Caso Affittopoli a rischio per colpa di un craker?

Il Pio Albergo Trivulzio, protagonista del caso Affittopoli milanese, è stato violato nei sistemi informatici da un abile cracker. Distrutti infatti migliaia di file di ogni genere. La Procura si domanda se vi sia un legame con le indagini.

Un pirata informatico nel periodo di Ferragosto ha violato il sistema del Pio Albergo Trivulzio e distrutto migliaia di file, sotto analisi da tempo per lo scandalo Affittopoli. La nota azienda pubblica "dei servizi alla persona" dell'area milanese è sotto indagine dall'inverno scorso per una serie di immobili venduti, negli ultimi cinque anni, presumibilmente a prezzi di favore. 

Pio Albergo Trivulzio

Negli elenchi consegnati in Procura sono venuti fuori i nomi di modelle, politici, giornalisti, magistrati, parlamentari, ballerini e manager. Da mesi si parla non solo di cessioni a titolo definitivo ma anche di affitti a prezzi stracciati; il Pio Albergo Trivulzio si è sempre giustificato dicendo che i canoni sono decisi dall'Agenzia del Territorio. 

In ogni caso ora la Procura della Repubblica in questi giorni ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per accesso abusivo aggravato (e danneggiamento) al sistema informatico. "Nell'intera vicenda ci sono troppe cose non chiare. Abbiamo chiesto di essere informati sugli sviluppi dell'indagine e sulla situazione interna. Il commissario si è impegnato a fare arrivare in Comune una relazione, che ci auguriamo giunga tempestivamente e vada un po' oltre le notizie che già abbiamo dai giornali", ha dichiarato l'assessore ai Servizi Sociali, Pierfrancesco Majorino.

Già, perché all'indomani dell'incidente Trivulzio ha comunicato a Palazzo Marino solo l'esistenza di "una disfunzione della rete informatica" e niente di più.

A questo punto c'è da domandarsi se l'amministrazione della struttura e chi indaga su Affittopoli abbiano fatto un backup.