DoveeComeMiCuro.it: il primo motore di ricerca sanitario

DoveeComeMiCuro.it è il primo sito in Italia che consente di individuare le migliori strutture ospedaliere italiane per farsi curare. Il servizio è senza dubbio utile ma pone molti interrogativi.

Da oggi è attivo DoveeComeMiCuro.it, un vero e proprio motore di ricerca che permette di individuare le migliori strutture ospedaliere italiane per farsi curare. Il progetto è partito 2 anni fa su iniziativa di una società privata, ma vede il coinvolgimento di un team di luminari coordinato da Walter Ricciardi, direttore del Dipartimento di Sanità pubblica dell'Università Cattolica-Policlinico Gemelli di Roma.

Entrando nello specifico si scopre che il motore di ricerca di DoveeComeMiCuro.it consente di selezionare il problema di salute di proprio interesse oppure direttamente la parte del corpo affetta da problemi. Poi la regione e infine la provincia.

DoveeComeMiCuro.it

Dopodiché si ottiene una lista di strutture pubbliche con una serie di parametri e indicatori. Ad esempio, nel caso di una "frattura del collo del femore" vengono indicati l'indice di mortalità a 30 giorni dal ricovero, l'effettuabilità di un intervento entro 48 ore e i tempi di attesa per l'intervento. Tre indicatori colorati (verde, giallo e rosso) mostrano l'indice di qualità in relazione alla media nazionale. Mentre una serie di barrette verticali (da 1 a 4) mostrano l'indice di qualità in relazione agli standard internazionali.

La base dati, quindi qualità di intervento, tempistiche e altri dettagli, è stata realizzata sfruttando come fonti il ministero della Salute, l'Istat, lo Sportello Cancro–Fondazione Veronesi, l'Agenas, l'Atlante Sanitario Era Web e l'Osservatorio nazionale per la Salute nelle Regioni italiane. Secondo Ricciardi il cosiddetto "public reporting" dovrebbe consentire di rafforzare il principio di responsabilità sociale all'interno del Servizio sanitario nazionale.

In pratica il sito si propone come strumento per aiutare il cittadino nelle scelte sanitarie, alterando un po' le attuali dinamiche "procedurali". Normalmente ci si rivolge al proprio medico di famiglia o a uno specialista per diagnosi e consigli su dove farsi curare. Invece con le informazioni (parziali) a portata di mouse si lascia il paziente in balia di se stesso. Oggi non a caso l'incubo di ogni bravo medico è il paziente formatosi su Wikipedia.

Il risultato di una ricerca

La nota stonata di questa vicenda è che il Ministero della Salute aveva pensato a un servizio analogo, sfruttando i vecchi fondi CIPE. "Trovo assurdo che una classifica venga redatta da privati utilizzando dati pubblici che, apprendo ancora una volta da agenzie di stampa, sarebbero il ministero della Salute, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari-Agenas, l'Istat", ha dichiarato il presidente della Regione Veneto, Zaia.

"Il ministero stesso ha stanziato 6 milioni per la realizzazione di un portale nazionale che, ai sensi del Dlgs 68, articolo 30, dovrebbe informare circa l'uniformità dell'assistenza, la qualità delle cure e il monitoraggio costante dell'efficienza ed efficacia dei servizi sanitari".

La questione di fondo è che dal 25 ottobre, in virtù della nuova direttiva europea, ogni cittadino dell'UE ha può decidere di ricevere assistenza sanitaria in ciascuno dei paesi membri. Bruxelles raccomandava di attivare strumenti, soprattutto su Internet, per informare i propri cittadini e per incoraggiare quelli stranieri a spostarsi. Fermo restando il fatto che il paese d'origine è obbligato a farsi carico delle spese.

In Italia effettivamente mancava un database informativo di questa portata. Ora c'è.

Rimangono però delle perplessità. La prima è che siamo di fronte a un sito privato, e infatti la società milanese che ha creato il progetto declina ogni responsabilità sui dati pubblicati. "Non si garantisce che i dati elaborati e pubblicati da tali fonti primarie siano esenti da errori e/o difetti, né che siano accurati, completi ed aggiornati", scrive nei Termini e Condizioni d'uso.

Il Comitato Scientifico del sito include docenti  medici di vari paesi, nonché esperti di misurazione della qualità dell'assistenza. Compare persino il Prof. Ferruccio Fazio, Professore di Diagnostica per Immagini e Radioterapia, Università di Milano Bicocca, nonché ex ministro della Salute.

Insomma, la fiducia degli utenti dovrebbe essere ben riposta, ma un'analisi dei dati così delicata forse avrebbe bisogno di un ente certificatore indipendente. La base dati prelevata dalle varie istituzioni nazionali potrà essere anche giusta, ma chi può confermare che gli indici di DoveeComeMiCuro.it sono corretti, se lo stesso gestore declina ogni responsabilità?

Infine, è evidente che il desiderio di trasparenza sia legittimo, ma siamo davvero tutti in grado di comprendere la portata di alcuni dati? Sembra fuorviante la scelta di mettere un semaforo verde per designare una struttura al di sopra della media nazionale e un semaforo giallo per quelli in media nazionale. E poi la scelta delle barrette...

Oggi il rapporto con la Sanità Pubblica è fortemente condizionato (purtroppo) dal luogo di residenza. Alcuni guarderanno a questo nuovo servizio online con curiosità, e al massimo ne faranno uso per chiedere un'ulteriore opinione al proprio medico curante. Altri invece vedranno in questa piattaforma lo strumento definitivo per emanciparsi dai medici che presidiano la prima linea diagnostica.

Il sito è un contenuto in più, senza ombra di dubbio, ma manca di istruzioni per l'uso.