di diverse settimane.

Non è da escludere che l'azienda di Cupertino sia rimasta impressionata dal nuovo terminale sud coreano, che stando ai dati recenti avrebbe raccolto 9 milioni di prenotazioni al 18 maggio. Il 29 maggio il Galaxy S III è arrivato ufficialmente in vendita nel Regno Unito e in altri Paesi, fra cui l'Italia. Negli Stati Uniti è atteso per il 21 giugno e l'azione di Apple è senza dubbio finalizzata a far slittare in avanti questa data il più a lungo possibile.

Quello che è evidente al di là delle ipotesi è che Tim Cook non ha nessuna intenzione di mettere fine alla "guerra termonucleare contro Android" voluta da Jobs e che i tentativi di mediazione delle scorse settimane sono stati solo una farsa per spezzare la monotonia di una battaglia senza esclusione di colpi che ormai non è più né avvincente né sensata. L'ultima trovata di Apple però ha superato il segno.

Va bene sostenere che sono stati copiati elementi importanti per l'usabilità, accettiamo persino le azioni legali che ruotano attorno alle questioni più effimere di design, perché alla fine è un giudice a decidere ed è giusto che i copioni finiscano in castigo dietro alla lavagna. Ma denunciare una violazione di brevetto prima ancora di avere capito se e quali proprietà intellettuali sono state infrante non è così distante dalla censura dei regimi autoritari.

La sensazione è che la situazione sia totalmente fuori controllo, e che le aziende impegnate nell'arena degli smartphone siano ormai accecate dai guadagni mostruosi che ci sono in ballo. Basti pensare che Apple avrebbe chiesto a Samsung di "confermare che non lancerà il Galaxy S III negli Stati Uniti fino a quando la Corte si sarà pronunciata sulla richiesta di ingiunzione preliminare". La risposta scontata della sud coreana è stata che "l'azione legale di Apple non avrà alcuna influenza sulla data di commercializzazione del Galaxy S III".