Computer Apple con memoria 3D XPoint nel prossimo futuro?

Voci di corridoio fanno intuire che Apple potrebbe essere tra le prime aziende ad adottare la nuova memoria 3D XPoint di Intel e Micron. L'azienda di Cupertino potrebbe usarla per l'archiviazione.

Apple potrebbe essere tra le prime aziende ad avvalersi di nuovi SSD basati su memoria 3D XPoint di Intel e Micron. Questo è quanto si deduce da un articolo apparso su Macworld, nel quale si parla della tecnologia e della tendenza della casa di Cupertino ad adottare nuove soluzioni, specie per quanto riguarda l'archiviazione e la connettività.

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Un die di memoria 3D XPoint di Intel e Micron

Macworld spiega che Apple già oggi usa SSD ad alte prestazioni compatibili con il protocollo NVMe, pensato per le memorie moderne. Poiché anche 3D XPoint e le relative soluzioni supporteranno NVMe, c'è una buona possibilità che Apple adotti piuttosto rapidamente la nuova tecnologia. La compatibilità di 3D XPoint con NVMe è stata svelata durante una sessione della conferenza OCP U.S. Summit di San Jose, California.

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3D XPoint, una tecnologia che promette miracoli

Che cos'è 3D XPoint? Rimandandovi a un approfondimento pubblicato nei mesi scorsi per un punto della situazione, si tratta di una soluzione di archiviazione che si posiziona idealmente tra la NAND e DRAM. Secondo Intel, teoricamente, offre una velocità e una durata 1000 volte maggiori rispetto alla NAND usata dagli attuali SSD, mentre è in grado di raggiungere una densità 10 volte quella della DRAM. Oltre a questo è una memoria "persistente" (non volatile), il che significa che non perde informazioni in assenza di energia.

I primi test eseguiti da Intel su un prototipo di SSD con memoria 3D XPoint sono più che incoraggianti. Messo alla prova con il benchmark IOMeter il prototipo ha raggiunto prestazioni 7,23 volte maggiori di un SSD DC P3700 in lettura, con una queue depth pari a uno. L'SSD ha raggiunto 10.600 IOPS mentre il prototipo ha toccato 76.600 IOPS.

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I primi test su un prototipo di SSD 3D XPoint diffusi da Intel

L'uso di una queue depth pari a uno, benché sembri una scelta piuttosto bizzarra, ha una sua logica: dipinge un tipico carico desktop tradizionale, aspetto in cui gli SSD sono notevolmente migliori di un hard disk, ma non danno il meglio. Con un mix di letture e scritture (70 percento letture - 30 percento scritture) e una queue depth di 8, il prototipo ha raggiunto 401.400 IOPS, mentre l'SSD DC P3700 si è fermato a 78.900 IOPS. Le prestazioni sono quindi più che quintuplicate.

Leggi anche: Intel Optane, i primi SSD basati su memoria 3D XPoint nel 2016

Il nome commerciale dei prodotti 3D XPoint è Optane. Le prime soluzioni ad arrivare sul mercato saranno presenti sotto forma di classico SSD oppure in formato DIMM per applicazioni in ambito enterprise. La nuova memoria è quindi in grado di ricoprire più ruoli, non solo quello di sostituto della memoria NAND negli SSD.

Per quanto concerne il rapporto tra Apple e Intel, le due aziende hanno finora dimostrato di saper collaborare bene: Apple è stata la prima a implementare la tecnologia Thunderbolt sui propri computer e spesso Intel ha realizzato processori personalizzati sulle esigenze dell'azienda di Cupertino.

Apple si è dimostrata inoltre piuttosto incline ad adottare nuove tecnologie, qualora forniscano un chiaro beneficio: l'ultimo caso è l'USB C presente sul Macbook da 12 pollici.

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